Il Commitment di Fairtrade per i diritti umani nelle filiere

Abbiamo pubblicato il nostro Commitment sui diritti umani, chiarendo il nostro punto di vista sulle nostre responsabilità in questo ambito e incoraggiando le aziende a fare un salto di qualità nell’ambito della Human rights due diligence (HRDD).

Foto di gruppo alla Scuola di leadership femminile di Fairtrade Africa
Foto di gruppo alla Scuola di leadership femminile di Fairtrade Africa. ©Fairtrade Africa

Il Commitment è il risultato di tre anni di dialogo tra le persone che lavorano nell’ambito di Fairtrade in Africa, Asia-Pacifico, Americhe ed Europa. “Vogliamo riconoscere le nostre responsabilità sebbene siano ancora pochi coloro che si impegnano sulle policy per i diritti umani tra le Organizzazioni non governative e gli altri stakeholder” dice Maty Kinyua, presidente di Fairtrade International. Fairtrade lavora in luoghi e filiere che devono affrontare molte sfide sostanziali dal punto di vista dei diritti umani: povertà generalizzata, squilibri di potere e norme sociali discriminatorie. Fairtrade esiste per rafforzare i produttori e i lavoratori e per migliorare i loro diritti – attraverso un supporto continuo, la formazione agli agricoltori e ai lavoratori, la certificazione, le partnership, il lavoro di advocacy, di ricerca e di crescita della consapevolezza. E nonostante tutti questi sforzi, a volte sono state riscontrate violazioni dei diritti umani anche nelle filiere Fairtrade.

“Tutto il nostro lavoro ha l’obiettivo di mitigare, prevenire e rimediare alle violazioni dei diritti umani. Quando le aziende certificate Fairtrade violano i diritti umani contenuti negli Standard, cerchiamo di proteggere le persone colpite e di facilitare efficaci misure correttive, dice Tytti Nahi, responsabile del rapporto tra business e diritti umani al centro di eccellenza di Fairtrade sulla HRDD.

“Ci impegniamo ad allineare le nostre linee di condotta e i nostri processi ai Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani (UNGP). Per esempio, stiamo cercando di intraprendere un nuovo percorso che sfocerà, nel 2021, in una Valutazione d’impatto sui diritti umani di Fairtrade basata sugli UNGP”.

Rose fairtrade dal Kenia
Impacchettamento delle rose a Simbi Roses (Kenya). © Joerg Boethling/ TransFair e.V.

La richiesta di una regolamentazione obbligatoria

Fairtrade è un movimento fondato sui diritti umani e uno schema di certificazione. Le sue radici risalgono al 1988, all’iniziativa di comunità indigene messicane produttrici di caffè che volevano ricevere prezzi migliori per i loro prodotti. Oggi, metà del potere decisionale a Fairtrade è delegato ai network dei contadini di Africa, Asia e America Latina. “Lo sviluppo per noi non è un esercizio tecnico ma un processo di rafforzamento sociale e di redistribuzione del potere. Per questo aiutiamo agricoltori e lavoratori a organizzarsi, a intraprendere azioni collettive e a far sentire la loro voce nelle loro filiere e comunità” spiega Mary Kinyua. Fairtrade vede l’introduzione dell’obbligo di rispetto dei diritti umani che l’Unione europea e molti governi stanno portando avanti come un grande progresso. “L’obbligatorietà della Human rights due diligence può essere un reale punto di svolta nell’affrontare le violazioni dei diritti umani nelle filiere globali. Lavoriamo per sostenere questa linea. Per molti decenni, noi insieme ad altre organizzazioni per i diritti umani e ai sindacati, abbiamo esortato le aziende a stare attente ai diritti dei contadini e dei lavoratori. Finalmente, anche i governi lo stanno chiedendo”.

Xavier è produttore di banane per la cooperativa Appbosa (Perù). © Fairtrade Belgio

HRRD è una pratica di analisi, gestione e rendicontazione dell’impatto negativo che i processi e la catena del valore di una organizzazione potrebbe avere sui diritti umani. Da quando nel 2011 è stato raggiunto il consenso sui Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani (UNGP), alle aziende è stato richiesto un impegno crescente rispetto alla HRDD.
“Le policy attuali e le iniziative sono gravemente inadeguate a proteggere i diritti umani nelle filiere globali. La due diligence sui diritti umani e l’ambiente dovrebbe essere obbligatoria per le aziende” dice Nahi. Iniziative multistakeholders (come Fairtrade) possono allora supportare le aziende nella sua implementazione così come contadini e lavoratori nel reclamare i loro diritti. Lavoriamo per mettere in relazione contadini e lavoratori con le aziende e per sostenere entrambi nel mitigare i danni ai diritti umani, inclusi quelli all’ambiente, nelle filiere in cui lavoriamo”.

Libaniel De Jesus Trejos raccoglie la canna da zucchero
Libaniel De Jesus Trejos di Asopanela (Colombia) raccoglie la canna da zucchero. © Juan Manuel Muñoz / Fairtrade Italia

Una HRDD non formale ma sostanziale

Fairtrade si impegna a portare la voce, la conoscenza e le esperienze dei contadini e dei lavoratori a livello della discussione commerciale e politica sulla HRDD e a chiedere la creazione di pratiche e policy significative dal basso. “Molti gruppi di contadini temono che le aziende del Nord non riconosceranno le proprie responsabilità nella violazione dei diritti umani e ambientali e non agiranno di conseguenza ma eluderanno le aspettative della HRDD, ecludendo le persone più povere e includendo solo requisiti più severi nei loro codici di condotta, dice Konstantina Geroulaou, Social compliance coordinator per la Clac. “Questo escluderebbe dalle filiere molti contadini e lavoratori vulnerabili, senza che ne abbiano colpa”.

“Dobbiamo assicurarci che la HRDD cambi le relazioni di potere e renda contadini e lavoratori in grado di battersi per i loro diritti” sottolinea Marike de Peña, direttrice di Can, il gruppo dei tre network dei produttori Fairtrade. “La HRDD deve innescare un dialogo tra contadini, lavoratori e aziende nel Sud e nel Nord, investimenti nelle filiere per risolvere alla radice le sfide dei diritti umani e concorrere a una più equa ripartizione del valore nelle filiere”.


Il Commitment è solo l’inizio.

 

Questo post è stato pubblicato sul sito di Fairtrade International il 14 settembre 2020 – traduzione a cura dell’Ufficio comunicazione di Fairtrade Italia

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