1 Dicembre 2017

Si chiama come la grande torre che campeggia nello skyline di Milano, la Velasca, uno dei primi grattacieli a irrompere nella metropoli che voleva rialzarsi dalle macerie della seconda guerra mondiale, ma è “solo” una squadra di calcio.

A metterla in piedi un gruppo di artisti di provenienza franco italiana, uniti da due grandi passioni: quella per un calcio popolare e alla portata di tutti, che valorizzi le caratteristiche originarie e genuine di questo sport, al di fuori di un contesto eccessivamente competitivo; e quella per l’espressione artistica e per le cose fatte con cura, con attenzione all’estetica.

Due ambiti inconciliabili? Sembra di no per il Velasca calcio, una squadra che dal 2015, a Milano, porta in campo l’arte oltre alla prestazione sportiva: le divise sono progettate ogni anno da un artista diverso e ogni minimo dettaglio, dall’attrezzatura agli spogliatoi, dal segnapunti ai gadget sono pensati con un’attenzione all’immagine e al messaggio che dal campo da gioco si trasmette al pubblico e anche alla squadra avversaria.

E a questi due ambiti, quest’anno il Velasca ha deciso di aggiungerne un terzo: l’attenzione all’origine produttiva dei palloni che vengono impiegati durante il campionato. I calciatori del Velasca giocano infatti pulito con i palloni di Bala Sport certificati Fairtrade, cuciti a mano dai soci della cooperativa Bala, in Pakistan, uno dei principali produttori di palloni e articoli sportivi al mondo.

Se davvero il Velasca vuole candidarsi ad essere la terza squadra di Milano, con questa scelta passa sicuramente in prima posizione!

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