Malawi: l’alluvione colpisce i coltivatori di zucchero

19 Aprile 2019

Era un anno promettente per i contadini della Shire Valley, particolarmente per i membri di Kasinthula Cane Growers Association, certificati Fairtrade, che speravano di poter realizzare un raccolto abbondante e di riempire le loro case di cibo dopo due anni consecutivi di siccità. Contrariamente alle previsioni, il Ciclone Idai ha causato danni catastrofici e ha tragicamente infranto tutte le speranze di realizzare questo sogno. “E’ cominciato tutto con una pioggia torrenziale la mattina del 5 marzo. Questa situazione si è protratta per più di 3 giorni peggiorando continuamente, giorno dopo giorno, finché tutto è culminato in un’alluvione nelle zone più esposte. In particolare, quelle vicine ai bacini del fiume Shire e anche oltre”, ci ha detto Rossettie Gullo. “A causa di queste continue e abbondanti piogge, molti piccoli fiumi sono esondati e così il fiume Shire si è riempito ancora più velocemente: ha rotto gli argini, provocando un’enorme alluvione in tutta la vallata dello Shire, la peggiore che si sia mai vista in 40 anni”.

Rossettie è assistente amministrativa a Kasinthula, un progetto che coinvolge piccoli produttori situati nella vallata dello Shire, una regione inospitale del sud del Malawi. La vallata dello Shire ha un clima caldissimo, feroce, con una lunga stagione secca. Le siccità a volte sfociano in carestie. Il livello di istruzione è basso e la povertà è diffusa. La maggior parte delle persone vive in baracche di fango e paglia. Poche famiglie possono allevare animali e la maggior parte può sbarcare il lunario coltivando mais, manioca, sorgo, miglio e riso. Alcuni guadagnano dalla coltivazione dello zucchero di canna o dal cotone o lavorando nelle piantagioni di zucchero dei vicini.

Kasinthula: un’oasi nel deserto della povertà

Kasinthula, una delle 3 organizzazioni di zucchero Fairtrade certificate in Malawi, che fornisce lo zuccherificio di Ilovo, è stata fondata nel 1996 attraverso una joint venture tra il governo del Malawi e lo zuccherificio più vicino, ora di proprietà di Ilovo Sugar, in una zona rurale ridotta in povertà. Un’area di terra da tempo improduttiva è stata convertita alla produzione di zucchero di canna per migliorare la fornitura di canna grezza allo zuccherificio. In questo modo, ha assicurato un reddito di sussistenza ai contadini, ciascuno responsabile di lotti di due o tre ettari. Il suolo è fertile ma la mancanza di piogge regolari implica l’adozione di un costoso sistema di irrigazione che va oltre le possibilità economiche della maggior parte dei contadini.

I danni subiti dai produttori

Kasinthula è certificata Fairtrade dal 2003. Al di là del prezzo negoziato con lo zuccherificio per la fornitura della canna, le vendite Fairtrade includono un Prezzo Premio addizionale di 60 dollari a tonnellata. Kasinthula ha investito il Premio nel migliorare la produttività e in servizi sanitari, acqua potabile, educazione, fornitura di elettricità ai villaggi e in altri progetti per sollevare la comunità dalla morsa della povertà. “Molte persone sono rimaste senza nulla: senza le coltivazioni ormai mature per il raccolto, senza il bestiame. E come se non bastasse, molte case sono crollate, distruggendo tutto e provocando morti. Fra i più colpiti i contadini e le loro famiglie che vivono e coltivano i campi lungo il fiume Shire e vicino a piccoli fiumi come Mantchombe, M’thumba and Mwanza” ha spiegato Rossettie Gullo. Perlomeno 30 case sono state totalmente distrutte dall’alluvione e altre coltivazioni di sussistenza e il bestiame sono stati spazzati via. Oltre al problema dei danni alle abitazioni, i contadini hanno perso 55 capi di bestiame e hanno subito la devastazione di 33 ettari di campi di canna da zucchero”. Rossettie Gullo continua: “Quando la pioggia è arrivata, i contadini di Kasinthula non hanno avuto altra scelta se non quella di cercare rifugio nelle chiese, nei campi e negli edifici scolastici. Questa è la terza più grande inondazione che la generazione più giovane di contadini ha subito”.

Il Malawi

Secondo l’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale, la popolazione del Malawi è particolarmente colpita dal cambiamento climatico a causa della sua dipendenza dall’agricoltura di sussistenza: l’80% degli abitanti del Malawi lavora nell’agricoltura. Il Malawi è il quarto paese più povero al mondo, secondo il Fondo monetario internazionale con il 50% della popolazione che vive sotto la soglia della povertà e il 25% in estrema povertà. Il cambiamento climatico sta aggiungendo un’ulteriore problema a una situazione di vita già di per sé vulnerabile. Ma sono le donne le più colpite dal momento che da loro dipendono il cibo, l’acqua, la legna per le loro famiglie. Ed è su questa situazione che l’aiuto di Fairtrade si è concentrato in questi anni.

Il Premio Fairtrade per la popolazione locale

Nel movimentato villaggio di Chinangwa, il 90% delle case sono state costruite grazie ai ricavi dello zucchero e i tetti di paglia sono stati sostituiti da ondulate lastre di lamiera in tutte le case, molto utili specialmente nella stagione delle piogge. Piloni elettrici espongono il marchio Fairtrade e un mulino per il mais nel centro del villaggio è alimentato elettricamente. “Prima le donne dovevano percorrere più di sette chilometri verso il mulino più vicino per macinare il loro mais e trasformarlo in farina e questo prendeva loro molto tempo. Il nostro nuovo mulino ora viene utilizzato anche dalla comunità. Avere l’elettricità significa che i nostri bambini possono leggere o svolgere i loro compiti scolastici la sera o vedere la televisione e i contadini possono comprare dei frigoriferi. Fairtrade è molto importante per i contadini. La maggior parte di noi ha ricevuto cemento e lastre di ferro per coprire i tetti delle nostre case e proteggerci dalle forti piogge. Abbiamo inoltre aiutato i contadini durante la carestia che abbiamo affrontato quando non pioveva abbastanza. Abbiamo comprato mais e così hanno potuto mangiare”. Questa non è la prima volta che i membri di Kasinthula si confrontano con le conseguenze di condizioni atmosferiche estreme. Altri disastri naturali hanno ridotto le risorse e la produttività, provocando una crescente povertà. A seguito dell’alluvione del 2015, la produzione di zucchero di canna è crollata a causa dell’interruzione della corrente.

“Come contadini la nostra sola risorsa di reddito è lo zucchero. Se questa risorsa viene danneggiata, le nostre stesse vite sono messe a dura prova” conclude Aubrey M Chilenje, coltivatore di canna da zucchero e membro di Kasinthula.

(articolo pubblicato nel blog di Fairtrade Foundation, traduzione e adattamento Ufficio comunicazione Fairtrade Italia)