Tè e infusi

Dopo l’acqua, il tè è la bevanda più popolare al mondo : si stima che ne vengano bevute 70.000 tazze ogni secondo. E, a dispetto di questo, i contadini e i lavoratori che si nascondono dietro il nostro infuso quotidiano, fanno fatica a essere trattati dignitosamente, con un costo umano molto alto.

Un bambino su 4 in Kenya nelle regioni di coltivazione del tè e del caffè è malnutrito e fatica a crescere. Uno su 10 nelle regioni del tè in Malawi muore prima di compiere 5 anni.

Una coltura estensiva

La maggior parte del tè è prodotto in grandi piantagioni o terreni e raccolto da lavoratori salariati. Cresce inoltre in piccoli lotti a opera di contadini che vendono le foglie fresche alle piantagioni o alle aziende di lavorazione che le trasformano in tè nero. In Africa, gli appezzamenti dei più piccoli produttori corrispondono a meno della metà di un campo da calcio. I coltivatori di tè affrontano numerose sfide: prezzi bassi, fluttuazioni del mercato, mancanza di potere di contrattazione nella catena di fornitura dominata dalle grandi aziende.

Nelle piantagioni di tè, per i lavoratori le sfide sono altrettanto vitali: stipendi bassi, orari pesanti di lavoro e difficoltà di rapporto con chi gestisce le piantagioni. E dipendono da queste aziende anche per i bisogni fondamentali come la casa, la salute, l’accesso all’acqua e l’educazione dei loro figli.

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