Produzione e consumi sostenibili in Europa e Asia

22 gennaio 2018

Due progetti finanziati dall’Unione Europea nei prossimi tre anni amplieranno il nostro impegno e la capacità di entrare in contatto con i consumatori e i produttori, con il mondo della politica, delle aziende e delle istituzioni.

Il team del progetto Trade Fair – Live Fair al lavoro nelle sale del Parlamento Europeo. Immagine © Fairtrade Italia

Aumentare consumi e produzioni sostenibili in Europa

Fairtrade International ha ricevuto un fondo di 5,8 milioni di euro dall’Unione Europea per implementare un progetto triennale intitolato Trade Fair – Live Fair. Partner del progetto altre 21 organizzazioni, tra cui: 8 Organizzazioni Nazionali Fairtrade (Fairtrade Italia, Repubblica Ceca e Slovacchia, Danimarca, Francia, Finlandia, Germania, Polonia e Regno Unito), il Fair Trade Advocacy Office (FTAO), la World Fair Trade Organization (con 8 organizzazioni associate) e Fashion Revolution.

Il progetto ha al centro l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 12 dell’ONU (Produzione e Consumo Sostenibile), e le attività saranno principalmente rivolte alla sensibilizzazione dei cittadini e dei politici europei. Il progetto svolgerà importanti attività di ricerca, e coinvolgerà in azioni concrete il settore privato.
I target che si vogliono raggiungere sono 290.000 cittadini Europei, 70 Membri del Parlamento Europeo, 25 amministrazioni locali, 4000 attori politici locali, nazionali ed europei, e 2000 società private.

“Questo progetto darà supporto ad oltre 20 realtà di commercio equo in tutta Europa. Mira a migliorare il coordinamento internazionale per le azioni di sensibilizzazione sulla politica e sul grande pubblico, a partire dai risultati che le ricerche congiunte indicheranno. Sarà molto importante per costruire la nostra abilità collettiva di coinvolgere sempre più persone nella causa del Commercio Equo e dei consumi sostenibili” – dichiara Sergi Corbalan, Direttore del Fair Trade Advocacy Office di Bruxelles.

Sempre più risultati in India, nuovi processi in Bhutan e Indonesia

Fairtrade International ha visto anche l’approvazione di un altro importante progetto da un milione di euro per supportare la diffusione dei prodotti Fairtrade in India. Insieme a Fairtrade India, alla Camera di Commercio del Bhutan, Fairtrade Germania e Max Havelaar Francia, in quattro anni il progetto mira a incrementare la consapevolezza dei cittadini delle grandi città indiane sul tema della sostenibilità – in particolare riguardo ai settori alimentazione e tessile.

Il progetto, in India, raggiungerà 400.000 consumatori delle fasce urbane, 50 scuole, 2 Università e 5 Business Schools, 10 aziende – grazie al programma Fairtrade@Work. In più, saranno coinvolte anche 4 città e 15 organizzazioni di piccoli produttori, che rappresentano 6.800 agricoltori in Bhutan, India e Indonesia.

“Questo progetto farà cambiare marcia alle attività di Fairtrade in India! E’ perfettamente allineato con il nostro lavoro di Fairtrade Marketing Organization (Fairtrade India, ndr) e ci fornirà le risorse sufficienti per aumentare l’impatto del lavoro fatto in questi due anni di avvio e costruzione del mercato per i prodotti sostenibili certificati Fairtrade in India” – ha detto Abhishek Jani, CEO di Fairtrade India.
“Non vediamo l’ora di sviluppare nuove filiere Fairtrade in India, ma anche di introdurre la certificazione Fairtrade per i produttori in nuove aree come il Bhutan. Svilupperemo anche la produzione di cacao in Indonesia. Il progetto intende anche aiutarci a raggiungere alcuni obiettivi chiave della Strategia 2016-2020 di Fairtrade International, come la creazione di nuovi mercati per i produttori dell’India, e anche lavorare più in sintonia con tutto il sistema di Fairtrade International: con il Network dei Produttori Fairtrade dell’Asia e del Pacifico (Fairtrade NAPP, ndr), e con le Organizzazioni Nazionali Fairtrade come Fairtrade Germania e Max Havelaar Francia”, ha aggiunto Jani.

I progetti sono finanziati rispettivamente dal programma DEAR (Development Education and Awareness Raising) e dal programma SwitchAsia della Commissione Europea.