Con José, per conoscere i benefici delle banane Fairtrade

1 giugno 2018

José Jaramillo Vásquez è una persona franca e aperta: agronomo di formazione, da diversi anni lavora per le piantagioni di banane Ucrania ed El Antojo, in Colombia, nella regione di Urabà. Oltre alla formazione tecnica dei lavoratori, si occupa di tutto quello che riguarda la certificazione Fairtrade, incluso l’utilizzo del Premio in quanto membro del Comitato dei lavoratori e deputato a gestirlo. Da quel distretto, le banane (commercializzate da una grande azienda specializzata, Uniban) arrivano in Italia attraverso due importatori e vengono distribuite nei supermercati.

Il suo sorriso aperto e gentile ma anche la sua fermezza, hanno caratterizzato gli incontri a cui ha partecipato a metà maggio insieme ai soci di Coop Lombardia e ai ragazzi di una scuola media di Novara riuniti da Novacoop, hanno ascoltato la sua storia e quella delle aziende per cui lavora, dal 2004 all’interno del sistema Fairtrade. Urabà, il suo distretto, ha vissuto anni di violenza da parte dei gruppi armati e della guerriglia che ha tenuto in scacco la zona per molto tempo. Le sopraffazioni subite hanno lasciato dei segni difficili da dimenticare ma José guarda al presente con grande ottimismo, testimone dei cambiamenti in corso e della sicurezza sociale raggiunta dalle sue comunità anche grazie al Premio Fairtrade, quella somma aggiuntiva che i lavoratori sono chiamati a gestire a beneficio delle loro comunità e delle loro famiglie.

José a Novara, durante un’intervista

Che differenza trovi tra le piantagioni certificate Fairtrade e quelle che non lo sono?

Le differenze toccano diversi aspetti. Dal punto di vista ambientale, quelle Fairtrade sono molto controllate: ad esempio nelle piantagioni che seguo abbiamo un tecnico preparato all’uso e alla manipolazione dei materiali chimici che vengono utilizzati il meno possibile. Prevalentemente infatti agiamo a livello manuale per il controllo delle infestanti e delle malattie delle piante e solo quando è necessario li utilizziamo. Anche l’ uso dell’acqua è molto misurato. Il nostro approccio si basa sull’attenzione all’ambiente e alla salute dei lavoratori. Inoltre ci sono benefici anche a livello sociale ed economico.Sono gli stessi lavoratori, che si costituiscono in associazione o cooperativa, a gestire il Premio Fairtrade e a decidere come usarlo, focalizzandosi sul miglioramento delle loro vite, della famiglia e della comunità.

Migliori opportunità

Nel nostro caso, grazie al Premio, i bambini possono frequentare la scuola primaria, secondaria e l’università e possono accedere a tutte le professioni. Il Premio inoltre è indirizzato alla formazione e alla professionalizzazione dei lavoratori e delle donne, oltre all’istruzione scolastica. Molti ragazzi sono diventati infermieri, avvocati e amministrativi. Sosteniamo inoltre i finanziamenti per l’acquisto delle case o la ristrutturazione e microimprese create dalle donne che hanno potuto aprire attività commerciali. Abbiamo istituito anche ambulatori medici di cui possono usufruire anche persone che non lavorano o sono in stato di povertà e che sono malate. Allo stesso modo riusciamo anche a sostenere i costi di interventi chirurgici nei centri dove ci sono ospedali attrezzati in modo da fronteggiare diversi tipi di patologia.

Questa è la differenza fondamentale tra Fairtrade e non Fairtrade, tra avere il Premio e non averlo.

Cuadrado, giocatore della Juventus di origine colombiana, insieme alla gente di Urabà, il giorno dell’inaugurazione dello stadio a lui dedicato

Grazie a chi sceglie le banane Fairtrade

Grazie alle persone che comprano i prodotti con il marchio Fairtrade, i bambini possono andare a scuola e i giovani possono costruire il proprio lavoro. Questi ragazzi altrimenti non avrebbero avuto alcuna possibilità di studiare e sarebbero stati facilmente preda di gruppi armati o violenti. Ora invece ci sono giovani che hanno studiato, che sono preparati, che hanno molte opportunità. Anche lo sport è un’attività che abbiamo sviluppato grazie al Premio e che contribuisce a togliere dalla strada tanti bambini: il nostro lavoro è stato persino riconosciuto da un campione colombiano che gioca in Italia, Cuadrado, che proviene proprio dalla regione di Urabà e che ha fatto un’importante donazione per la costruzione di uno stadio di calcio. Quando le persone comprano le banane Fairtrade devono pensare che stanno aiutando famiglie e comunità che prima non avevano niente e che stanno promuovendo un cambiamento sociale nel mio paese.

José durante la visita a un ipermercato Coop. Dalle organizzazioni in cui lavora provengono le banane Fairtrade convenzionali commercializzate in Italia