2 Luglio 2015

Expo non è solo cibo e alimentazione ma anche pratiche di coltivazione sostenibile e diritti dei lavoratori del sud e del nord del mondo. E proprio questi temi sono stati affrontati durante l’evento BIANCOfioreNERO: La filiera produttiva dei fiori recisi tra delocalizzazione e investimenti, produzioni locali e certificazioni internazionali, lavoro dignitoso e qualità di vita promosso da noi di Fairtrade Italia e da Iscos Emilia Romagna.

Il progetto è nato dall’idea di far conoscere a tutti la filiera dei fiori recisi e di approfondire tali tematiche complesse ed affascinanti. Il frutto del lavoro è stato un documentario proiettato il 30 giugno presso Cascina Triulza. Il bellissimo lungometraggio ci permette di fare un viaggio dalla riviera ligure all’Etiopia ed infine al Kenya, parlando direttamente con i produttori, ascoltando le loro vite e i loro sogni futuri. Ciò che emerge è che un modello di conflitto tra nord e sud del mondo non è più possibile, il futuro è l’integrazione e la collaborazione tra i due mondi assieme al totale rispetto dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente. Dal video risulta chiaramente anche il ruolo chiave e concreto di Fairtrade in quelle terre difficili; per Celestine e per tutte le lavoratrice il Fairtrade premium vuol dire scuola per i loro bimbi, acqua potabile, luce elettrica in casa, vuol dire semplicemente vita! Fairtrade significa anche condizioni di lavoro dignitose: giusto stipendio, indumenti di protezione, libertà di associazioni e nessun sfruttamento.

Il mio augurio è allora quello di unire sempre più fiori italiani con fiori africani, ma quest’ultimi devono provenire da produzioni certificate, permettendo così il rispetto dei lavoratori e dell’ambiente che ci circonda. Solo in questo modo possiamo veramente parlare di filiera sostenibile e permettere ai lavoratori, italiani ed africani, di non abbandonare le loro terre.

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