Giornata internazionale del cacao: la formazione è la chiave per un futuro migliore

Nuovi dati sul Programma dedicato al cacao in Africa Occidentale parlano dei passi avanti fatti dagli agricoltori per superare le importanti sfide post-pandemia.

Rosine e le sue compagne della cooperativa Cayat in Costa D’Avorio. Fanno parte del West Africa cocoa program. ©Mohamed Aly Diabaté

L’ultimo rapporto di monitoraggio del Programma Fairtrade per il Cacao dell’Africa Occidentale (West Africa Cocoa Program – WACP) – giunto alla sua settima edizione – mostra che nel 2022 un numero di coltivatori di cacao mai visto prima ha partecipato a sessioni di formazione per  migliorare la produzione e la sostenibilità. Quasi 40.000 agricoltori – il 30% dei quali donne – appartenenti a 243 organizzazioni di produttori hanno partecipato alla formazione, con un aumento di quasi il 75% rispetto all’anno precedente.

Il successo del programma di formazione è attribuibile all’enfasi posta negli anni precedenti sulla “formazione dei formatori” presso le cooperative Fairtrade, con il risultato che nel 2022 più di 17.000 agricoltori sono stati formati dai loro colleghi. Il programma è stato cofinanziato da Fairtrade Africa, che ha anche sostenuto i nuovi formatori degli agricoltori nel tenere alcune sessioni.

I temi della formazione comprendevano le buone pratiche agricole, il cambiamento climatico, il lavoro minorile, la creazione di associazioni di risparmio e prestito nei villaggi, i sistemi di gestione interna, la governance e l’impegno dei soci.

I partecipanti e le partecipanti alla Women School of Leadership ricevono il diploma, durante l’edizione 2020. ©Fairtrade Africa.

Maggiori competenze e reddito migliorato

I partecipanti hanno anche riferito di aver aumentato le conoscenze e le competenze in cinque aree chiave: governance, gestione, uguaglianza di genere, prevenzione del lavoro minorile e rispetto degli standard Fairtrade. In Costa d’Avorio, i punteggi medi in tutte e cinque le aree sono aumentati da 3,7 nel 2018 a 4,1 nel 2022. In Ghana, con dati disponibili solo dal 2020, il punteggio medio è aumentato da 4,3 a 4,4.

“Nell’ambito del progetto Reddito dignitoso di Fairtrade, sono stato formato all’uso di un registro agricolo. Il mio tutor mi ha supportato nel compilarlo ogni giorno”, spiega Finda Kouadio Theodor, produttore di cacao presso la cooperativa CAPRESSA in Costa d’Avorio. “Ho anche partecipato a una formazione sull’inclusione delle donne nella gestione economica della famiglia. Mi ha permesso di capire che io e mia moglie siamo complementari e che devo fare affidamento su di lei per la gestione economica della nostra famiglia”.

Il rapporto evidenzia anche miglioramenti significativi in tutti e cinque gli indicatori, tra cui:

  • Il 97% di tutte le cooperative partecipanti in Costa d’Avorio e il 100% di quelle in Ghana dispongono di un sistema di gestione interna per gestire i dati organizzativi per la tracciabilità e la gestione dei rischi.
  • Praticamente tutte le cooperative utilizzano piani aziendali per guidare il processo decisionale – un aumento del 12% in Costa d’Avorio e del 33% in Ghana rispetto all’inizio del programma – con i manager che utilizzano i dati aziendali e le valutazioni dei bisogni in modo più strategico.
  • I servizi relativi alla diversificazione del reddito e alla sicurezza alimentare sono aumentati nel 2022, finanziati attraverso i fondi di soccorso e resilienza di Fairtrade COVID-19 e le risorse collettive delle cooperative stesse.
  • Quasi tutte le cooperative stanno adottando misure per coinvolgere maggiormente le donne e i giovani nella governance e nella gestione, con una nuova Accademia per giovani manager delle cooperative istituita in Ghana nel 2022.

Le cooperative hanno ottenuto un punteggio particolarmente buono per quanto riguarda la consapevolezza dei diritti dei minori nel 2022: 2,9 su 3,0 in Costa d’Avorio e 2,7 in Ghana.

“Abbiamo ricevuto sostegno e formazione, tra cui la gestione finanziaria e le associazioni di risparmio e prestito dei villaggi. I nostri membri hanno aumentato la loro cultura del risparmio, hanno apportato miglioramenti alle loro aziende agricole e hanno contribuito allo sviluppo della loro comunità. Fairtrade Africa ci ha anche aiutato a rafforzare le strutture comunitarie di protezione dell’infanzia, a sviluppare e implementare un robusto programma di sensibilizzazione sul lavoro minorile a livello comunitario e a valutare l’impatto del lavoro minorile sulla comunità”.

Mark Obese, responsabile dell’Unione Fanteakwa, certificata Fairtrade, in Ghana
Tre socie della cooperativa Cayat irrigano le piantine di cacao del loro vivaio. ©Mohamed Aly Diabaté

Un quadro tuttavia preoccupante

Tuttavia, nonostante queste notizie positive, quando si parla di vendite di cacao Fairtrade, il direttore esecutivo di Fairtrade Africa Isaac H. Tongola afferma che il quadro generale è “estremamente preoccupante”, con un’inflazione elevata e prezzi bassi che minacciano la sostenibilità futura del settore. Il 2022 ha visto un calo della redditività dal 93% all’87% rispetto al 2020.

Sebbene le vendite di cacao Fairtrade in Africa occidentale abbiano mostrato una ripresa rispetto al punto più basso del 2020, Tongola avverte: “Senza prezzi più alti e margini più elevati per le piccole organizzazioni di produttori e i loro soci, la maggior parte dei quali vive in povertà e molti in estrema povertà, non ci sarà un cacao sostenibile. La realtà è che dobbiamo aumentare le vendite a condizioni Fairtrade e il numero di partnership tra marchi, rivenditori e agricoltori”.

Nuove tendenze nel 2022

Nel 2022 il WACP si è allargato alla Sierra Leone, dove il numero di cooperative di cacao certificate Fairtrade è passato da sei nel 2019 a 19 nel 2022, mentre il numero di agricoltori certificati è salito da 14.801 a 35.184. La Sierra Leone ha ora un rappresentante Fairtrade dedicato che fornisce supporto e formazione agli agricoltori del Paese.

Fairtrade Africa ha identificato una serie di priorità per la Sierra Leone, tra cui la mappatura della geolocalizzazione, dato che attualmente solo una delle 19 cooperative certificate ha mappato completamente le aziende agricole dei suoi soci. La formazione si concentrerà anche sull’impegno dei soci, sull’eliminazione e sul monitoraggio del lavoro minorile, sull’aumento della produttività, sulla deforestazione e sul coinvolgimento di donne e giovani.

“Grazie a CAYAT e a Fairtrade Africa, attraverso la Women’s School of Leadership, ho ritrovato più che mai il gusto della vita. Ho più fiducia in me stessa, mi faccio valere molto di più, sono apprezzata da mio marito e dalla mia famiglia. Ho anche investito nell’avvio di un piccolo ristorante. Questo reddito aggiuntivo ci porta più certezze e tranquillità”.

Assi Ake Bekoin Rosine, socia della cooperativa CAYAT in Costa d’Avorio

Cauto ottimismo per il 2023 e oltre

Il rapporto di monitoraggio della WACP sottolinea che i prossimi regolamenti dell’Unione Europea sulla due diligence ambientale e dei diritti umani (HREDD) e il nuovo standard del cacao Fairtrade mettono i coltivatori in una buona posizione per agire su deforestazione, tracciabilità e trasparenza.

“Nonostante le sfide, sono ottimista per i coltivatori di cacao Fairtrade in Africa occidentale”, afferma Tongola. “È importante continuare a concentrarsi sull’aumento della quantità di cacao che le Organizzazioni di piccoli produttori vendono a condizioni Fairtrade e sul numero di esse che ha rapporti diretti con marchi e rivenditori”.

Leggi il Rapporto completo qui.

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