Monicah e le sue rose speciali

Scopriamo il mondo della coltivazione delle rose insieme a Monicah, che da quindici anni lavora nella cooperativa Oserian (in lingua masai “luogo di pace”).

Monicah Wangui Kamau, lavoratrice di Oserian in Kenya

“La vita delle donne che lavorano nelle piantagioni di fiori qui in Kenya non è affatto facile: sono sottoposte a turni massacranti in un ambiente in cui le temperature sono molto alte, entrano in contatto con sostanze pericolose per la salute e subiscono molestie da parte dei colleghi. Se non bastasse, i salari che ricevono sono molto bassi”.

Quando ricevi o regali delle rose, molto probabilmente provengono dall’Africa, in particolare da Kenya ed Etiopia.
Il Kenya perché ha una lunga tradizione di aziende di origine olandese che hanno iniziato a delocalizzare lì già dagli anni ’60, l’Etiopia perché da qualche anno sta attuando una politica di incentivi per l’ingresso di aziende straniere, attirate dal basso costo della manodopera, degli affitti delle terre e dalla mancanza di dazi.

“Io sono fortunata, Oserian offre uno stipendio doppio rispetto al salario minimo e rispetto alla maggior parte delle altre piantagioni di fiori in Kenya”, racconta Monicah.

“Nonostante io lavori qui da quindici anni, sei giorni a settimana, per otto ore al giorno, i soldi non bastano mai: ricevo 10.746 Ksh (scellino kenyota) al mese, ma con una figlia all’università e le altre spese, non sono abbastanza.
Per ora con mio marito e le nostre tre figlie viviamo tutti insieme in una stanza. Un giorno mi costruirò una casa tutta mia, ma per ora i soldi che guadagno mi servono per aiutare i miei figli, fino a quando non saranno indipendenti”.

A Oserian si coltivano rose certificate Fairtrade, le cui vendite quindi generano il Premio Fairtrade che i lavoratori investono in progetti a loro scelta.
Il comitato per la gestione del Premio Fairtrade di Oserian ha scelto di investirne una parte nell’istruzione, finanziando borse di studio per i figli degli operai. La figlia maggiore di Monicah è una di quelli che ne ha beneficiato.
Ma non solo. Grazie al Premio Fairtrade, gli operai possono frequentare corsi di formazione, ad esempio sulla parità di genere e sul primo soccorso.

Monicah, ad esempio, è stata eletta dai suoi colleghi ‘rappresentante di genere’. In pratica, aiuta le persone a conoscere i loro diritti, in particolare riguardo alle molestie subite sul lavoro e a cosa fare in caso ne siano vittime.

“Offro consigli alle donne su come farsi valere. Ma non lavoro solo con le donne, anche gli uomini possono aprire i loro cuori. La vita è dura, ma la nostra felicità dipende dal modo in cui affrontiamo ogni cosa. E se facciamo tutto con coscienza, possiamo raggiungerla!”.

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