Il lavoro minorile in accordo agli standard Fairtrade

25 ottobre 2017

Fairtrade International riconosce la distinzione dell’ILO tra manodopera minorile e lavoro minorile. In quest’ottica, non tutto il lavoro svolto dai bambini può essere classificato come manodopera infantile. È accettabile che i bambini possano svolgere del lavoro che non comprometta la loro salute e il loro personale sviluppo o interferisca con il diritto allo studio e che possa avere un impatto positivo sul loro sviluppo. Attività come l’aiuto dei genitori in casa o nei campi, svolte alla presenza di un adulto al di fuori dell’orario scolastico o durante le vacanze e che non causino sfruttamento o che non siano svolte in maniera clandestina non vengono considerate come sfruttamento della manodopera infantile.

Queste attività circoscritte a situazioni note, forniscono ai bambini competenze ed esperienza e li aiutano a diventare membri attivi della società nell’età adulta. Tuttavia, all’interno della famiglia e delle aziende più piccole, un bambino può svolgere lavori leggeri (ad esempio, un lavoro che non minacci la sua salute e sicurezza, ostacoli la sua educazione o che costituisca un orientamento o un corso di formazione per il lavoro) purché questo sia in linea con gli Standard Fairtrade in relazione al lavoro infantile, ovvero che i bambini non maneggino sostanze pericolose, chimiche o che eseguano compiti fisicamente pericolosi, che il lavoro non interferisca con la loro educazione o il loro benessere fisico, emotivo o psicologico e che siano controllati da un membro della famiglia o da una persona che li sorveglia.

Per ulteriori informazioni: https://www.fairtrade.net/fileadmin/user_upload/content/2009/programmes/2015-fairtrade-child-forced-labor-guidelines.pdf