Il regolamento della Due diligence deve coinvolgere i diretti interessati

“La due diligence può fare la differenza solo se costruita bene” dice Tytti Nahi, coordinatrice del Centro di eccellenza sui diritti umani a Fairtrade.

L’Unione europea e una miriade di governi nazionali stanno lavorando per il regolamento della Human and enviromental rights due diligence (HREDD) che incoraggerebbe le aziende ad accrescere il loro impegno per conoscere e affrontare i più grandi problemi di violazione dei diritti umani in relazione alle loro attività e alla catena del valore. Potrebbe essere un grande passo nella battaglia per rispettare i diritti umani.
Anche se è stato nel lontano 1948 che la comunità internazionale ha trovato un accordo sui diritti individuali e sull’impegno degli Stati nel proteggere quei diritti, un accordo sul ruolo delle aziende sul rispetto dei diritti umani è stato raggiunto solo nel 2011 attraverso i Principi guida delle Nazioni Unite sulle imprese e i diritti umani. Da allora, questo accordo ha portato una nuova energia nel dibattito sulla condotta responsabile delle impresea livello politico e commerciale .
Speriamo che le negoziazioni per rendere obbligatorie le regole dell’HREDD avanzino rapidamente e che la proposta di regolamento della Commissione europea sia presentata prossimamente.

Sui campi di canna tagliata a mano con il machete. Belize Sugar Cane Association. Belize Sugar Cane Association: conferimento delle canne da zucchero allo zuccherificio. ©Fairtrade International

La vera forza della due diligence

Eppure, quando il consenso a livello globale diventa una legge obbligatoria, c’è anche il rischio di perdere il potenziale trasformativo dell’approccio della due diligence e che finisca per essere banalizzata. I Principi guida si appellano in modo trasformativo alle aziende affinché costruiscano la loro comprensione sui problemi dei diritti umani nelle loro attività e collaborino con chi detiene i diritti, i sindacati e altri stakeholder per affrontare quei problemi. Le linee guida dell’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OECD) sulla Due diligence inoltre enfatizzano che i detentori dei diritti, i sindacati e gli esperti in diritti umani sono da consultare e coinvolgere in ogni passaggio del processo di due diligence. Un regolamento vincolante manterrà questo nucleo trasformativo? La ricerca di una chiarezza dal punto di vista legale, ridurrà la due diligence a una lista di passaggi che tutte le aziende non dovranno fare altro che spuntare?
Anche se questo approccio banalizzante sarebbe insignificante per 114 milioni di bambini che, secondo le stime dell’ILO, svolgono lavoro agricolo pericoloso per loro o che interferisce con la loro frequenza scolastica? O gli altri 40 milioni impegnati in altre forme di lavoro minorile?

Belize Sugar Cane Association: conferimento delle canne da zucchero allo zuccherificio. ©Fairtrade International

Solo burocrazia, senza consapevolezza e risorse

La possibilità di segnalare le violazioni attraverso procedura di reclamo significa poco per lavoratori sfruttati che non ne sono a conoscenza – come nel caso di lavoratori bambini – o per i lavoratori che temono ritorsioni nel caso in cui se ne avvalgano. La paura di ripercussioni è molto probabile in tutti i posti di lavoro dove il dialogo è molto teso o addirittura non esiste. Inoltre, requisiti più restrittivi per i fornitori significa poco se i fornitori non sono né ignoranti né negligenti ma semplicemente mancano delle risorse e delle leve finanziarie per prevenire e rimediare le violazioni dei diritti umani – un caso che capita spesso.

Apprendere dal passato

La progettazione del regolamento dell’HRDD ha bisogno di tenere conto delle lezioni apprese durante i decenni passati di lotte alle violazioni dei diritti dei lavoratori nelle filiere globali.
Uno degli approcci comprovati e testati universalmente per far cessare, prevenire e porre rimedio al lavoro minorile nelle filiere agricole ad alto rischio sono i sistemi di monitoraggio e rimedio al lavoro minorile. Questi sistemi, gestiti da o con le organizzazioni dei contadini, tipicamente prevedono tutti i passaggi della due diligence, ben al di là di un approccio banalizzante.
Per fare un esempio concreto: possiamo imparare dall’Organizzazione di coltivatori di zucchero del Belize. Dal 2014, il loro sistema ha gestito:


* Lo sviluppo di un commitment e di una policy sul lavoro minorile e la protezione dei minori:
* Il rafforzamento delle capacità attraverso le partnership con Fairtrade, ONG locali, una facoltà universitaria di agricoltura, Unicef e il governo nazionale e locale;
* mappatura dei punti più esposti al rischio;
* valutazione del rischio in corso, sensibilizzazione e monitoraggio, con il sostegno di giovani osservatori locali;
* accesso a forme supporto per rispondere a casi specifici di lavoro minorile;
* tentativi di individuare fonti di reddito alternative per le famiglie colpite;
* dialogo con il governo e con la Camera del Belize per il commercio e per l’industria per incoraggiare lo sviluppo di un Sistema di monitoraggio e rimedio a livello nazionale;
* dialogo con Ilo, Unicef e i governi degli Stati Uniti e del Messico.


L’associazione dei contadini, tuttavia, affronta delle difficoltà nel sostenere questo lavoro. Speriamo che si sviluppi rapidamente un sistema nazionale sul lavoro minorile e di protezione dei bambini. Inoltre, anche se sono state utili le risorse generate da Fairtrade e dal Premio, l’associazione spera che i suoi clienti riconosceranno presto le loro responsabilità nel partecipare, nel prevenire e nel rimediare alle battaglie sui diritti umani.


Quindi, qual è la lezione per un regoalmento sull’HREDD? Che deve essere messo davanti a tutto e al centro questo dialogo significativo e la collaborazione tra gli attori della filiera e i detentori dei diritti.

 

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