Caffè sostenibile: come viene coltivato e perché sceglierlo

Il caffè è una delle bevande più consumate al mondo: pensa che ogni giorno ne vengono bevute più di 2 miliardi e mezzo di tazze e le previsioni ci dicono che le persone in futuro ne vorranno sempre di più.

Una coltivatrice di caffè dell’associazione Kokowagayo (Indonesia). ©NAPP / Denisyah Putra

Proprio perché è una delle merci più scambiate al mondo, il caffè è anche un prodotto che ha un notevole impatto sull’ambiente e sulle persone: ci sono interi paesi che dipendono economicamente dalla sua produzione e per far spazio alle piante di caffè si sacrificano altre specie autoctone importanti per le biodiversità locali. La produzione del 60% del caffè commercializzato nel mondo viene assicurata da circa 12 milioni e mezzo di persone che possiedono meno di 5 ettari, ovvero piccole aziende agricole familiari che sopravvivono grazie al caffè.

È anche uno dei prodotti più messi a rischio dagli effetti del cambiamento climatico: uno studio commissionato da Fairtrade International ha dimostrato che entro il 2050 potremmo perdere metà della superficie coltivata a caffè con conseguenze disastrose per i suoi coltivatori e, di riflesso, anche per noi che lo beviamo tutti i giorni. 

Ecco perché supportare una produzione sostenibile del caffè è più che mai importante: dalle nostre scelte sostenibili dipendono molto anche le scelte che faranno le aziende che acquistano e distribuiscono la nostra bevanda preferita. 

Un socio della cooperativa Cooagronevada rimesta i chicchi di caffè messi ad essiccare fuori dalla sua casa. ©Fairtrade Česko a Slovensko

Cosa significa caffè sostenibile?

Un caffè è sostenibile se:

  • preserva l’ambiente che ne ospita la coltivazione, nutre la terra e non la impoverisce;
  • i terreni sono coltivati nel rispetto dei contadini di oggi e di quelli che verranno domani, senza sfruttamento delle persone; viene riconosciuto ai cafficoltori un reddito dignitoso, sufficiente cioè a coprire i bisogni fondamentali dei contadini e delle loro famiglie: cibo, casa, istruzione, assistenza sanitaria, acqua potabile ma anche un accantonamento per i momenti di emergenza e per quando non si sarà più in grado di lavorare per ragioni di età.
La coltivazione del caffè sostenibile avviene all’ombra di altre piante, anche da frutto come il banano. Qui nei campi dei soci di COOPESARAPIQUI, in Costa Rica. ©Fairtrade Česko a Slovensko

Come viene coltivato il caffè sostenibile

Ci sono principalmente due modi in cui viene coltivato il caffè:

  • in piantagione, in ampie estensioni di terreno. Questa è la modalità che viene utilizzata prevalentemente dai grandi proprietari. Comporta un alto dispendio di acqua perché le piante vengono coltivate sul terreno “nudo” e quindi più esposto alla siccità e all’erosione;
  • nella foresta o “all’ombra”: in questo tipo di coltivazione le piante di caffè crescono insieme ad altre piante che forniscono ombra al terreno e lo rendono più fertile, grazie ai residui organici. In questo modo il bisogno di acqua delle piante diminuisce, i terreni permangono più umidi e ricchi di humus.

Il caffè sostenibile è proprio quello coltivato all’ombra da piccoli proprietari che possiedono pochi ettari di terreno. Grazie a questo metodo di coltivazione e alle cure che riceve in campo, il caffè ha una qualità migliore, oltre ad essere più sostenibile per l’ambiente e per le persone. 

Nuove piante di caffè vengono coltivate nei vivai per sostituire quelle improduttive o malate. Qui nella cooperativa ASOSEYNEKUM, in Colombia. ©Fairtrade Česko a Slovensko

Coltivazione sostenibile del caffè: i vantaggi

Sono diversi i vantaggi di una coltivazione sostenibile del caffè, sia dal punto di vista del produttore che da quello del consumatore. 

Vantaggi ambientali

La coltivazione sostenibile promuove il mantenimento e lo sviluppo degli ecosistemi ambientali: accanto alle piante di caffè crescono altre specie autoctone che favoriscono la lotta biologica per la prevenzione di parassiti e malattie. 

Non vengono utilizzati prodotti chimici e fertilizzanti perché il suolo viene rigenerato e fertilizzato naturalmente. In questo modo si riducono anche le emissioni di anidride carbonica.

Vantaggi sociali

Le comunità che dipendono dalla coltivazione del caffè riescono ad ottenere raccolti di migliore qualità e questo consente loro di spuntare prezzi migliori sul mercato. 

La coltivazione del caffè sostenibile si fa su piccoli appezzamenti (meno di 5 ettari) favorendo un’agricoltura di tipo familiare e la continuità generazionale, in modo che i più giovani possano continuare l’attività di famiglia. Inoltre la coltivazione di altre piante oltre al caffè, consente ai contadini di vendere altri prodotti sui mercati locali e di mantenere una piccola produzione anche per la propria famiglia.

Vantaggi per chi beve il caffè

Il caffè coltivato in modo sostenibile è di migliore qualità: un vantaggio per noi che lo beviamo e che possiamo contribuire e sostenere un’agricoltura più sana attraverso le nostre scelte di acquisto. 

Nelle coltivazioni di caffè sostenibile l’uso dei fitofarmaci viene consentito solo in casi di estrema necessità e ridotto al minimo. ©Fairtrade Česko a Slovensko

Il caffè sostenibile è anche un caffè biologico?

Il caffè sostenibile non è necessariamente biologico anche se rispetta le persone e l’ambiente. Sicuramente la certificazione bio è un passo in più che può compiere l’agricoltore per regalarci un prodotto più sano e senza residui. 

Ci sono certificazioni, come Fairtrade, che attraverso i loro Standard impongono ai coltivatori l’utilizzo minimo di prodotti chimici ed escludono l’impiego di sostanze dannose per gli stessi agricoltori e per noi che lo beviamo. 

Come riconoscere il caffè sostenibile al supermercato 

Quindi la prima regola per riconoscere un caffè sostenibile è quella di guardare al prezzo: se è troppo basso vuol dire che qualcuno ci ha rimesso ed è spesso l’agricoltore all’origine. 

Se il caffè non è certificato Fairtrade, cerca la certificazione del biologico (contraddistinta dalla foglia verde) che garantisce che i chicchi siano stati coltivati rispettando l’ambiente. 

Nelle organizzazioni Fairtrade i produttori lavorano insieme per costruire processi democratici e inclusivi. Qui nella cooperativa Anei, in Colombia. ©Fairtrade Česko a Slovensko

La filiera di caffè sostenibile di Fairtrade

Il caffè sostenibile certificato Fairtrade proviene tutto da organizzazioni di piccoli agricoltori, ovvero contadini che coltivano meno di 5 ettari ad azienda agricola. In America Latina coltivano l’83% del caffè Fairtrade più di 257 mila agricoltori in Brasile, Colombia, Ecuador, Perù, Messico e Guatemala. A seguire l’Africa dove più di mezzo milione di contadini in Kenya, Etiopia, Rwanda, Congo, Tanzania, Costa D’Avorio e Sierra Leone coltiva il 10% del caffè Fairtrade prodotto a livello globale. Infine l’Asia, dove 100.000 contadini Fairtrade lo coltivano in Indonesia, Laos, Birmania, Thailandia, Cina, Cambogia, Pakistan, India. 

Per il loro caffè ricevono:

  • Il Prezzo Minimo Fairtrade che li protegge quando il Prezzo di mercato è troppo basso. Recentemente è stato rivisto per rispondere alla necessità degli agricoltori di guadagnare un reddito dignitoso. 
  • Il Premio Fairtrade: un sovrapprezzo che guadagnano oltre al Prezzo Minimo e che investono rispondendo ai bisogni della comunità ma anche per il miglioramento produttivo o per il passaggio alla produzione biologica.

Le organizzazioni di agricoltori Fairtrade inoltre sono supportati nella sfida del cambiamento climatico che colpisce particolarmente la coltivazione del caffè: abbiamo costituito le Scuole del clima dove gli agricoltori prendono coscienza del problema e cercano insieme delle soluzioni per diventare più resilienti al cambiamento climatico, anche con il supporto di tecnici e agronomi sul campo. 

Benefici per l’ambiente ma anche per le persone attraverso una coltivazione responsabile e rispettosa: quando vai a fare la spesa scegli un caffè sostenibile certificato Fairtrade

 

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