Salario dignitoso per i bananeros, parte la consultazione

 

Al via una consultazione pubblica per un modello che permetta ai lavoratori delle piantagioni di banane di guadagnare un salario dignitoso. Invitiamo tutti gli stakeholder, inclusi i lavoratori e i proprietari delle piantagioni, i retailer e i trader a prendere parte alla consultazione in modo che, con uno sforzo congiunto, il salario dignitoso diventi una realtà per i lavoratori delle piantagioni di banane certificate Fairtrade.

Salari inadeguati: una realtà per troppi lavoratori

Una delle sfide più pressanti che restano ancora da affrontare nell’industria della banana è quella del “salario dignitoso” per i lavoratori. In molti Paesi produttori i lavoratori vengono pagati il salario minimo legale previsto dai contratti nazionali. Ma si tratta molto spesso di una cifra molto al di sotto di quanto servirebbe per uno standard di vita decoroso, tale da coprire le spese alimentari, scolastiche e sanitarie delle famiglie, i costi per abitazioni sicure, e tale da accantonare dei risparmi per le emergenze.


La pandemia da COVID 19 inoltre ha aumentato la situazione di insicurezza e di vulnerabilità di milioni di lavoratori agricoli in giro per il mondo, compresi quelli che lavorano nelle piantagioni certificate Fairtrade. Come risposta Fairtrade ha istituito i Fondi Fairtrade per l’emergenza e la ripartenza . Ma nel lungo periodo solo il raggiungimento di un salario dignitoso permetterà ai lavoratori di provvedere alle loro famiglie.

Jacques Antoine (sx) lavora a BANAFEM, una piantagione di banane certificate Fairtrade in Rep. Dominicana. Con i suoi risparmi vuole iscriversi all’università per diventare medico. © Erika Santelices

Fairtrade fa la differenza, ma c’è ancora molto da fare


Per molti anni e in molti paesi non c’è stato un accordo sul salario dignitoso per i lavoratori agricoli. Fairtrade, come membro fondatore della Global Living Wage Coalition, ha lavorato per cambiare questo stabilendo dei parametri di riferimento, anche per i paesi produttori di banane. Basandosi sulla metodologia Anker, i parametri dicono che le stime sul salario dignitoso devono tenere conto delle necessità basilari dei lavoratori e delle loro famiglie, tra cui il cibo, l’abbigliamento, l’abitazione, l’assistenza sanitaria, l’istruzione, i trasporti per andare al lavoro e qualche piccolo extra per gli imprevisti.


In alcuni paesi come la Colombia e l’Ecuador, i lavoratori delle piantagioni ricevono già un salario dignitoso, o sono molti vicini a ottenerlo. In altre nazioni c’è ancora molto da fare. Negli anni il Premio Fairtrade ha offerto supporto economico a milioni di contadini e lavoratori attraverso prestiti a basso tasso di interesse, dando sussidi per le assicurazioni sanitarie, borse di studio e pagamenti in contanti. Nonostante tutto questo il Premio non può sostituire un salario dignitoso su cui i lavoratori dovrebbero poter fare affidamento. Per questo Fairtrade vuole andare avanti. E per questo permettere ai lavoratori di guadagnare un salario dignitoso è uno degli obiettivi chiave della strategia di Fairtrade.

Lavoratore in una piantagione a Santa Marta, Colombia

Cosa propone Fairtrade

Fairtrade vuole assicurare che tutte le piantagioni di banana certificate retribuiscano adeguatamente i propri lavoratori, e riconosce che per far ciò i buyer e i retailer giocano un ruolo importante nel condividere il valore coi produttori.

Ecco cosa proponiamo:

Una paga base Fairtrade obbligatoria: a partire da metà 2021 almeno il 70% dell’importo per raggiungere un salario dignitoso deve essere pagato a tutti i lavoratori di tutte le piantagioni Fairtrade. Questa cifra deve salire al 75% nel 2023. Ogni lavoratore delle piantagioni Fairtrade deve ricevere almeno questo salario base, anche se il minimo legale è inferiore. Se i lavoratori già ricevono più di questa somma, i loro salari non possono essere diminuiti.


Premio Fairtrade : come misura temporanea necessaria per coprire il gap, può essere sborsato fino al 30% del Premio Fairtrade come bonus in contanti, in aggiunta all’opzione già esistente di utilizzarne il 20% in contanti, se lo scelgono i lavoratori. A seconda della tassazione locale, i lavoratori possono scegliere di ricevere il bonus sotto forma di voucher, anziché contanti.


Un piano condiviso verso il salario dignitoso. Crediamo che la contrattazione collettiva sia l’approccio più economicamente sostenibile e valido a livello di empowerment sociale per raggiungere un salario dignitoso. Pertanto, dopo aver applicato un Salario Base Fairtrade, i datori di lavoro devono negoziare con i sindacati o altri rappresentanti eletti dai lavoratori sui tempi e i passi necessari per colmare il gap. Questi tempi dipendono dalla posizione economica dell’azienda, ma i salari dovrebbero crescere più dell’inflazione per fare in modo che la differenza si assottigli sempre di più e infine si azzeri.

 

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