Cocoa Forum: Fairtrade per il reddito agli agricoltori

Fairtrade accoglie favorevolmente il chiaro invito dei Governi della Costa d’Avorio e del Ghana all’industria del cacao, affinché si focalizzi sul pagamento del Differenziale per il Reddito Dignitoso in modo che gli agricoltori possano guadagnare di più.

Con i prezzi globali del cacao bloccati su livelli insostenibilmente bassi, Fairtrade ha accolto con favore nel giugno 2019 l’annuncio dei Governi di Costa D’Avorio e Ghana di aumentare il prezzo ai produttori a 1.820 dollari alla tonnellata. Fairtrade vede in questa iniziativa una reale opportunità di cambiamento per gli agricoltori dei due paesi, che insieme producono più del 60 percento della fornitura mondiale di cacao e che sono stati duramente colpiti dal crollo dei prezzi nel 2017.

Fairtrade ha pubblicamente incoraggiato l’implementazione del Differenziale per il Reddito Dignitoso, la somma aggiuntiva per ogni tonnellata di cacao che assicura una fattivo aumento del prezzo pagato ai produttori. E abbiamo già adattato il nostro Standard al riconoscimento del Differenziale per il Reddito Dignitoso, per sostenere l’obiettivo dei governi di arrivare ad un prezzo ai produttori di 1.820 dollari alla tonnellata.

Beatrice Boakye, produttirce di cacao in Ghana. Copyright Kate Fishpool / Fairtrade Foundation

Il reddito è una priorità

In questo contesto, Fairtrade accoglie positivamente la chiara chiamata all’azione nei confronti dell’industria del cacao, fatta dai governi di Costa d’Avorio e Ghana al World Cocoa Forum di Berlino il 23 ottobre. Dopo aver annunciato la revisione di tutti gli schemi di certificazione e sostenibilità, è chiara la richiesta dei Governi: che il pagamento del Differenziale per il Reddito Dignitoso diventi una priorità rispetto a qualsiasi schema di sostenibilità proprietario.

Oltre ad aver sostenuto pubblicamente il Differenziale per il Reddito Dignitoso, Fairtrade ha già messo in atto significative misure addizionali per aumentare gli introiti dei coltivatori di cacao, riconoscendo, come i Governi, la necessità di migliorarne le condizioni di vita. Unico ente di certificazione ad aver fatto una campagna pubblica per il diritto degli agricoltori a un reddito dignitoso, Fairtrade si impegna a continuare a lavorare a fianco a fianco con i governi perché questo diventi una realtà.

Cooperativa Asuadai – Ghana. Copyright Kate Fishpool

Il prezzo al centro

Fairtrade è l’unica certificazione con il focus sul prezzo, e come tale sta già mettendo in atto significative e tangibili misure per aumentare i redditi degli agricoltori, incluso l’aumento, a partire dal 1 ottobre 2019, del 20 percento del Prezzo Minimo Fairtrade obbligatorio – che funziona da rete di salvataggio per gli agricoltori – per il cacao convenzionale. Oltre al Prezzo Minimo Fairtrade, le cooperative che vendono cacao a condizioni Fairtrade ricevono un Premio di 240 dollari a tonnellata, a beneficio dei soci e delle comunità, e anche questo è aumentato del 20% da ottobre 2019. Diversamente da quanto accade con altri schemi, la cooperativa riceve il 100% di questa cifra e decide democraticamente durante l’assemblea generale come spenderla.

Oltre ai recenti cambiamenti al Prezzo Minimo Fairtrade, al Premio e agli standard sul prezzo, Fairtrade porta altri benefici. Secondo il proprio modello di rappresentanza, i produttori hanno il 50% del diritto di voto nel più alto organo decisionale di Fairtrade, l’Assemblea Generale. Gli Standard Fairtrade costituiscono la struttura attraverso la quale le Organizzazioni del Piccoli Produttori mettono in atto azioni a beneficio dei loro soci, della comunità e dell’ambiente. Fairtrade contribuisce all’empowerment delle Organizzazioni dei Piccoli Produttori e dei loro soci ancora di più, attraverso il West Africa Cocoa Program, volto a far diventare le cooperative organizzazioni forti e affidabili, in grado di rispondere ai bisogni dei loro membri.

Fairtrade ritiene che un prezzo dignitoso pagato ad agricoltori che lavorano in cooperative gestite democraticamente sia la base per il raggiungimento anche degli altri obiettivi di sostenibilità e che il Differenziale per Reddito Dignitoso e la certificazione Fairtrade siano complementari.

Siamo impazienti di collaborare con i Governi di Ghana e Costa d’Avorio e, sulla base dei passi che abbiamo già fatto per migliorare la vita degli agricoltori, crediamo che Fairtrade condivida gli obiettivi dei governi e che la certificazione e i servizi che Fairtrade mette a disposizione degli agricoltori possano lavorare in armonia con il Differenziale per il Reddito Dignitoso.

Walde

Eurochocolate, il più grande festival sul cioccolato

Dal 18 al 27 ottobre nel centro storico di Perugia si rinnova l’appuntamento più goloso dell’anno con il Festival internazionale dedicato al cioccolato.

L’edizione 2019 di Eurochocolate, con 130 aziende del settore cioccolatiero, animazioni, sculture, degustazioni e incontri culturali, si prepara ad accogliere un milione di visitatori da tutto il mondo.

Tra gli eventi in programma, giovedì 24 ottobre si terrà il summit internazionale “In the hearth of chocholate“, patrocinato da Fairtrade Italia.

L’incontro, a ingresso libero, offrirà l’occasione per conoscere i rappresentanti dei principali Paesi produttori di cacao e di confrontarsi sul tema del cacao come leva di sviluppo delle comunità rurali e urbane.

Verrà infatti presentato il progetto C.R.E.A.T.I.V.E. CACAO, ideato e promosso da sette organizzazioni provenienti di cinque Paesi protagonisti nella filiera cacao-cioccolato: Germania, Italia, Colombia, Brasile e Bolivia.

Con l’intento di rispondere alle attuali sfide di un mercato del lavoro in crisi e al conseguente aumento dei livelli di disoccupazione giovanile, il progetto promuove una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva delle comunità rurali e urbane di Colombia, Brasile e Bolivia.

Nel corso del convegno queste best practice dialogheranno con le esperienze di altri importanti Paesi produttori del goloso ‘cibo degli dei’.

Scopri il programma a questo link: www.eurochocolate.com/perugia2019/summit-internazionale

Fairtrade: un reddito dignitoso per gli agricoltori del cacao

Di fronte alla situazione del prezzo del cacao bloccato a livelli troppo bassi, Fairtrade sta lavorando per  assicurare un reddito dignitoso ai contadini impoveriti, molti dei quali guadagnano meno di 1 dollaro a giorno.

“La maggior parte dei contadini non può permettersi una casa dignitosa, cibo ed educazione e questo continuerà finché chi compra il cioccolato, i trasformatori e i marchi non affronteranno il problema dei prezzi, dice il CEO di Fairtrade International Dario Soto Abril. Molti contadini ancora vivono in povertà estrema”.

Come parte della soluzione al problema degli enormi squilibri di potere nella filiera del cacao, il Prezzo minimo Fairtrade, che funziona come rete di salvataggio per i contadini, dal primo ottobre crescerà del 20 per cento per il cacao convenzionale e ancora di più per il cacao biologico. Nello stesso tempo, anche il Premio Fairtrade crescerà del 20 per cento. I contadini decidono in autonomia come spendere i soldi del Premio, per esempio per costruire servizi per la comunità o per investire nelle loro aziende agricole, per migliorare la produttività o diversificare le colture. “Il nuovo Prezzo e Premio Fairtrade per il cacao aiuterà molti contadini ad uscire dalla povertà estrema e ad andare in direzione di un reddito dignitoso”, dice Soto Abril. “Tuttavia, c’è ancora molta strada da fare prima che i contadini guadagnino abbastanza da raggiungere uno standard di vita decente”.

Issouf Traore, originario del Burkina Faso, da 30 anni produce cacao in Costa D’Avorio per Ecookim © Éric St-Pierre / Fairtrade

Contemporaneamente alla crescita del Prezzo minimo Fairtrade e del Premio al’inizio di ottobre, è stata fatta una revisione dei parametri dei prezzi per il reddito dignitoso in Ghana e Costa D’Avorio, ovvero i prezzi che dovrebbero essere riconosciuti ai contadini per il loro cacao in modo che possano accedere ai servizi di base: case dignitose, cibo nutriente ed educazione.

Il Prezzo di riferimento Fairtrade per il reddito dignitoso è basato su quello che i contadini hanno bisogno di guadagnare per uno standard di vita decoroso, che tenga conto delle variabili come la differente dimensione delle aziende agricole, la sostenibilità delle piantagioni, i costi di produzione e i potenziali risparmi derivanti dalla coltivazione di alimenti per il consumo domestico nell’azienda agricola. Dopo una revisione dei valori di riferimento, questo Prezzo è stato aggiornato a 2,20 dollari per kg di cacao da pagare al produttore in Costa D’Avorio e 2,10 dollari in Ghana.

Beatrice Boakye, produttrice di cacao in Ghana. © Kate Fishpool / Fairtrade Foundation

Dice Soto Abril: “Diversi marchi sono già coinvolti in questa visione. Tony’s Chocolonely, una marchio leader che da tempo sostiene i produttori con finanziamenti aggiuntivi, si è impegnato a pagare il Prezzo di riferimento per il reddito dignitoso da ottobre. Oxfam Fairtrade e Belvas già da diversi mesi sono impegnati a pagare il prezzo per il reddito dignitoso. È un buon inizio ma vogliamo lavorare con molte più aziende cioccolatiere per aiutare i contadini a raggiungere un reddito dignitoso”. Insieme al nuovo Prezzo minimo e Premio, il Prezzo di riferimento per il reddito dignitoso entra in vigore un anno prima del “differenziale del reddito dignitoso” annunciato dai governi di Ghana e Costa D’Avorio. Fairtrade ha salutato con favore l’iniziativa del governo come un importante passo verso la garanzia di prezzi sostenibili per i contadini che producono il cacao.

 

Il cacao Fairtrade che protegge l’ambiente

Gilberto ha le mani grandi, callose e piene di nodi, mani di chi non si è mai risparmiato nella vita, che parlano di lavoro nei campi, di raccolto, di fatica. Contrastano con il fisico asciutto e agile con cui si muove lungo i filari dei suoi campi, campi di cacao.

Cacao ma non solo: in più di vent’anni, Gilberto ha fatto della sua proprietà un giardino, un parco naturale dove alle aree forestali si alternano le colture di cacao, di banane, di alberi da cui trae il legname che vende per assicurarsi un’altra fonte di guadagno.

Siamo nella foresta amazzonica, a nord del Perù, nella regione di San Martin con una piccola delegazione di operatori della comunicazione che, grazie al progetto Trade Fair Live Fair, abbiamo portato in Perù a scoprire come si lavora in una piantagione di cacao certificata Fairtrade. Gilberto Rodriguez è uno dei fondatori di Acopagro, Cooperativa agraria cacaotera, che ha sede a Juanjui, un grosso centro ai bordi della foresta. Qui, fino al 1998 imperava la coltura della coca: i contadini erano costretti a coltivarla e a venderla ai narcotrafficanti che poi finanziavano i gruppi terroristici. “La nostra società era completamente distrutta. I giovani non volevano studiare, buttavano via i soldi che guadagnavano dal commercio facile della coca. C’era un clima di violenza”. È da questa situazione di sofferenza che un piccolo gruppo di contadini, guidati da Gonzalo Rios, docente di economia all’Università di Tingo Maria, trova la forza per uscire da questa spirale. Un progetto delle Nazioni Unite avviato quell’anno permette a 27 contadini di piantare cacao al posto della coca. “Sono stati momenti difficili perché le piante diventano produttive dopo 5 anni e pochi erano disposti a rinunciare al guadagno facile di prima per un futuro incerto”. Ma Gilberto ci crede e così la cooperativa, dopo 22 anni, oggi può contare su 2100 soci in tutta la regione, piccoli produttori che coltivano una media di 3 ettari a testa per un’estensione complessiva di 5.000.

La scelta vincente del cacao biologico

Siamo a Ledoy, un piccolo villaggio vicino alla tenuta di Gilberto che produce, come è scritto in un cartello appeso nel magazzino, “Il cacao migliore del mondo”. Acopagro ha scelto di coltivare cacao biologico di diverse varietà che vende in Europa, negli Stati Uniti e in Canada. In Italia arriva ogni anno circa il 30% del raccolto che poi viene trasformato, nella maggior parte dei casi, per le marche private della grande distribuzione. La cooperativa paga ai soci il Prezzo minimo Fairtrade che è esposto fuori dal centro di raccolta dove arrivano i secchi di semi freschi che vengono raccolti dai soci e dove il cacao viene fatto fermentare ed essiccato. Da lì partirà per il magazzino centrale della cooperativa a Juanjui dove vengono prelevati campioni di semi provenienti da ciascun centro di raccolta perché vengano analizzati dal laboratorio locale. Un ulteriore controllo sul processo di fermentazione ed essiccazione consente così di soddisfare le richieste di un mercato molto esigente.

Raccolta del cacao nella comunità di Shepte

La forza del Premio

Visitiamo una scuola finanziata dal Premio Fairtrade grazie al quale si riconoscono borse di studio agli studenti più meritevoli e si aiutano le famiglie in difficoltà. Agli studenti la cooperativa cerca di trasmettere l’amore per la terra e il rispetto per l’ambiente in una zona in cui la coltivazione estensiva del riso sta cercando di soppiantare la foresta e dove si trovano ampie aree disboscate. Bruno Valderrama è uno degli agronomi impegnati nel progetto di riforestazione di Acopagro per proteggere l’ambiente e creare barriere naturali per evitare la contaminazione da pesticidi con cui vengono irrorate le altre colture: “Negli ultimi anni abbiamo piantato 2 milioni di alberi e questo ci ha consentito di mantenere stabile l’ecosistema locale”.

Nelle 40 comunità di soci di Acopagro però il Premio fa molto di più: finanzia le campagne di prevenzione sanitaria, la formazione degli agricoltori e dei gruppi per l’emancipazione delle donne e gli agronomi che offrono supporto ai produttori nelle tecniche di coltivazione, nel fronteggiare le malattie delle piante, nell’adattamento al cambiamento climatico. Per sopperire all’aumento della siccità nella zona, molti soci si stanno dotando di un impianto di irrigazione, ci racconta uno dei responsabili tecnici, Oscar Lopez: “Attraverso questo sistema alle piante arrivano anche microrganismi che le aiutano a fronteggiare le malattie. Prima le cabosse si avvizzivano sugli alberi, non facevano frutto e il raccolto veniva compromesso in modo irreparabile”. Anche questo progetto viene finanziato dalla cooperativa che concede prestiti ai soci a tassi agevolati e li sostiene anche nell’acquisto di macchinari e di attrezzature. “Cerchiamo di spingerli anche verso la differenziazione delle colture in modo che non dipendano eccessivamente dal cacao. Aderiamo a programmi di compravendita di crediti di carbonio (ndr: le aziende possono acquistare crediti di carbonio per compensare le proprie emissioni) e molti nostri produttori vendono legname certificato FSC per diverse produzioni”, spiega Valderrama.

Passeggiando nella proprietà di Gilberto, tra alberi secolari e isole di biodiversità si sente chiaramente che l’equilibrio della foresta si basa sul lavoro paziente e accurato dell’agricoltore. E che la produzione di un cacao di qualità è il risultato di un attento bilanciamento a cui concorrono diversi fattori, guidati dall’uomo: “Vorrei trasmettere ai ragazzi della mia terra l’importanza fondamentale dell’agricoltore, custode della natura e della biodiversità”.

Una Buona Pasqua con Fairtrade

“Oggi più che mai l’acqua è un bene prezioso. Con l’innalzarsi delle temperature, questo elemento fondamentale per la vita sul nostro pianeta scarseggia sempre più. Impara a rispettarla e a non sprecarla giocando”. L’invito dei giochi “Alla ricerca dell’oasi perduta” e “Blocca la goccia” contenuti nelle uova di Pasqua della linea Solidal Coop, con il marchio di certificazione del commercio equo e solidale Fairtrade, intende far riflettere i più piccoli, e non solo, sull’utilizzo consapevole di una risorsa preziosa come l’acqua.

Un elemento chiave per una vera sostenibilità ambientale, così declinato nelle sorprese delle uova di cioccolato fondente extra 60% e finissimo al latte con cacao e zucchero di canna Fairtrade: sceglierle significa contribuire a sostenere e promuovere lo sviluppo economico e sociale delle comunità in cui operano prevalentemente le cooperative o i produttori in Paesi come Ghana, Costa d’Avorio, Repubblica Dominicana, Paraguay e Costa Rica.

Fairtrade significa condizioni commerciali più eque e opportunità, per i produttori dei Paesi in via di sviluppo, di investire nelle loro imprese e nelle loro comunità per un futuro sostenibile.

Una scelta condivisa anche dai punti vendita dell’insegna della Grande Distribuzione Organizzata ALDI, da un anno presenti in numero sempre maggiore sul territorio nazionale, dove trovare agnellini, pulcini, coniglietti e mini praline a tema ripiene di cioccolato. La gamma di prodotti ALDI, infatti, presenta sempre il Marchio di Programma Fairtrade (FSP) che consente alle aziende di acquistare e utilizzare prodotti certificati Fairtrade, come il cacao, nell’ambito delle loro strategie di sostenibilità.

Da Repubblica Dominicana e Paraguay provengono, invece, il cacao e lo zucchero degli ovetti di cioccolato al latte biologico e Fairtrade Ponchito di Baum società cooperativa, nel formato tradizionale da 20 grammi, nel formato maxi (XL) da 50 grammi e, novità di questa stagione, nel formato tripack. La sorpresa all’interno è realizzata a mano da cooperative sociali e da artigiani di Guatemala, Indonesia, Israele, Perù, Sri Lanka, Armenia, Portogallo e Italia. Il progetto, infatti, coinvolge anche localmente cooperative sociali di tipo B, cioè con l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Una Pasqua sostenibile è anche quella proposta dalle dolcezze che si possono trovare nei supermercati Lidl: quest’anno, infatti, la linea Favorina punta su mini figure di cioccolato al latte a forma di teneri coniglietti o simpatiche ranocchie, ovetti di wafer al cioccolato fondente e molte altre delizie contrassegnate con il marchio di programma Fairtrade. Grazie a questa scelta, Lidl contribuisce allo sviluppo delle comunità di produttori di cacao del circuito Fairtrade.

Ecookim

“Fairtrade consente alle cooperative in Costa d’Avorio di avere successo. I margini qui sono bassi, la produttività è limitata e solo la certificazione consente gli investimenti necessari per aumentarla. Gli audit annuali  ci costringono ad essere rigorosi. Non vuol dire che siamo sorvegliati ma siamo al contrario sostenuti e, nel caso siano necessarie misure correttive, abbiamo la possibilità di definire noi stessi le tempistiche per l’adeguamento agli standard” afferma il responsabile approvvigionamento di Ecookim, Mamadou Savane.

La storia di Ecookim

Ecookim nasce nel 2004 da un insieme di cooperative di produzione di cacao che si sono unite per consentire agli agricoltori di negoziare da una posizione più forte. Il loro obiettivo era quello di creare filiere di approvvigionamento più sicure per i clienti e di accedere ai mercati di esportazione. Ora l’organizzazione si compone di 23 cooperative e accoglie circa 21.000 contadini provenienti da ovest, sud-ovest e dalle zone centrali del paese. Tutte tranne una hanno la certificazione Fairtrade. Della produzione totale, il 43% è venduto a condizioni Fairtrade.

Ernest Kouadou Konan, produttore di cacao e responsabile delle relazioni con i produttori a Ecookim. Copyright Éric St-Pierre

Le sfide da affrontare

Essendo composta da piccoli produttori e non da grandi piantagioni di cacao, le principali sfide che Ecookim sta affrontando sono la produttività e la qualità del cacao. Il problema principale un tempo era la conservazione e la lavorazione del cacao post raccolta che rischiava di deteriorarsi. Ora i produttori sono stati istruiti sulle buone pratiche agricole e sui processi di fermentazione ed essiccazione e la cooperativa ha realizzato due magazzini di stoccaggio. Grazie al Premio Fairtrade, l’organizzazione ha ottenuto prestiti per costruire rastrelliere di essiccazione nelle singole cooperative, migliorando in questo modo la gestione post raccolta. Così, le cooperative sono in grado di fornire il cacao secondo gli standard qualitativi richiesti dal mercato internazionale. Eccokim vuole continuare ad aumentare il numero di soci ma chiede ai suoi acquirenti di assumersi impegni di acquisto a lungo termine: “Vogliamo vendere sempre più cacao a condizioni equosolidali ma abbiamo bisogno che tutti, dal produttore a chi acquista a chi trasforma il nostro cacao, si impegnino in modo duraturo per consentirci di pianificare la produzione a lungo termine. Ogni anno aspettiamo di vedere l’andamento delle le vendite della stagione e questo rende difficile pianificare, assicurare una consegna coerente con la pianificazione dei nostri membri e apportare continui miglioramenti. Vogliamo lavorare in partnership a lungo termine con i nostri clienti finali e farli partecipare attivamente al nostro percorso di sviluppo “.

Con il Premio Fairtrade Ecookim:

  • Ha costruito di centrali di essiccazione per facilitare lo stoccaggio del cacao per l’esportazione
  • Ha acquistato camion per il trasporto del cacao
  • Ha comprato fertilizzanti biologici
  • E’ riuscita a controllare le malattie delle piante grazie all’uso moderato di pesticidi e fornendo ai lavoratori equipaggiamento per il trattamento e la protezione
  • Ha organizzato corsi di formazione per migliorare la produttività e la qualità
  • Ha istituito programmi di prevenzione al lavoro minorile

 

Cann

“La realtà dei produttori di cacao è estremamente frustrante: i contadini sono poveri, non hanno accesso all’educazione per i loro figli, non ci sono centri di salute, non c’è elettricità. Abbiamo capito che Fairtrade è una certificazione che tiene in considerazione le persone, che le mette al centro. Il Premio, il rispetto, la dignità, lo spirito democratico, la trasparenza, il fatto di valorizzare la voce dei produttori. Per questo siamo diventati una cooperativa Fairtrade” dichiara Fortin Bley, socio di CANN, cooperativa di produzione di cacao in Costa D’Avorio.

La storia di CANN

Da quando è stata fondata, nel 2005, Cann (Cooperative agricole N’Zrama de M’Douci) ha raddoppiato la sua base sociale a circa 600 membri della zona nord di Abidjan. La chiave della sua crescita sono i servizi aggiuntivi offerti ai membri e il successo dei programmi di formazione e della facilità di accesso al credito, servizi che sono significativamente cresciuti dal momento in cui a cooperativa è stata certificata Fairtrade nel 2010. Fairtrade ha significato un contatto più profondo e più costante con i membri e una gestione e un’amministrazione più forte della cooperativa. Questo ha avuto un impatto significativo sulla qualità dei servizi. Gli agricoltori hanno fatto in modo che Cann acquisisse pratiche di commercio equo e prezzi migliori per i soci.

In genere i contadini non hanno la possibilità di finanziare dei miglioramenti a causa della povertà di queste zone. La risposta della cooperativa è stata quella di investire una parte del Premio Fairtrade in programmi che affrontino questi problemi. Circa il 60% dei membri ha avuto accesso a corsi di formazione sulle buone pratiche agricole e il 25% ha comprato pesticidi grazie ad un contributo della cooperativa. Cann ha fornito kit che includono machete e stivali di gomma per alleviare il lavoro dei contadini. 6000 nuove piantine di cacao sono state distribuite ai membri.

Cann deve ancora affrontare è il problema della “fedeltà” dei suoi membri. Infatti spesso i compratori convenzionali, che hanno accesso più facile al credito, offrono ai produttori il pagamento in contanti alla consegna, mentre la cooperativa può dare soltanto pagamenti dilazionati. Ma la qualità dei servizi offerti da Cann è un elemento di forte attrazione e lo testimonia la crescita dei suoi membri.

Bruno Ehui Oi Ehui, maestro alla scuola primaria della comunità di Tiémokokro, ristrutturata nel 2012 grazie al Premio Fairtrade. Copyright Éric St-Pierre

Con il Premio Fairtrade CANN:

  • Ha ristrutturato due scuole primarie nei villaggi. Erano entrambe in rovina: una nel villaggio di Tiemokokro è sopravvissuta grazie ad un solo insegnante volontario. Ora, dopo il lavoro di pressione dell’ispettore scolastico, la scuola ha un preside, due insegnanti e tre volontari che insegnano a 200 studenti.
  • Ha pagato le rette scolastiche per i bambini.
  • Ha organizzato corsi di formazione per i membri della comunità sul lavoro minorile: grazie al sistema di autovalutazione del rischio messo a punto da Fairtrade, ha stabilito un fondo per sopperire a questo problema.

San Valentino profuma di giustizia

Un vero gesto d’amore. Per San Valentino è giusto scegliere qualcosa di speciale, frutto del rispetto delle persone e dell’ambiente. La dolcezza del cacao e il profumo dei fiori Fairtrade, infatti, sono “giusti” per la festa degli innamorati, un’occasione per pensare ai diritti di chi lavora in aree difficili di America Latina, Africa e Asia.

Tante le proposte a base di cacao, con il marchio di certificazione del commercio equo e solidale, fra le quali scegliere: Fairtrade aiuta a rendere più sostenibile la coltivazione del cacao garantendo il prezzo minimo Fairtrade per questa materia prima e offrendo un guadagno aggiuntivo da investire nelle comunità locali, in modo che gli agricoltori possano costruire un futuro migliore per sé e per le loro famiglie.

Dal cioccolato in dieci gusti di Alce Nero – insieme per una relazione giusta, alle mandorle e nocciole ricoperte di cioccolato bio di Damiano – Think organic, dalla linea di tavolette prodotte impiegando varietà pregiate di cacao biologico provenienti dalla cooperativa Acopagro in Perù e senza glutine di Otto Chocolates – Cioccolato buono, sano e al giusto prezzo… per Tutti!, alle mini praline con ripieno cremoso ricoperto da finissimo cioccolato svizzero di Maestrani – Il piacere della tradizione svizzera, sono molte le golosità che si possono donare.

I fiori recisi dei bouquet certificati Fairtrade, invece, provengono da coltivazioni sostenibili in Kenya e regalarli a San Valentino è un gesto d’amore, anche solidale: rose con stelo da 50 centimetri, in diversi colori (rosa, rosso, arancio, bianco, ciclamino, giallo e bicolori) con una gypsophila, felci e cocculus.
Una scelta giusta per esprimere il proprio affetto e i propri sentimenti. Un momento che può essere significativo per contribuire a un mondo più equo, nel rispetto dell’ambiente e delle lavoratrici. La coltivazione di questi preziosi “regali” nella nazione africana, infatti, è affidata soprattutto alle donne, come nel caso di Oserian, in lingua masai “luogo di pace“.

I fiori certificati Fairtrade si possono acquistare nelle Coop, cercandoli nel reparto ortofrutta, fra i prodotti della linea Solidal dedicata al commercio equo e solidale. Un regalo che può fare la differenza.

I contadini che coltivano cacao guadagneranno di più

Fairtrade International aumenterà il Prezzo minimo Fairtrade per il cacao convenzionale da 2000 a 2400 dollari a tonnellata (prezzo FOB, ovvero comprensivo delle spese di trasporto fino al porto di imbarco), segnando un aumento del 20%. Per il cacao biologico, il prezzo Fairtrade sarà di 300 dollari superiore al prezzo di mercato o al Prezzo minimo Fairtrade, a seconda di quello più alto al momento della vendita. È un cambiamento rispetto al Prezzo Minimo corrente di 2300 dollari a tonnellata per il cacao biologico certificato Fairtrade.

L’andamento dei prezzi a livello mondiale

I prezzi a livello mondiale sono crollati più di un terzo nell’ultimo anno e sono i contadini a sopportare l’impatto più forte di questa volatilità. Fairtrade è l’unico schema di certificazione che obbliga a un Prezzo Minimo che funziona come una rete di sicurezza per i contadini quando i prezzi di mercato crollano e allo stesso tempo permette loro di guadagnare di più quando i prezzi salgono. Come riferimento, il prezzo attuale deciso dal governo del Costa D’Avorio, il più grande produttore al mondo di cacao, è di 2124 dollari FOB. Chi compra cacao Fairtrade paga alle organizzazioni di contadini la differenza quando il Prezzo Minimo Fairtrade è più alto. Il Premio aggiuntivo Fairtrade crescerà da 200 a 240 dollari a tonnellata, il prezzo più alto fissato da qualsiasi schema di certificazione. Il Premio è una somma ulteriore rispetto al prezzo di vendita, pagata direttamente alle organizzazioni di produttori che devono spenderla per progetti a loro scelta. Il Premio aiuta a costruire cooperative forti e sostenibili che possono rispondere ai bisogni dei propri membri e possono renderle partner consolidati a lungo termine per le aziende che acquistano da loro. Nel 2017, le cooperative di produttori di cacao hanno guadagnato 43 milioni di dollari in Premio Fairtrade che hanno investito nelle loro comunità e nelle loro imprese.

Raccolta del cacao a SCINPA – Costa D’Avorio Copyright Sean Hawkey

Un lungo processo di consultazione multistakeholder

La nuova costruzione del prezzo, concordata all’interno del Comitato per gli Standard Fairtrade (un gruppo multistakeholder che raggruppa rappresentanti degli agricoltori e aziende di commercializzazione) sarà applicata a partire dal primo ottobre 2019. La decisione è stata presa a seguito di un lungo processo di consultazione attraverso la filiera del cacao insieme ad agricoltori Fairtrade, aziende di commercializzazione, di trasformazione e ai marchi di cioccolato.

Le sfide in Africa Occidentale sono enormi se pensiamo che una ricerca di Fairtrade presentata ad aprile 2018 ha dimostrato che il 58% di famiglie dei piccoli produttori di cacao in Costa D’Avorio ha un reddito sotto la soglia estrema della povertà. Il nuovo Prezzo Minimo Fairtrade permetterà alla media delle famiglie di contadini di guadagnare una cifra al di sopra della soglia di povertà estrema. Fairtrade prevede di rivedere il Prezzo Minimo e il Premio del cacao ancora entro tre anni. “Questa è una buona notizia per gli agricoltori dell’Africa Occidentale, dice Fortin Bley, un contadino ivoriano e portavoce del Network dell’Africa Occidentale di Fairtrade Africa. I contadini sono stati schiacciati dai prezzi bassi a livello mondiale e per questo il Prezzo Minimo e il Premio più alti li aiuteranno a mettersi sul mercato per un futuro economicamente più sostenibile”. Informazioni tecniche per l’implementazione del nuovo Prezzo Minimo e Premio saranno comunicate attraverso un annuncio formale in febbraio 2019.

Beatrice Boakye, produttirce di cacao in Ghana. Copyright Kate Fishpool / Fairtrade Foundation

Un nuovo obiettivo: un Prezzo di riferimento per il reddito dignitoso

La revisione del Prezzo Minimo e del Premio è collegata a una strategia più ampia di Fairtrade che ha l’obiettivo di lavorare ad un reddito dignitoso per chi coltiva il cacao. Nell’ambito di questa strategia, Fairtrade International ha anche stabilito un prezzo di riferimento per assicurare un guadagno dignitoso per il cacao di Costa D’Avorio e Ghana, fornendo il primo prezzo di riferimento per l’industria basato sugli indicatori del reddito dignitoso e la consultazione sui costi di produzione. Questo prezzo di riferimento è basato su quello che ISEAL (International Social and Enviromental Accreditation and Labelling) ha calcolato dovrebbe essere necessario in ciascun paese per far fronte alla media dei costi di base di una famiglia di contadini per il cibo, la casa, il vestiario, la salute, l’educazione più una piccola riserva per le emergenze. Tiene inoltre conto dei costi per l’incremento della produttività e per una produzione sostenibile. Il punto di partenza di questo modello di prezzo è stato inoltre approvato dopo un processo di consultazione con i produttori, l’industria del cacao e la società civile.

Lavorazione delle fave di cacao a SCINPA COOP-CA – Copyright Sean Hawkey

Maggiore produttività e diversificazione

Il Prezzo di riferimento Fairtrade per il reddito dignitoso – che è stato calcolato sulla base del prezzo riconosciuto al produttore e non del prezzo FOB poiché si riferisce direttamente al reddito del produttore –  è di 2668 dollari a tonnellata per il cacao in Costa D’Avorio e di 2300 per il Ghana  (Per fare un paragone: alle condizioni attuali, in Costa d’Avorio il nuovo Prezzo Minimo Fairtrade FOB equivale a circa 1.600 USD per tonnellata al produttore). Il Prezzo di riferimento per il reddito dignitoso è calcolato in modo che i contadini che coltivano solo cacao possano guadagnare un reddito dignitoso a condizione di aumentare la produttività e diversificare le colture. A differenza del Prezzo Minimo, il Prezzo di riferimento per il reddito dignitoso non è obbligatorio. L’aumento del Prezzo Minimo Fairtrade colma circa un quarto del divario tra il reddito medio del coltivatore di cacao ivoriano e il reddito dignitoso, come primo passo in un approccio graduale e collettivo per colmare la differenza.

“È una triste verità che la maggior parte dei produttori di cacao in Africa Occidentale stiano vivendo in povertà, dice Dario Soto Abril, Direttore globale di Fairtrade International, “Il prezzo riconosciuto ai contadini è un aspetto critico: deve aumentare per fare in modo che gli agricoltori del settore del cacao possano permettersi un tenore di vita decente per le loro famiglie. Siamo impegnati a lavorare insieme ai  nostri partner e sono benvenuti altri sforzi coraggiosi da parte dell’industria per rendere il reddito dignitoso una realtà”. Fairtrade svilupperà progetti con partner impegnati nel Sistema per testare la strategia del reddito dignitoso Fairtrade, incluso il prezzo e le iniziative di diversificazione e per identificare conoscenze che spingano l’industria del cacao verso il sostegno al reddito dignitoso.