Fashion Revolution: noi stiamo con gli agricoltori

In occasione della Fashion Revolution Week, facciamo sentire la nostra vicinanza agli agricoltori, ai lavoratori e ai produttori di cotone Fairtrade, che lavorano duramente per rispondere a una delle nostre necessità primarie, i vestiti.
Il network dei produttori Fairtrade di Asia e Pacifico (NAPP) ha tra i suoi soci 13 produttori di cotone in rappresentanza di più di 34000 agricoltori dell’Asia centrale e meridionale. Producono più del 90% di tutto il cotone Fairtrade: nel 2017 la produzione globale di cotone Fairtrade è stata di 52.763 tonnellate, delle quali 47.257 prodotte in India.

INDIA

Nell’Asia centrale e meridionale la stagione del raccolto è terminata in febbraio e la maggior parte del cotone grezzo è stato venduto dai produttori alle cooperative prima dello scoppio della pandemia. Tuttavia in India la stagione agricola sta per ricominciare e molti agricoltori sono preoccupati: temono che la preparazione della terra e la semina possano subire i ritardi della distribuzione dei semi o la scarsità degli stessi, che solitamente vengono distribuiti tra la fine di aprile e la prima settimana di maggio.

“I nostri agricoltori sono preoccupati che il lockdown possa continuare, impedendo la partenza della stagione agricola del cotone che inizia a giugno 2020. Per sollevare la tensione il nostro staff ha iniziato a visitare i villaggi per fare formazione sulle misure preventive contro la diffusione di Covid-19. Abbiamo distribuito 10.000 mascherine lavabili e 900 detergenti ai nostri agricoltori e alle loro comunità e ulteriori forniture sono in arrivo.”
Ishwar Illachezian, direttore della divisione tessile di Suminter India Organics.

Dimostrazione della procedura per lavarsi correttamente le mani. Aprile 2020, Suminter India Organics Pvt Ltd © NAPP / Fairtrade

La fase di sgranatura del cotone è attualmente completa al 50-75%. A seconda delle strutture, dal 25 al 50% del cotone (grezzo o sgranato) si trova ancora nelle sedi di produttori oppure negli impianti di sgranatura chiusi per l’isolamento. Mentre per i lavoratori giornalieri della sgranatura non c’è lavoro, le filature non riescono a far fronte agli ingenti debiti con le banche (buoni macchinari e altri accessori tessili). Molti contratti sono stati giù annullati o stanno per esserlo. Si teme che gli acquirenti arrivino a contrattare fino al 20-30% a causa del crollo dei prezzi e delle probabili controversie tra fornitori e acquirenti su chi dovrà sostenere i costi di sdoganamento causati dai ritardi.
Nonostante la filiera del cotone rimanga interrotta e il settore rischi di affrontare una recessione economica nei prossimi mesi, i produttori Fairtrade indiani si sono concentrati sulla fornitura di dispositivi protettivi e programmi di sensibilizzazione, prendendosi cura del benessere degli agricoltori e delle loro comunità:

  • I produttori agricoli di Chetna Organic (COAPCL), in partnership con una nuova fabbrica di abbigliamento in cotone biologico e Fairtrade di Krishnagiri, hanno iniziato a produrre mascherine per la distribuzione negli ospedali pubblici e in altre agenzie private che lavorano per affrontare la pandemia di Covid.
  • Con l’estensione delle misure di lockdown in India, una buona parte della popolazione è abbandonata, senza un riparo né cibo. L’azienda Anandhi Texstyles ha preso l’iniziativa di fornire un pasto al giorno a 1500 persone, per tutti i giorni rimanenti dei 21 previsti di quarantena.

PAKISTAN

In Pakistan e in Asia Centrale, la stagione della semina è iniziata a metà marzo ed è in crisi a causa della mancanza di manodopera dovuta ai lockdown nazionali. I prezzi sono calati del 10% e la domanda di cotone è diminuita a causa della cancellazione degli ordini da parte delle aziende di abbigliamento.
South Asia Sourcing, un’azienda pakistana che produce cotone, ha fornito ai propri agricoltori dei pacchi di viveri: a 200 famiglie sono stati distribuiti riso, legumi, farina, olio, latte zucchero, disinfettanti per le mani, mascherine e sapone.

“La diffusione del Coronavirus ha costretti i lavoratori giornalieri, i dipendenti e i piccoli negozianti a stare a casa, perdendo il loro reddito. Abbiamo sentito il bisogno di andar loro incontro nell’affrontare la crisi economica. Il nostro team sta pianificando anche altre attività di aiuto: non lasceremo soli i nostri agricoltori in questo momento difficile.”
Bilal Bajwa direttore di South Asia Sourcing (Pvt) Limited

Viveri per la distribuzione, South Asia Sourcing Pvt Ltd, Aprile 2020 © NAPP / Fairtrade

Alla guida del team di South Asia Sourcing che ha visitato un villaggio vicino e iniziato una campagna di sensibilizzazione con 83 famiglie di agricoltori, distribuendo i pacchi di viveri, c’è un giovane volontario:

“Come studente, mi sono messo a disposizione per portare avanti la campagna di sensibilizzazione, per preparare i pacchi e aiutare a raggiungere le persone che hanno bisogno del nostro aiuto durante questa catastrofe. Sono i piccoli gesti che contano, e ognuno di noi può fare la differenza.”
Muhamad Moeez Bajwa, giovane volontario per South Asia Sourcing

UNA FILIERA PESANTEMENTE COLPITA

Nell’Asia Centrale gli stock di cotone devono ancora essere spediti: il lockdown ha completamente interrotto i trasporti e molte aziende produttrici hanno ancora i magazzini pieni di cotone Fairtrade. I produttori si chiedono come farà il mercato a riprendersi l’anno prossimo e quali effetti avrà su di loro il calo della domanda. Gli impianti di filatura e di tessitura rimangono chiusi in tutti i paesi. I retailer e i brand hanno cancellato alle fabbriche del Bangladesh più di 2 miliardi di dollari di ordini. Il Paese è solo uno tra i tanti attori di una filiera globale pesantemente colpita dalla cancellazione o dilazione degli ordini da parte dei brand, i cui negozi rimangono chiusi in tutto il mondo. Anche gli esportatori di cotone si trovano davanti molte sfide, con tutte le unità produttive e i porti chiusi.
Il cotone è considerato un bene non essenziale e la recessione potrebbe portare a una diminuzione degli acquisti nei mercati oltreoceano e a un eccesso di rimanenze, fino all’interruzione dell’intera filiera.
I produttori di cotone in tutto il mondo, che sono milioni, saranno tra i più colpiti da questa situazione senza precedenti. Naturalmente l’agricoltura non è un lavoro che si può “fare da casa” e il lockdown continuato porterà non solo un calo della produzione ma una perdita di reddito e sicurezza alimentare per gli agricoltori e i lavoratori. La cancellazione dei contratti e la negoziazione dei prezzi lascia davvero poco spazio ai produttori di cotone per coprire anche solo le spese di produzione. Facciamo appello ai nostri partner e consumatori in tutto il mondo: continuate a promuovere un commercio sostenibile ed etico per consentire agli agricoltori e ai lavoratori che lavorano nel settore della moda etica di superare questa crisi.
Prendete parte alla Fashion Revolution chiedendo ai vostri brand preferiti #WhoMadeMyClothes: vogliamo pratiche più eque e filiere tracciabili, etiche e trasparenti.

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