10 Gennaio 2020

Cos’hanno in comune un tecnico informatico, una cassiera d’albergo, un perito elettronico e una commercialista?

La risposta è che tutti hanno potuto intraprendere il loro percorso professionale grazie agli studi finanziati da Fairtrade.

La storia di Wreford

“Da bambino a scuola la gente diceva che ero un genio”, ride Wreford Momanyi. “Non so se lo sono veramente, ma so che senza il Premio Fairtrade probabilmente non avrei mai completato i miei studi”. Wreford fa il modesto: era uno degli studenti con il rendimento più alto a scuola, e questo ha convinto il comitato di gestione del Premio Fairtrade a sponsorizzarlo.

Il Premio Fairtrade è una somma di denaro che i produttori e i lavoratori Fairtrade ricevono in aggiunta al prezzo di vendita dei loro prodotti.

All’interno delle cooperative si creano dei comitati per decidere collettivamente come spenderlo: ad esempio per migliorare le aziende agricole, per costruire pozzi per l’acqua potabile o ospedali per la comunità o per pagare gli studi dei loro figli.

Wreford ora lavora come tecnico informatico per il network internazionale di consulenza PwC. Entrambi i suoi genitori lavoravano a Oserian Flowers, un’azienda florovivaistica certificata Fairtrade in Kenya.

Una serra di Oserian

“Mamma e papà non potevano pagare le mie tasse scolastiche, ed è qui che è intervenuto Fairtrade”, afferma. “Mi è stata assegnata una borsa di studio che mi ha permesso di superare gli esami e di andare all’Università di Nairobi per studiare ingegneria elettronica.

“Sono appassionato di tecnologia e di qualsiasi cosa abbia a che fare con la sicurezza informatica”, afferma Wreford. “Da bambino volevo arruolarmi nell’esercito ma ora sto aiutando il mio Paese a proteggersi in modo diverso”.

Un perito elettronico donna a Nairobi

Anche Sandra Ochieng Owino ha conseguito la laurea in ingegneria elettronica. Ma la sua storia è molto diversa da quella di Wreford. “Mia madre ha lavorato in Oserian come lavoratrice stagionale e ha attraversato dei momenti davvero difficili”, ricorda.

“Era una madre single con cinque figli e quando è stata licenziata non poteva permettersi le tasse scolastiche. Fortunatamente, uno dei miei insegnanti del liceo ha chiesto al comitato di gestione del Premio Fairtrade di Oserian di finanziare i miei studi. Loro hanno accettato e così ho potuto completare il liceo e anche laurearmi!”

Sandra ora lavora come perito elettronico alla Kenya Breweries. “Quello dell’ingegneria finora è stato un mondo dominato dagli uomini, ma questo sta iniziando a cambiare. Sempre più donne si stanno avvicinando a questa professione”, afferma.

“Sono responsabile della sicurezza di tutti i sistemi elettrici dell’azienda, nonché della manutenzione di tutti gli impianti elettronici.
Amo il mio lavoro, ma il mio obiettivo finale è quello di creare una mia società di consulenza. In questo modo potrò aiutare mia madre, i miei fratelli e le mie sorelle a uscire dalla povertà in cui vivono oggi”.

Una riunione di un comitato per la gestione del Premio Fairtrade

Il sogno di Lindah

Prima donna della sua famiglia ad aver ricevuto un’istruzione, Lindah Chanysa afferma che sarà per sempre grata a Fairtrade per averla aiutata a realizzare i suoi sogni.

Dopo essersi diplomata in catering e gestione alberghiera, Lindah ora lavora come cassiera al Longonot Transit Hotel a nord di Nairobi.

Il padre di Lindah lavora come supervisore per la Flamingo Horticulture, un’altra azienda florovivaistica certificata Fairtrade.
“Mio padre conosce il valore di una buona istruzione e quanto sia importante che i suoi figli possano avere un lavoro ed essere indipendenti”, afferma Lindah.

“Lui ha presentato la domanda di finanziamento dei miei studi al comitato di gestione del Premio Fairtrade che mi ha permesso di finire il liceo. Ora sono in grado di restituire il favore aiutando economicamente la mia famiglia“.

Ma le ambizioni di Lindah non si fermano qui. “Ho sempre voluto intraprendere una carriera in medicina“, dice. “Il giorno in cui i miei fratelli lasceranno la nostra casa e saranno indipendenti, ho intenzione di tornare a scuola per continuare i miei studi”.

… e quello di Mary

Mary Muringi Wachira ha seguito le orme di suo padre, direttore del reparto packaging alla Flamingo Horticulture, e ora vi lavora anche lei come contabile.

“Ho sempre desiderato lavorare nelle risorse umane”, spiega Mary. “Ma ho seguito il consiglio di mio padre e ho ottenuto un lavoro come impiegata amministrativa“.
“Ho scoperto che il comitato di gestione del Premio Fairtrade aiuta i dipendenti che desiderano migliorare la propria istruzione e le proprie competenze.

Ho ottenuto un contributo che mi ha permesso di iscrivermi a un corso di laurea triennale in Risorse Umane e, una volta conseguita la laurea, sarò in grado di esaudire il mio sogno di lavorare in questo settore”.

Alcuni studenti membri della Fairtrade Africa Premium Alumni Association

Quelle di Wreford, Sandra, Lindah e Mary sono solo quattro delle tante storie di successo che accomunano i giovani che hanno studiato grazie al Premio Fairtrade.

Negli anni sono diventati così tanti che Fairtrade Africa ha creato un’associazione di ex studenti – la Fairtrade Africa Premium Alumni Associtaion – accomunati dagli stessi principi e anche a testimonianza dell’impatto positivo che si avrà nel tempo non solo nelle loro vite ma nelle loro comunità.

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