CONACADO: ora anche semilavorati a base di cacao

È iniziata una nuova avventura per Conacado, una cooperativa certificata Fairtrade in Repubblica Dominicana: un impianto per la produzione di semilavorati di cacao. Con l’inaugurazione saranno avviate nuove opportunità commerciali per i produttori e per le comunità.

A chi non piace gustarsi una barretta di cioccolato o una tazza di cioccolata calda? Nemmeno la pandemia da COVID-19 ha rallentato il consumo di questo cibo tanto prelibato. Milioni di persone in tutto il mondo hanno riempito le loro dispense di cioccolato per affrontare meglio il confinamento e la mancanza di contatto sociale.

Ma da dove arriva tutto questo cioccolato? Circa i due terzi del cacao mondiale arriva da Africa Occidentale, Ghana e Costa d’Avorio in primis; la parte restante dall’America Latina e dalla zona dei Caraibi. Ma nessuno di questi paesi ha anche un’industria per la produzione di cioccolato e derivati del cacao. I maggiori produttori al mondo invece sono Stati Uniti, Germania, Svizzera e Belgio. Tuttavia è proprio nella lavorazione e commercializzazione dei prodotti a partire dal cacao che si ricava il guadagno maggiore; guadagno che solo di rado raggiunge i contadini che coltivano le fave.

Passare dalla vendita del prodotto grezzo alla commercializzazione di prodotti finiti a valore aggiunto è il sogno di tanti piccoli produttori di cacao nel mondo. Ma questo viaggio non è per nulla facile. Richiede investimenti significativi nelle competenze, nei macchinari e nelle risorse umane. Ciononostante alcune organizzazioni scelgono di raccogliere la sfida. Una di loro è Conacado, certificata Fairtrade dal 1997, che raggruppa più di 10.500 membri.

Il lungo percorso verso prodotti a valore aggiunto

L’aspirazione di Conacado di commercializzare prodotti a valore aggiunto è di vecchia data. A metà degli anni 2000 la cooperativa proponeva già nella sua offerta volumi significativi di semilavorati di cacao. Tuttavia, non disponendo di un proprio impianto di lavorazione, si appoggiava ad operatori privati locali. Questo fino al 2008, quando ha avuto la possibilità di acquistarne uno proprio nella comunità di San Francisco de Macorís, una vecchia macchina con una capacità di lavorazione di 9.000 tonnellate di cacao all’anno. C’è voluto un investimento di circa 3 milioni di dollari, una somma raggiunta grazie ai contributi di ogni produttore partner e in larga parte con fondi del Premio Fairtrade.

Nel 2014, considerando la domanda di mercato e i bassi volumi di produzione dovuti al fatto che si trattava di un macchinario datato, Conacado ha deciso di rinnovare e ingrandire. Sono stati investiti più di 20 milioni di dollari, ottenuti grazie alla vendita delle fave di cacao, al finanziamento del Premio Fairtrade, a prestiti di banche locali e dell’investitore internazionale Oikocredit.

“Una volta che l’impianto sarà in funzione, avrà la capacità di lavorare 25.000 tonnellate di cacao all’anno. Stimiamo che l’inizio della produzione avverrà questa estate, e che i primi prodotti, ovvero pasta, burro e polvere, siano commercializzati dall’autunno, aprendo così nuove opportunità di vendita per i soci di Conacado” ha dichiarato Franklin Gómez, un socio di Conacado che ha seguito molti lavori di rinnovamento.

“Il sistema Fairtrade è stato una specie di seme per Conacado, dal momento che, nella storia dell’organizzazione, il focus corretto e l’uso del Premio ci hanno permesso di costruire la miglior infrastruttura di tutta la regione per capacità e qualità della gestione del dopo-raccolta. Così assicuriamo ai nostri membri produzione di qualità e riduciamo potenziali perdite. Tutto ciò è stato possibile grazie a un investimento annuale della comunità di almeno il 30% del Premio Fairtrade. Un altro fatto importante è stato il focus su programmi di sostenibilità e aumento della produttività” ha spiegato Miguel Mendoza, membro di Conacado.

Oltre alla commercializzazione di prodotti semilavorati per i mercati internazionali, la cooperativa cerca di incoraggiare il consumo di cioccolato tra la popolazione della Repubblica Dominicana per motivare gli imprenditori del paese ad avviare la produzione di cioccolato usando la materia prima locale. Per raggiungere questo obiettivo, vuole stabilire alleanze con aziende private del paese che usano il cacao come ingrediente alla base dei loro processi produttivi, come gelaterie, aziende di cosmesi o cioccolata locale per il settore del turismo.

“Sappiamo che il nuovo impianto è un grande contributo per i nostri obiettivi di sviluppo. Non sono solo i nostri sogni come organizzazione, ma come nazione, e noi speriamo di condividere il successo con tutti i consumatori responsabili, che indirettamente sono stati di grande supporto per questo progetto, con tutto il sistema Fairtrade e con tutti i trader impegnati su filiere etiche” spiega Isidoro de la Rosa, general manager.

Ma i piani di Conacado non si fermano alla commercializzazione di prodotti semi-lavorati. La cooperativa ora ha iniziato uno studio di fattibilità per la produzione di cioccolato. Attualmente è alla fase di analisi, elaborazione e gestione con i fornitori di macchinari e risorse finanziarie, con l’ipotesi di produrre barrette e roll dal 2021.

Ispirazione per gli altri produttori di cacao

Il progetto di Conacado è un esempio e ispirazione per le altre cooperative di piccoli produttori di cacao intorno al mondo. Infatti molte organizzazioni di produttori certificati Fairtrade come Ecookim in Costa d’Avorio, Norandino in Perù, El Ceibo in Bolivia e Coagricsal in Honduras hanno avviato progetti per la costruzione dei loro impianti di lavorazione con l’obiettivo di creare valore per i loro membri. Con l’impegno e gli sforzi delle loro cooperative, e il continuo supporto di consumatori responsabili nel mondo che scelgono prodotti Fairtrade, questo obiettivo è alla portata di molti produttori.

“Tutto questo è empowerment ed è esattamente quello che Fairtrade International promuove” conclude Abel Fernández, manager commerciale di Conacado.

Un nuovo requisito rafforzerà i produttori di cacao e caffè

Fairtrade International fa un altro passo per portare sempre maggiori benefici agli agricoltori, annunciando un nuovo requisito per le cooperative e i trader che richiedono la certificazione per caffè e cacao. A partire dal 1 giugno 2020, le cooperative e i trader che fanno domanda devono dimostrare di avere già, da parte dei clienti, degli impegni di acquisto per nuovi volumi di vendite Fairtrade. Tali impegni devono essere confermati dal licenziatario che metterà il Marchio sui prodotti finiti e validate dall’Organizzazione Nazionale Fairtrade di competenza (Fairtrade Italia per gli operatori commerciali italiani). Sarà inoltre possibile certificarsi, per le nuove organizzazioni di produttori, per garantire la continuità della fornitura di caffè e cacao Fairtrade per un contratto già in essere.

Questa decisione è frutto dell’impegno di Fairtrade per fare in modo che gli agricoltori guadagnino un reddito dignitoso ed è solo una delle molte misure che Fairtrade sta sviluppando su input delle cooperative stesse e di altri stakeholder.

“Questa modifica ha l’obiettivo di consentire alle neo-certificate cooperative di produttori di caffè e cacao di vendere immediatamente a condizioni Fairtrade, a vantaggio dei soci agricoltori. Inoltre, le cooperative Fairtrade esistenti, con la crescita della domanda, aumenteranno la percentuale di prodotto venduto a condizioni Fairtrade”, dice Gelkha Buitrago, direttrice dell’unità Standard and Pricing di Fairtrade International. “Gli agricoltori meritano di guadagnare dignitosamente per il lavoro che fanno. Vendere il loro raccolto a condizioni Fairtrade – con il Prezzo e il Premio Fairtrade – è un elemento chiave per riuscirci.”

I produttori di caffè devono misurarsi con prezzi globali storicamente bassi, per più di un anno mediamente sotto il dollaro alla libbra. I prezzi sono significativamente inferiori al costo di produzione per quasi tutti i piccoli cafficoltori. Il Prezzo Minimo Fairtrade di 1,40 dollari alla libbra e il Premio Fairtrade aggiuntivo sono una rete di protezione in questi periodi di ribasso, ma la quantità di caffè che riescono a vendere a condizioni Fairtrade dipende dall’impegno degli acquirenti finali.

Anche per il cacao in Africa occidentale ci sono sfide significative, visto che la maggioranza delle famiglie di coltivatori di cacao vive in povertà estrema. A partire da ottobre 2019 Fairtrade ha aumentato del 20% il Prezzo e il Premio per il cacao come passo verso il raggiungimento del reddito dignitoso. Jon Walker, Senior Advisor per il cacao di Fairtrade International, riferisce che, nonostante le stime preliminari per il 2019 indichino un calo dell’11 per cento (rispetto al 2018) delle vendite di cacao dalla Costa d’Avorio, il valore finanziario totale per le cooperative di cacao ivoriane e i loro soci agricoltori è cresciuto di quasi il 35 per cento.

“A livello individuale, tuttavia, alcuni agricoltori non hanno visto benefici. Dobbiamo ritornare alla crescita dei volumi Fairtrade, venduti dalle cooperative e dai loro soci, già viste negli scorsi anni, lavorando insieme a partner industriali impegnati”, ha dichiarato Walker.

Il nuovo requisito sarà effettivo, a partire dal primo giugno, per i prossimi 14 mesi, oppure finché non venga superato dall’aggiornamento degli Standard Fairtrade per il caffè e il cacao, che sono attualmente in fase di revisione. Durante le consultazioni per la revisione degli Standard, i produttori e gli altri attori della filiera daranno il proprio contributo in diversi momenti e misure.

Maggiori informazioni per le organizzazioni dei produttori e i trader sono disponibili sui siti di Fairtrade International e di FLOCERT, l’ente certificatore indipendente di Fairtrade.

Le iniziative anti COVID-19 in Costa d’Avorio

Le organizzazioni di produttori agricoli Fairtrade in Costa d’Avorio stanno offrendo il loro contributo per aiutare le loro comunità a contrastare la diffusione del COVID-19.

Oltre a fornire dispositivi di protezione individuale e prodotti sanitari ai loro soci, hanno avviato campagne di informazione presso le varie comunità con il sostegno del Conseil Café Cacao (l’ente pubblico ivoriano che regolamenta la produzione e il commercio delle due filiere).

I prodotti distribuiti dalla cooperativa SCJPAB per combattere la diffusione del Covid-19

Le iniziative della cooperativa SCJPAB

SCJPAB ha sede a Bangolo, nella Costa d’Avorio occidentale, ed è certificata Fairtrade per il cacao dal 2018. La cooperativa ha distribuito sapone liquido, disinfettante e gel per le mani, candeggina e mascherine ai suoi 1.465 soci, ai centri sanitari della città e dei suoi dintorni, alla polizia e alle autorità locali.
Sono stati inoltre organizzati corsi di formazione e di sensibilizzazione per tutti i dipendenti e i delegati dell’organizzazione, che a loro volta hanno trasmesso le conoscenze in modo capillare a tutti i soci agricoltori. Questa attività è stata possibile grazie all’utilizzo del Premio Fairtrade che ha permesso di investire 20.000.000 FCFA (Franco CFA).

Incontro organizzato da SCJPAB

Le donazioni di ECAMOM ai suoi soci

La cooperativa ECAMOM con sede a Méagui nel Sudovest della Costa d’Avorio è certificata Fairtrade  per il cacao dal 2013. Attualmente fanno parte di questa organizzazione 3.465 soci, suddivisi in 11 distretti.
Da quando il governo ivoriano ha preso provvedimenti contro la pandemia del Covid-19, ECAMOM si è subito attivata per dare una mano. In primo luogo, la cooperativa ha stampato le locandine del Ministero della Sanità e dell’Igiene Pubblica e le ha distribuite a tutti i suoi membri.

Successivamente, sono stati effettuati tour di sensibilizzazione sulle misure di prevenzione presso gli 11 distretti della cooperativa. Durante questi incontri, sono stati forniti gratuitamente saponi, gel disinfettanti, mascherine e guanti, per un valore di 5 milioni di FCFA. Le indicazioni fornite durante gli incontri sono state tradotte anche nelle lingue locali per facilitare la comprensione di tutti i produttori.

Un incontro di sensibilizzazione sulle misure di prevenzione

COOP-CA ABO fornisce articoli sanitari

COOP-CA ABO è un’organizzazione di produttori di cacao che si trova nella città di Soubrè, anch’essa nel Sudovest della Costa d’Avorio. Ne fanno parte 5 società con 631 membri.

La cooperativa ha predisposto delle apposite strutture nella sua sede centrale e in alcune sedi distaccate per garantire ai suoi soci produttori, ai lavoratori e ai visitatori il rispetto delle misure di prevenzione e protezione, come il lavaggio frequente delle mani. Questi lavori di adattamento sono stati parzialmente finanziati dal Premio Fairtrade ricevuto nel primo trimestre del 2020.

L’iniziativa è una misura preventiva che ha l’obiettivo di sensibilizzare gli agricoltori sui pericoli del Coronavirus. Sono stati inoltre forniti dei materiali cartacei contenenti informazioni sul Coronavirus e le istruzioni su come lavarsi efficacemente le mani, utili per informare le loro comunità e gli altri agricoltori.

I prodotti sanitari distribuiti da COOP-CA ABO

SCOOP-CA EM in sostegno dei suoi soci

SCOOP-CA EM è una cooperativa certificata Fairtrade da giugno 2019 per il cacao con sede nel villaggio di Mahapleu nel dipartimento di Danané nella Costa d’Avorio occidentale. I suoi soci sono 822.
Da poco entrata a far parte del Sistema Fairtrade, non ha esitato a investire una parte del suo primo Premio Fairtrade per informare i suoi soci circa le misure preventive anti COVID-19. Ha inoltre donato articoli sanitari per un valore di 1.516.000 FCFA ai produttori, ai centri d’informazione e ai centri di raccolta di cacao locali.

SCOOP-CA EM in sostegno dei suoi soci

COOP-CA YAWOUBE fornisce prodotti sanitari alle autorità locali

COOP-CA YAWOUBE è una cooperativa di produttori di cacao Fairtrade situata nella parte orientale della Costa d’Avorio, ad Abengourou.
Ha donato saponi liquidi, disinfettanti per le mani, mascherine e altri articoli sanitari alla Prefettura Regionale.

Il presidente ha detto: “Il Consiglio di Amministrazione ed io non potevamo rimanere indifferenti di fronte alla minaccia della diffusione del Coronavirus, così abbiamo deciso di donare alla popolazione secchi per l’acqua, gel disinfettante, mascherine per sensibilizzare e chiedere loro di rispettare le istruzioni fornite dalle autorità”.

La cooperativa SCOOPS-SAHS sensibilizza alcune comunità

SCOOPS-SAHS è una cooperativa Fairtrade presente a Daloa, nella Costa d’Avorio centro-occidentale.
Questa organizzazione di produttori ha organizzato delle campagne di sensibilizzazione in due diverse comunità, a cui hanno partecipato non solo gli agricoltori, ma tutti i membri, fornendo informazioni sulle misure di protezione contro il COVID-19.

Il dottor N’Dri Aristide Yao del Daloa Regional Hospital, è stato il principale facilitatore degli incontri. La cooperativa ha anche distribuito ai partecipanti disinfettanti per le mani, sapone liquido, secchi per il lavaggio delle mani e mascherine, per un valore totale di 1.300.000 FCFA.

SCOOPRADI informa sulla prevenzione da COVID-19

SCOOPRADI è una cooperativa certificata Fairtrade per il cacao con 2.298 agricoltori, di cui 99 donne.

L’8 aprile scorso la cooperativa ha iniziato la sua campagna di sensibilizzazione su COVID-19 per i suoi soci distribuendo materiale informativo fornito da Fairtrade e le istruzioni sulle misure di prevenzione. In questi giorni sta pianificando le tappe presso tutti i restanti distretti.

Locandina con istruzioni per la prevenzione

COOPCAKF fornisce articoli sanitari ai soci

COOPCAKF, un’organizzazione di produttori di cacao certificata Fairtrade, situata a Koun-fao nel nord-est della Costa d’Avorio, ha sensibilizzato i suoi 253 membri, di cui 49 donne, sulle misure preventive contro Covid 19.

La cooperativa ha poi distribuito ai suoi soci attrezzature per il lavaggio delle mani e cibo, per un valore di 1.500.000 FCFA. Le prime donazioni hanno avuto luogo il 15 aprile scorso nella comunità di Atta Kouassi.

COOPAYAAF sensibilizza e distribuisce kit sanitari

COOPAYAAF è una cooperativa situata nella parte orientale della Costa d’Avorio, più precisamente ad Abengourou. È certificata Fairtrade per il cacao e caffè dal 2010 e conta 510 soci.

Lo scorso 8 aprile la cooperativa ha distribuito kit sanitari in tre dei suoi distretti, per un totale di 8 villaggi. Questi kit includevano attrezzature per il lavaggio delle mani, saponi, gel disinfettanti, candeggina, asciugamani usa e getta.

La distribuzione è avvenuta in presenza di capi villaggio, direttori scolastici, membri del CDA della cooperativa e giornalisti. Nei prossimi giorni la distribuzione avverrà negli altri villaggi. Il valore di questi kit ammonta a 800.000 franchi CFA.

Fairtrade torna alle radici per la Giornata mondiale della Terra

Il degrado ambientale e il cambiamento climatico negli ultimi vent’anni ha raggiunto livelli allarmanti e un’azione globale è necessaria e urgente per minimizzare l’impatto sulle popolazioni, specialmente le comunità più vulnerabili nei Paesi in via di sviluppo. Secondo il Report 2019 del Gruppo Intergovernativo sul clima e la terra, al capitolo sesto, una gestione migliore delle terre coltivate, delle aree agroforestali e forestali ha la possibilità di mitigare l’impatto del cambiamento climatico. Per affrontare il degrado ambientale e le sfide relative al clima, Fairtrade Africa ha stretto una partnership con diverse organizzazioni attraverso l'”Alleanza per una filiera sostenibile del cacao e il miglioramento delle condizioni di vita in Ghana” con un progetto chiamato “Alleanza per Sankofa“. Il progetto affronta problemi cruciali come la deforestazione e si propone di ridurre l’impronta di carbonio, assicurando diverse fonti di guadagno ai contadini e riconoscendo che, per essere veramente sostenibile, l’azione sull’ambiente si deve accompagnare allo sviluppo sociale ed economico. Sankofa è una parola della lingua locale Akan che significa “tornare indietro alle nostre radici per ritrovare quello che abbiamo lasciato lungo la strada“. Il progetto Sankofa è iniziato nel 2018 e finirà entro il 2022 con l’obiettivo di piantumare 400 ettari di appezzamenti agroforestali, puntando alla biodiversità delle coltivazioni e alla piantumazione di alberi ad alto fusto, creando impatto indiretto su 2400 persone.

Una molteplicità di partner

Il progetto Sankofa è stato finanziato da Coop Svizzera, Swiss State Secretariat for Economic Affairs (SECO), Swiss platform for sustainable Cocoa (SWISSCO) e Danish International Development Agency (DANIDA). Il progetto è sviluppato da International Trade Centre (ITC), Kuapa Kooko Cooperative Cocoa Farmers e Marketing Union Limited (KKFU), Fairtrade Africa, Chocolats Halba, Max Havelaar Foundation Switzerland, World Wild Life Foundation (WWF) Switzerland, ECOTOP Suisse GmbH, South Pole, Nature & Development Foundation (NDF) e Yam Development Council.

Punta al recupero delle forme tradizionali e delle pratiche che aiutano a mantenere la biodiversità, aumentare la sicurezza alimentare e proteggere le risorse naturali. Erano pratiche tradizionali di consociazione che esistevano secoli fa ma che negli anni sono state abbandonate in favore di tecniche più moderne ma meno sostenibili. Il progetto ha fatto rivivere queste pratiche con un nuovo approccio rispetto al clima che promuove la protezione della biodiversità attraverso la piantumazione di diverse varietà di alberi e di piante funzionali all’alimentazione per migliorare la salute del suolo e l’emissione di CO2. La cattura del carbonio attraverso queste azioni significa che i contadini, in futuro, guardagneranno anche dalla vendita dei crediti.

Dal punto di vista delle condizioni di vita, la diversificazione colturale consente inoltre agli agricoltori di disporre per tutto l’anno di altre colture per il consumo familiare e di un reddito ulteriore, al di fuori della stagione del cacao. Colture come patate, platano, mango, avocado sono venduti sui mercati locali, regionali e internazionali grazie al collegamento con compratori che hanno un approccio sostenibile attraverso Alliances for Action. Il progetto copre un arco temporale che va dal 2018 al 2023 ed è stato realizzato da KKFU, un’organizzazione di piccoli produttori Fairtrade composta da 100.000 soci. Vuole sviluppare sistemi dinamici agroforestali e climatici coprendo 400 ettari con un’ alta diversificazione colturale e alberi ad alto fusto con un impatto diretto su 2900 contadini e 13.000 membri delle loro famiglie.

In questo progetto, i contadini mettono insieme diverse coltivazioni: quelle che garantiscono l’autosufficienza alimentare, gli alberi in generale e quelli ad alto fusto in particolare, le leguminose e altri arbusti per creare un ambiente favorevole in modo da aumentare le rese del suolo e allo stesso tempo evitare la deforestazione. Gli appezzamenti agroforestali dinamici sono coltivati in modo biologico senza alcun prodotto agrochimico. Attraverso questo progetto, i contadini possono aumentare il loro reddito di circa il 26% a confronto delle pratiche convenzionali e nello stesso tempo migliorare le condizioni ambientali degli appezzamenti. Nello stesso pezzo di terra, un contadino produce così più cacao rispetto ai metodi convenzionali.

La storia di Emelia

Emelia prima vendeva kenkey (un piatto tradizionale ghanese, ndr) ma ha convinto il marito a darle un pezzo di terra dove ha iniziato a coltivare cocao e patate dolci. Ora è una responsabile degli agricoltori nel progetto Sankofa. Emelia ha tratto molti benefici da questo progetto. “Dalla stagione 2018 ho potuto raccogliere mais. Ho raccolto più mais di tutti gli altri 15 contadini coinvolti nel progetto. Ho utilizzato questo mais e ho comprato del mais dagli altri per i miei kenkey. Ho venduto patate dolci, mucuna (è un legume nativo dell’Africa tropicale e dell’Asia, ndr), fagioli, okro (un vegetale tipico della zona, ndr) fresco e in polvere, pepe, platano che abbiamo coltivato nello stesso pezzo di terra. Questo ha aumentato il mio reddito di circa il 18 per cento. Così ho potuto aiutare mio marito a mantenere la famiglia. Il cacao da solo non ci dava abbastanza denaro ma questo sistema di sostentamento alternativo ci ha aiutati molto. Ho potuto fare un’assicurazione sanitaria per i miei figli e per i miei nipoti. Ho potuto acquistare materiali scolastici per i miei figli: nuove uniformi, le merende e anche comprare loro vestiti dignitosi” ha aggiunto Emelia.

Il 22 aprile 2020 è il cinquantesimo anniversario della Giornata mondiale della Terra e Fairtrade continua a supportare l’adattamento e la mitigazione climatica nel settore agricolo per proteggere i contadini. La missione di Fairtrade è quella di rendere gli agricoltori in grado di guadagnare un reddito dignitoso e di migliorare le loro condizioni di vita che significa supportandoli anche nell’affrontare e superare le sfide imposte dagli effetti del cambiamento climatico. Insieme, tutti i partner del progetto Sankofa vogliono fare la differenza per la vita dei coltivatori di cacao, aumentando la produzione ora e per le generazioni future.

Pandemie e malattie come il coronavirus rendono più gravi le crisi ambientali e climatiche che i contadini stanno già combattendo. La maggior parte di loro dipende solamente da una monocoltura e questa condizione li rende estremamente vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico e ad altri eventi imprevisti. Abbiamo bisogno di un’azione urgente sul clima per aumentare e migliorare la loro resilienza e per dare loro la possibilità di crescere e di fiorire nonostante le difficoltà che devono affrontare.

Il supporto di Acopagro durante Covid-19

Anche se in stato di emergenza, i produttori di cacao di Acopagro hanno continuato le attività di raccolta di cacao nel Dipartimento di San Martin, in Perù, prendendo le misure opportune per prevenire la diffusione del COVID-19.

“Sono state prese tutte le misure necessarie. In queste quattro settimane le attività sono proseguite nei 50 centri di raccolta per continuare ad acquistare il cacao dai nostri produttori” spiega Pamela Esquivel, direttrice commerciale di Acopagro. La cooperativa ha stabilito un protocollo di misure preventive per i centri di raccolta che comprendono la tracciatura di cerchi sul pavimento in modo che i produttori possano aspettare il loro turno rispettando la distanza sociale richiesta. Inoltre, viene loro richiesto di indossare la mascherina e sono disponibili gel in modo che possano lavarsi spesso le mani.

Lo stato di emergenza, imposto dal governo peruviano dalla metà di marzo non permette ai tecnici della cooperativa di andare a tutti i centri di raccolta. “Siamo andati in uno dei centri di raccolta più vicini, abbiamo simulato tutte le procedure e scattato delle foto per inviarle agli altri centri di raccolta, in modo che possano utilizzare queste stesse misurei, dice Esquivel. Dal momento che i tecnici non possono raggiungere le aree, abbiamo usato i telefoni: abbiamo chiamato i produttori e mostrato loro quali dovessero essere le distanze da prendere nei centri di raccolta”. In questo modo, è stato possibile raccogliere cacao dai produttori che è stato messo a fermentare in cassoni di legno e a essiccare. In ogni caso, la cooperativa ha affrontato molte difficoltà per spostare il prodotto nel magazzino centrale di Juanjui, dove i lotti sono preparati per essere trasportati a Lima per l’esportazione. La cooperativa ha ottenuto permessi dal Ministero della Produzione e dell’Agricoltura e sta richiedendo il supporto delle forze di polizia per completare il processo nelle prossime settimane.

Acopagro, una cooperativa che ha circa 1800 soci, sta anche fornendo assistenza ai suoi membri su come ottenere l’aiuto economico offerto dal Governo dal momento che la richiesta deve essere inoltrata online. Inoltre, sta prendendo accordi per conto dei suoi soci in modo che ricevano un bonus speciale messo a disposizione dal Ministero dell’Agricoltura e sta consegnando cibo alle persone più colpite dalla crisi, in particolare agli anziani e ai soci che vivono nelle comunità più lontane.

 

 

Coronavirus: giochiamo a Fairtrade con i nostri bambini!

Sei in cerca di nuove idee per far giocare i bambini in questo periodo di isolamento a causa del COVID 19?

A causa dell’emergenza Coronavirus i nostri figli ormai da settimane sono a casa, perché le scuole sono chiuse.

Per sconfiggere la noia e passare insieme del tempo di qualità, abbiamo messo a disposizione un paio di attività per bambini da fare a casa, da scaricare e stampare per divertirci e per imparare qualcosa di nuovo.

Il primo è il libro Il viaggio del cioccolato.

Con l’aiuto di questo libretto illustrato i bambini imparano a conoscere il commercio equo attraverso il racconto di storie di ragazzi della loro stessa età, attraverso cui scoprire dove cresce il cacao, come si trasforma in cioccolato e cosa significa Fairtrade.

Nella prima storia siamo in Ghana, dove Samir e Amat aiutano i loro genitori nella piantagione di cacao ma sognano di poter andare a scuola come gli altri bambini della loro età.

Grazie all’aiuto di una maestra gentile, che fa conoscere ai loro genitori il circuito del commercio equo e solidale, finalmente arriva il giorno in cui il loro sogno si realizza!

Nella seconda storia Alice e Anna sono al supermercato alle prese con la scelta tra tanti tipi di cioccolato.

Incuriositi dal marchio Fairtrade sulla confezione, una volta arrivate a casa insieme alla mamma scoprono il mondo del commercio equo e solidale e…che il cioccolato non cresce sugli alberi!

Nel libro illustrato Il viaggio del cioccolato sono presenti anche dei giochi e dei lavoretti:

 Scarica il libretto ‘Il viaggio del cioccolato’ da qui.

La seconda attività è un grande classico per far giocare tutta la famiglia: un coloratissimo memory game!

Scarica da qui il memory game Fairtrade, stampa le tessere due volte su cartoncino in modo da avere una coppia dello stesso disegno e metti alla prova la tua memoria!

L’apprendimento attraverso Fairtrade apre un mondo affascinante, rivelando come siamo tutti collegati. Usa queste risorse per far scoprire ai tuoi figli da dove proviene il cibo che arriva sulle nostre tavole e com’è possibile agire per un commercio più equo e giusto per tutti.

Lucia, il suo cacao e le ultime foreste vergini in Africa

Ti sei mai chiesto com’è vivere all’interno di un parco nazionale della foresta pluviale e avere come vicini di casa scimpanzé, ippopotami, centinaia di specie di uccelli rari?

Lucia, coltivatrice di cacao in Sierra Leone

È così che vive Lucia, una coltivatrice di cacao della Sierra Leone, parte di una comunità situata ai margini della foresta pluviale di Gola, una delle riserve forestali più importanti dell’Africa occidentale e una delle ultime foreste vergini primarie in Africa.

Le sfide della foresta

Lucia si prende cura della sua casa nella foresta e vuole proteggerla. Ma non è facile quando bisogna fare delle scelte difficili per sopravvivere.

Coltivare all’interno della foresta pluviale è dura. L’ambiente è caldo, umido, e offre le condizioni ideali per una rapida diffusione delle malattie delle piante. Diversi anni fa, una di queste ha falcidiato la sua piantagione di cacao.

Siccome non aveva abbastanza soldi per provare a piantare altre colture, la famiglia di Lucia è caduta in miseria e ha patito la fame.

Anni dopo, quando le piante di cacao erano sane e tutto andava bene, gli scimpanzé hanno invaso i campi e mangiato i semi di cacao, distruggendo l’intero raccolto. Era rimasto solo un campo pieno di gusci vuoti.

Questa cabossa, che contiene i semi del cacao, è stata colpita da una malattia

Uniti si è più forti

Lucia ha visto molti agricoltori in crisi come lei fare del male agli scimpanzé per la disperazione, oppure andare a lavorare nelle miniere o, in alternativa, coltivare riso.

Ma ha anche visto la distruzione che queste attività causano alla sua amata foresta. Sebbene la vita da contadina sia difficile per Lucia, è sempre più determinata a migliorare le entrate economiche della sua famiglia continuando a coltivare il cacao, e proteggendo al contempo la casa nella foresta.

E in questo per fortuna Lucia non è sola: altri coltivatori di cacao ai margini della foresta pluviale di Gola si sono uniti per formare una cooperativa Fairtrade chiamata “Ngoleagorbu Cocoa Farmers Union“. Il suo nome significa “Noi che viviamo ai margini della foresta”.

I soci di Ngoleagorbu Cocoa Farmers Union

La determinazione di Lucia a migliorare la qualità della vita della sua famiglia traspare quando parla della formazione di Ngoleagorbu. È molto orgogliosa dei cambiamenti che lei e suo marito sono riusciti ad apportare alla loro azienda agricola.

Lucia ha lavorato duramente insieme a lui per coltivare il cacao secondo gli standard Fairtrade, sia sociali che ambientali.

Entrando a far parte di Fairtrade, i soci della cooperativa Ngoleagorbu ricevono il Prezzo minimo Fairtrade e il Premio Fairtrade.

Una riunione del comitato per la gestione del Premio Fairtrade

Più fiducia nel futuro

Lucia è fiduciosa su ciò che il futuro riserverà a Ngoleagorbu. La sua spinta al cambiamento l’ha portata a essere presidente del Comitato per l’uso del Premio Fairtrade, un ruolo decisionale che determinerà il futuro della sua cooperativa.

“Le donne ora assumono ruoli di leadership e hanno responsabilità importanti. Non sarebbe mai successo prima. Ci sentiamo più valorizzate all’interno della nostra comunità”.

Lucia è operosa, orgogliosa e determinata. Merita una vita dignitosa grazie ai proventi della sua terra, ma anche di poter proteggere la sua casa nella foresta.

Lucia merita Fairtrade.

Le regine del cacao

Ecco alcune storie di donne che stanno reclamando i loro diritti, in un mondo dominato dagli uomini.

Généviève

Sono le 5 del mattino e Généviève è già sveglia. Spazza il cortile di casa, prepara la colazione per la sua famiglia, poi prende un machete e va nel campo, dove i frutti del cacao stanno maturando sugli alberi in attesa della prossima raccolta.

Généviève non è la solita contadina… in un Paese in cui una persona su sei dipende dal cacao per vivere, incontrarne una che possiede e gestisce il suo appezzamento di terra è piuttosto inusuale.

“Qui se non sei coraggiosa, non puoi possedere una tua azienda agricola”.

Ci vuole molto coraggio perché coltivare cacao in Costa d’Avorio significa vivere in media con circa 83 centesimi al giorno, a causa delle speculazioni del mercato mondiale.

E le donne sono ancora più svantaggiate, perché non godono degli stessi diritti degli uomini.

Généviève e le altre coltivatrici di cacao

Da tempo Fairtrade si sta impegnando per un reddito dignitoso per i piccoli produttori di cacao (uomini e donne) affinché gli agricoltori possano offrire uno standard di vita dignitoso a se stessi e per le loro famiglie. A tal fine, l’anno scorso, abbiamo aumentato il Prezzo Minimo per il cacao del 20 per cento.

Quest’anno si sono visti i primi risultati: le vendite di cacao certificato Fairtrade della Costa d’Avorio nel quarto trimestre del 2019 hanno fatto guadagnare 15,1 milioni di dollari in più (13,8 milioni di euro) rispetto al cacao non Fairtrade.

Fairtrade, inoltre, sostiene le donne coltivatrici di cacao affinché assumano la leadership al pari degli uomini: gli standard assicurano che le donne possano esprimere la loro voce nella comunità, prendere parte alle decisioni e beneficiare del maggiore valore generato dalle vendite a condizioni Fairtrade.

Anne-Marie

Anne-Marie è la direttrice regionale del cacao Fairtrade per la Costa d’Avorio e il Ghana.

“Il prezzo del cacao è una catastrofe. Le vite di milioni di persone sono colpite dal calo dei prezzi. Le persone devono chiedere prestiti per mandare i propri figli a scuola e quelli che non li ottengono non possono garantirgli un’istruzione. Ci sono anche conseguenze sulla salute e sulla nutrizione“, racconta.

“È fondamentale coinvolgere maggiormente le donne ed includerle nello studio di un reddito dignitoso perché sono loro a prendersi cura della famiglia. Per loro, le esigenze dei loro figli vengono prima di tutto”.

Rosine

“Oggi, molte donne non hanno ancora capito cosa significa rivendicare i propri diritti e prendere il comando. Pensano di non poterlo fare, che tutto deve prima passare dai loro mariti. Invece anche noi donne siamo a capo delle nostre famiglie. Se abbiamo dei risparmi possiamo anche essere il capofamiglia“.

Ma l’amara verità è che fino a quando il prezzo del cacao non aumenterà in modo sostanziale, queste donne non potranno avere la qualità di vita che meritano.

Un reddito dignitoso per tutti i coltivatori di cacao, non solo per le donne, è un modo efficace per combattere la povertà e ridurre le enormi disuguaglianze dell’industria del cacao, rendendo così l’intero settore più solido.

“Poter vivere grazie al nostro lavoro non è chiedere troppo, è ciò che tutti meritiamo. E ci vuole coraggio per riuscirci”, dice Rosine.

Alejandra, Rosa e le altre donne per il clima

In Honduras, le ragazze stanno facendo rinascere la coltura del cacao piantando un milione e mezzo di alberi come risposta al cambiamento climatico e costruendo la più grande fabbrica di cioccolato della regione.

Nel cuore di Copán, in Honduras, tra le rovine dei Maya e luogo d’origine del cacao, la nuova fabbrica di cioccolato Xol sta già diventando operativa e impiega 20 giovani donne. La fabbrica è stata costruita grazie a 3 milioni di investimento di Premio Fairtrade da parte della cooperativa certificata Fairtrade Coagricsal e grazie a un loro progetto visionario di piantumazione di più di 1 milione e 200 mila alberi di cacao e di altri 300.000 mila che servono a fare ombra alle piante.

Rosa Maribel Cortes, Julibee Portillo, Alejandra Lemus, Julissa Medina e Sandra Buezo. Lavorano alla fabbrica del cioccolato Xol in Honduras. Xol chocolate è un marchio della cooperativa certificata Fairtrade COAGRICSAL. ©Sean Hawkey

Che cosa fare per il cambiamento climatico?

Il progetto è iniziato per rispondere al problema della siccità e delle malattie che il cambiamento climatico ha portato alla coltura del caffè. Marlene Soriano, l’amministratrice della cooperativa, spiega che “i soci continuano a patire enormi perdite nel settore del caffè, causate dal fungo della ruggine, da piogge irregolari, da prolungati periodi di siccità. Tutti fattori direttamente connessi al cambiamento climatico. Abbiamo capito che abbiamo bisogno di diversificare per non dipendere solo dal caffè e il cacao può crescere in molti posti in cui il caffè invece soffre. Il cacao è più resistente ai cambiamenti del clima e i prezzi di mercato sono più stabili. Per i nostri contadini,  rappresenta un futuro più stabile e migliore anche sul fronte climatico”.

 

Rosa Maribel Cortes, Julibee Portillo, Alejandra Lemus, Julissa Medina e Sandra Buezo. ©Sean Hawkey

La risposta sta nel cacao

Per questo motivo Coagricsal ha inaugurato un progetto di vivai per le l’innesto di piante di specie particolari, finanziato in parte dal Premio Fairtrade: i contadini hanno investito in questo progetto anche una parte del denaro ricavato dalle vendite Fairtrade. Ora, cinque anni dopo aver piantato il loro primo lotto di alberi, è iniziato il raccolto.

È una risposta sorprendente al cambiamento climatico ma forse è ancora più straordinario che, nel contesto culturale dell’America Centrale iper machista, la fabbrica Xol sia gestita e mandata avanti da giovani donne. Il sistema Fairtrade incoraggia le cooperative ad avere fiducia nelle donne, a dare loro potere decisionale e a collocarle in posizioni di responsabilità. Marlene Soriano dice che Coagricsal ha sempre preso in seria considerazione questo aspetto e che il risultato si vede: aumento della produttività, stabilità e un comportamento migliore da parte degli uomini. Quando le donne sono responsabili, c’è un modo di parlare meno sessista e una modalità di relazione diversa. Tutte le donne impiegate vengono da famiglie locali che hanno lavorato tradizionalmente nel mondo del caffè e sono parte della cooperativa.

Alejandra Lemus lavora alla fabbrica del cioccolato Xol, in Honduras. ©Sean Hawkey

Alejandra

Alejandra Lemus, 24 anni, è responsabile della produzione nella fabbrica. Guida un gruppo di altre ragazze incaricate della produzione di liquore di cacao e di tavolette in un enorme capannone immacolato. “La cooperativa esporta grandi quantità di cioccolato e di fave in sacchi e container, spiega, ma ora offriamo la lavorazione per tutti i tipi di liquore al cacao che richiedono i clienti e siamo già pronti a esportare in ogni parte del mondo. Stiamo inoltre lavorando tavolette e cioccolato speciale per l’esportazione e per il mercato nazionale. Stiamo vendendo qui con il marchio Xol ma produciamo anche per altri marchi”. Alejandra e alcune donne si sono formate come cioccolataie e confidano di poter rispettare gli standard di marchi Belgi e Svizzeri.

Un cioccolato di alta qualità

Il controllo di qualità inizia nel laboratorio di degustazione guidato da Sandra Buezo che ha partecipato a un corso di formazione come esperta di lavorazione e analista sensoriale. “Il cacao inizia il suo percorso dalle aziende agricole quando ancora non è fermentato, dalla polpa. Poi noi controlliamo qui il processo di fermentazione. La maggior parte del cacao che coltiviamo è della varietà Trinitaria ibrida. Abbiamo innestato più di un milione di alberi, ha un ottimo profilo di gusto e gli alberi innestati hanno il vantaggio di partire da una specie forte. Abbiamo molti tipi di cacao tradizionale locale che ha anche un eccellente profilo di gusto. Fermentandolo qui, abbiamo la garanzia che non abbia difetti e possiamo ottenere il migliore gusto possibile per il cioccolato”.

“Offrire alle donne la possibilità di assumere posizioni di responsabilità e prendere seri provvedimenti nei confronti del clima non è solo buono per noi, dice Alejandra Lemus. È un bene per le nostre famiglie e comunità, è un bene per tutti”.

Fairtrade aiuta le donne a partecipare in modo paritario alle imprese agricole, a guadagnare stipendi più alti e a conquistare una posizione di rilievo. 

May e Abena, agricoltrici e leader in Ghana

Oggi incontriamo Mary Nsiah e Abena Boame, che sono cresciute come contadine e leader nelle loro cooperative grazie all’aiuto del Fairtrade West Africa Cocoa programme.

L’equità di genere e la consapevolezza delle donne sono gli obiettivi dell’SDG 5 delle Nazioni Unite. Che cosa significa in pratica in molte delle comunità rurali che coltivano il cibo nel mondo? Se chiedete a Mary Nsiah che cosa è per lei la consapevolezza, lei punterebbe sulle opportunità di leadership e sul fatto di avere più autorità nella sua cooperativa Asunafo, nel Nord del Ghana. “Inizialmente le donne non potevano esprimere la loro opinione nelle riunioni, dice. I ruoli di responsabilità venivano assegnati solo agli uomini. Adesso invece sono diventata anche presidentessa della Duase Society, una cooperativa più piccola all’interno del sindacato dei grandi agricoltori”.

West Africa cocoa Programme

Il cambiamento è avvenuto in larga parte grazie al Fairtrade West Africa cocoa Programme. Gli Standard Fairtrade obbligano a un trattamento paritario delle donne e proibiscono la violenza e le molestie. Alle cooperative è inoltre richiesto di sviluppare una politica di genere in direzione dell’uguaglianza e che le impegni a rendere consapevoli le donne. Devono inoltre identificare specifici piani per incrementare  la partecipazione delle donne e i benefici derivati da Fairtrade.

Oltre ai diritti e alle norme esplicitati negli Standard, le organizzazioni dei produttori ricevono supporto e formazione dal Fairtrade West Africa cocoa Programme per integrarli nella cultura di ciascuna organizzazione e comunità. Edward Akapire, responsabile del network dei produttori del West Africa, sottolinea che il programma di lavoro comprende attività per aumentare la consapevolezza sui problemi legati al genere e supporta le organizzazioni di produttori a includere e integrare le donne più pienamente tra i loro membri e nei meccanismi decisionali. Nel 2019 il programma di attività ha raggiunto più di 34.000 contadini, un quarto dei quali donne. Quest’anno, 260 organizzazioni di produttori riceveranno supporto dal Programma. Di queste, 28 stanno usufruendo di formazione aggiuntiva e di visite di supporto da parte dello staff su diversi argomenti per aumentare gli sforzi per l’uguaglianza di genere, per le buone pratiche agricole, per l’adattamento al cambiamento climatico, per la gestione finanziaria e molto altro.

La Scuola di leadership

Edward punta ad altri progetti in Costa D’Avorio come la Scuola di leadership per le donne che ha aumentato la loro autostima e la fiducia in se stesse , appoggiandole nella conoscenza dei loro diritti, delle loro competenze finanziarie e nella gestione delle aziende agricole e supportando altre donne agricoltrici. Secondo Edward, più di 60 donne tra le partecipanti alla Scuola hanno acquisito risorse in modo da poter “offrire supporto alle loro cooperative e coinvolgersi in attività di generazione di reddito”.

Oggi Mary dice che il Fairtrade West Africa cocoa programme ha giocato un ruolo importante nel sostenere le donne di Asunafo Nord. Un’altra coltivatrice di cacao, Abena Boame, è d’accordo. È la tesoriera  di Anwian Society e presidente del Comitato ambientale del sindacato degli agricoltori del cacao di Anwiam, che è una società di contadini  che fa parte del sindacato dei contadini di Kukuom, una cooperativa certificata Fairtrade del Ghana. “Il programma Fairtrade mi ha dato benefici enormi. Attraverso i loro programmi di formazione, sono diventata più forte e possono gestire in modo efficace la mia azienda per prendermi cura di me stessa e della mia famiglia”.