Signor Libero Mercato, sull’equità parliamoci chiaro

12 febbraio 2015

Harriet Lamb, CEO di Fairtrade International, tiene un blog sull’edizione inglese dell’Huffington Post, dove affronta temi importanti e che ci stanno a cuore con il suo inconfondibile stile di scrittura fresco e ironico.
Ecco la traduzione italiana del suo ultimo post, pubblicato il 9 febbraio (l’articolo originale, in inglese, è qui)

Signor Libero Mercato, sull’equità parliamoci chiaro
Di Harriet Lamb, 9 febbraio 2014

Perché siamo sempre così beneducati con mister Libero Mercato? Voglio dire, sicuramente è un “lui”, che porta con sé le più retrograde caratteristiche da macho: essere terribilmente pieno di sé e insensibile verso gli altri.

Eppure siamo così innamorati di Mr. Libero Mercato, talmente certi che sia l’uomo della nostra vita, che ci strusciamo addosso a lui lodandone i successi. Mostriamo la lista delle persone e dei Paesi che ha salvato – il che è sicuramente vero.

Ma quando abbiamo a che fare con i suoi fallimenti, siamo sopraffatti dalla timidezza. Li diciamo sottovoce, alziamo le spalle, giustifichiamo i limiti del povero, vecchio signor Libero Mercato:

“non è colpa sua, non può controllare tutto…”

“andrebbe tutto bene se solo non avessimo (scegliete pure la risposta che preferite o aggiungete la vostra) approfittatori/immigrati/pessimi governi africani corrotti/troppa burocrazia/ecc.”

“Beh, è vero che le disuguaglianze sono totalmente fuori controllo, che 80 persone gestiscono ricchezza tanto quanto metà della popolazione mondiale, che le grandi industrie farmaceutiche fanno più soldi curando i bianchi europei che sviluppando un vaccino per Ebola, che 14 milioni di coltivatori del nostro cacao ricevono solo il 3,5/6 per cento del prezzo di vendita di una tavoletta”

Siamo talmente beneducati che tremiamo al solo pensiero di enunciare questi fallimenti, figuriamoci se suggeriremmo correzioni a Mr. Libero Mercato!

Eppure, assodato che non è un Adone perfetto, perché non possiamo avere una conversazione matura? Dirgli con calma ciò che può o non può fare? Mettere dei limiti alla sua ambizione illimitata, la sua dipendenza dalla crescita, crescita, crescita a tutti i costi?

È normale: noi cerchiamo di aiutare i tossicodipendenti a controllarsi da soli, e Mr. Libero Mercato è un drogato della peggior specie. Abbiamo qualsiasi tipo di complicazione costituzionale per controbilanciare il potere di presidenti e capi di governo. Siamo d’accordo sul limitare i cittadini, sul fatto che non possano seguire tutti i loro istinti, uccidere, rubare o ferire. E avevamo anche una rete di leggi globali e aspettative sociali per le aziende.

Ma gradualmente, una ad una, abbiamo abbassato le asticelle normative e oggi lasciamo che Mr. Libero Mercato faccia ciò che vuole, inseguendo le sue ambizioni senza alcuna inibizione, senza riflettere. Pensa di essere superiore a qualsiasi controllo, perché noi glielo lasciamo pensare.

Ma poi, perché? Non è che possa abbandonarci e mettersi ad inseguire un altro pianeta. Non metterà il broncio rifiutandosi di comprare o vendere le cose. Perché anche lui ha bisogno di vendere e comprare, quindi ha bisogno che noi stiamo vivi. Non potrebbe resistere cinque minuti senza di noi. Perciò, perché ne siamo così spaventati?

Olivier De Schutter, co-presidente dell’International Panel of Experts on Sustainable Food Systems ed ex relatore speciale ONU per il Diritto al Cibo, lo spiega bene: “Per lungo tempo il tema del potere nella filiera alimentare è stato un tabù. Tuttavia, la necessità di incrementare la governance dei sistemi alimentari, per evitare che un piccolo gruppo di multinazionali agroalimentari abbiano una posizione dominante, è un tema che raramente viene associato ai summit internazionali sulle sfide della fame e della malnutrizione”.

Naturalmente abbiamo ancora controllo sul libero mercato a livello nazionale. Abbiamo leggi antitrust, contro la concorrenza sleale, sui salari minimi e sulla sicurezza sul lavoro, contro i pesticidi pericolosi. Ma Mr. Libero Mercato è andato oltre il giardino di casa nostra, cammina per le strade globali. E sembra che noi non riusciamo ad unire le nostre forze abbastanza per agire a questo livello globale.

Anzi, è proprio l’opposto: siamo troppo impegnati a metterci il nostro vestito migliore e a fargli gli occhi dolci perché esca con noi! “I miei lavoratori sono molto meglio dei suoi, e per di più costano meno! Non cercherò mai e poi mai di mettere alcuna tassa su di te, mio caro! Vieni da me, qui puoi usare quei pesticidi cattivi che sono illegali dalle altre parti! Vieni da me…”

Perché ci siamo scordati la nostra storia, i libri, le opere teatrali, i poemi? Di certo ricordiamo il messaggio centrale del Giulio Cesare di Shakespeare: che il potere corrompe e il potere assoluto corrompe in modo assoluto.

È arrivato il momento di dirgli in faccia: sei davvero bravo in molte cose, tesoro. Sei il migliore in tema di crescita, nessuno è come te. Ma stai ingrassando un po’ troppo, con tutte queste fusioni e acquisizioni. Non dovresti stare sempre alla ricerca della crescita ad ogni costo.

Ad un certo punto, tutti diventiamo grandi. Vogliamo metterci comodi con la nostra famiglia e i nostri vicini, godere dei momenti sereni della nostra comunità, prenderci cura dei nostri vicini anziani e degli amici malati, del giovane depresso e della madre single stressata, del senzatetto e del rifugiato, della coltivatrice di cacao che non ha una scuola nel suo villaggio e del coltivatore di caffè che combatte contro i cambiamenti climatici.

È vero: concentrarci di più sul prenderci cura degli altri non sempre aiuta l’economia a crescere nel breve periodo, e anzi potrebbe rallentarci. Ma queste persone ci aiuteranno ad essere più forti e più felici, più resilienti e sicuri. Una relazione sana ha bisogno di guardare più lontano.

Allora diciamo solo che vogliamo un equilibrio che ci assicuri che i più poveri e vulnerabili non restino indietro mentre il signor Mercato corre avanti. E se ci alziamo in piedi, e diciamo a Mr. Libero Mercato come stanno le cose, e che deve seguire queste regole globalmente e localmente, penso che si adatterebbe in fretta, e si calmerebbe un po’.

Potrebbe addirittura accorgersi che lavora meglio con queste nuove regole di mercato più eque.
Non sono ancora sicura che potrebbe conquistare il mio cuore… ma vale la pena provare.