Covid-19: una lezione di sovranità alimentare

Autosufficienza, difesa della biodiversità, approccio integrato: la lezione che Pangoa ha imparato dalla pandemia.

Coltivazione di ortaggi a casa di un socio della cooperativa Pangoa

“Abbiamo capito come la sovranità alimentare sia una riserva di cibo, la rivalutazione della nostra terra e anche la diversificazione delle colture” dice Flor Gómez Acevedo, produttore della cooperativa agraria cafetalera Pangoa, in Perù.
Circa il 70% dei soci coltiva un orto, specifica Flor, una situazione che nel 2020 ha permesso di avere riserve di cibo durante il periodo di quarantena obbligatoria causato dalla pandemia da Covid-19. Quando le strade sono state chiuse e non era possibile uscire per comprare cibo, i produttori della cooperativa avevano mais, fagioli, frutta e verdura, manioca, banane, specie native e animali da allevamento.

“All’inizio, producevamo e vendevamo solo caffè e poi ancora cacao e caffè ma vedendo che i soci avevano bisogno di cibo, abbiamo cominciato a coltivare orti e alberi da frutto”.

Flor Gómez Acevedo, cooperativa Pangoa

La diversificazione delle colture ha aiutato le famiglie dei soci non solo ad avere scorte di cibo ma anche a generare un reddito aggiuntivo da quando hanno cominciato a vendere i loro prodotti ai vicini che venivano a comprare direttamente dalle loro aziende agricole.
“Siccome non era possibile uscire per fare la spesa, i vicini hanno iniziato a comprare, ad andare dove c’erano verdure. In questo modo si è creata l’opportunità di generare altre entrate” dice Flor.
Alcuni dei membri della cooperativa che si erano dedicati all’allevamento di animali come i polli, il pesce e i porcellini d’India hanno aumentato la loro produzione a causa della domanda interna.

Il mercato all’interno delle aziende agricole garantisce maggiori entrate per i contadini

“Abbiamo avuto un impatto positivo grazie alla pandemia perché ci ha aiutato a generare maggiori entrate. Consumiamo quello che produciamo e così si rivalutano le nostre terre”.

Flor Gómez Acevedo, cooperativa Pangoa

Il mercato del sabato… a casa propria

Dal 2006, la cooperativa aveva ospitato un mercato che si svolgeva il sabato dove i soci venivano a vendere la loro frutta, la verdura, cibo e animali. A causa della pandemia, il mercato del sabato è stato cancellato in marzo. Ma è cominciata la vendita diretta tra i vicini di casa. “Possiamo vendere frutta, verdura, uova oltre ad altri prodotti dalle nostre stesse aziende agricole” dice il produttore.
I soci della cooperativa preparano fertilizzanti per nutrire il suolo per la produzione di caffè e cacao ma anche per gli orti, conservando le specie native e le foreste primarie. La cooperativa promuove un modello olistico di azienda agricola in cui i soci, la terra, le piante e gli animali devono essere interconnessi, rispettando l’ambiente.

L’esperienza della cooperativa Pangoa, fa parte del programma della CLAC sulla Sovranità alimentare, partito lo scorso ottobre. Attraverso il Fondo di soccorso Fairtrade, CLAC sta supportando le organizzazioni di piccoli produttori per la diversificazione e per promuovere la sovranità alimentare, per andare verso l’agricoltura biologica e diversificare i loro sbocchi di mercato in modo da affrontare meglio la crisi economica causata dalla pandemia da Covid-19.

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