Messico, primo bilancio dopo i terremoti

24 settembre 2017

Nelle scorse settimane il Messico è stato travolto da diverse scosse di terremoto. Le più gravi sono state quelle del 7 settembre, poco prima di mezzanotte con una magnitudine 8.2, e quella del 19 settembre alle 13.00, di magnitudine 7.1.

Nel primo caso l’epicentro è stato localizzato a 120 km da Città del Messico e ha coinvolto gli stati di Oaxaca (Isthmus e Tehuantepec) e Chiapas. Le istituzioni stimano circa 100 morti, 2.3 milioni di persone coinvolte e 5.000 edifici danneggiati, tra cui scuole, case, ospedali e chiese.

Per quanto riguarda il circuito Fairtrade, le scosse hanno colpito principalmente famiglie di cafetaleros nella zona della catena montuosa Sierra Madre del Sur, in Oaxaca, dove, alle pendici delle montagne, viene coltivato il caffè. Si parla di crolli di circa 500 case nelle organizzazioni. Tra queste anche UCIRI, storica cooperativa di coltivatori di caffè, collegata al fondatore del movimento del commercio equo Frans Van der Hoff. Nella regione di Zapotec vi sono stati molti danni e crepe alle case dei contadini, e vi sono timori di ulteriori crolli.

Se il primo terremoto ha colpito principalmente aree rurali, il secondo ha riguardato la regione centrale del Messico, in aree metropolitane dove vivono circa 20 milioni di persone. Anche in questo caso sono stati completamente distrutti degli edifici, scuole e case. Centinaia di persone sono state sepolte sotto i detriti.

Del network Fairtrade maggiormente coinvolte sono state delle organizzazioni di produttori di miele, agave e avocado. Sono arrivate notizie in particolare da una cooperativa dove è stato distrutto il centro di stoccaggio e le case di due soci, che sono state pesantemente danneggiate, presto saranno demolite dal governo.

Una volta che si sarà concluso lo stato di emergenza la Piattaforma Nazionale messicana di Commercio Equo del Messico raccoglierà con più precisione i danni in un report conclusivo.