Fairtrade: gli Standard li cambiamo insieme

Ecco come avviene il processo di revisione delle regole a cui devono attenersi produttori e aziende. 

Cambiamento climatico, nuove tecnologie, sostenibilità – il commercio globale è cambiato negli ultimi 10 anni e i produttori si trovano ad affrontare sfide senza precedenti. Come fanno gli Standard Fairtrade a tenere il passo? Come facciamo ad essere sicuri che le regole siano eque, sostenibili e riflettano il punto di vista degli stessi agricoltori?
La risposta è: noi chiediamo. Quando è il momento di rivedere uno dei nostri Standard – sia per i piccoli produttori, le piantagioni o le aziende di commercializzazione e per tutti i prodotti che certifichiamo – facciamo partire un processo di consultazione per raccogliere i pareri e i punti di vista dei nostri stakeholder.
Chi sono questi stakeholder? Sono contadini, lavoratori, aziende che comprano, trasformano e vendono prodotti Fairtrade. Ma ci sono anche persone comuni che hanno a cuore un commercio più giusto!

Abbiamo chiesto ad Alina Amador, responsabile degli Standard a Fairtrade International, di rispondere alle domande più scottanti sul nostro processo di revisione degli Standard.

Perché Fairtrade apre delle consultazioni quando sta rivedendo e aggiornando gli Standard? Chi può partecipare?

Le consultazioni sono un modo per permettere agli stakeholder – le persone e le organizzazioni che devono rispettare e implementare gli Standard – di dare degli input. In questo modo coloro che sono oggetto degli Standard possono far sentire la loro voce: produttori, consumatori, aziende che si riforniscono di materie prime Fairtrade.

Alina Amador, responsabile Standard di Fairtrade International

Che forma assume una consultazione tipica?

Quando inizia una consultazione, lo Standard team di Fairtrade International contatta tutti gli stakeholder che producono, commercializzano o vendono i prodotti interessati, altre organizzazioni appartenenti alla società civile, gli esperti del prodotto e altri. Seguiamo le nostre procedure operative nel rispetto del Codice ISEAL sulle buone pratiche per mettere a punto Standard di tipo sociale e ambientale.
Di solito facciamo un primo giro di consultazioni che dura dai 30 ai 60 giorni, a seconda delle dimensioni del progetto. Se il primo giro di consultazioni non porta un indirizzo chiaro in favore di una scelta, ne organizziamo un altro di circa 30 giorni. Per i nuovi standard facciamo sempre il secondo giro.
Ci sono diversi modi in cui gli stakeholders possono darci input durante le consultazioni. I 3 network regionali dei produttori e il nostro Standard team organizzano workshop di consultazione o webinar per sollecitare input da parte dei produttori. Le 19 organizzazioni nazionali Fairtrade possono anch’esse organizzare incontri con i loro stakeholder, come le aziende che comprano materie prime Fairtrade per utilizzarle nei loro prodotti confezionati. Altri stakeholder, incluso il pubblico, possono partecipare alle nostre consultazioni aperte compilando una form pubblica e scrivendo allo Standard team.

Come utilizzate gli input e chi decide?

La nostra Comissione Standard rivede e prende la decisione finale sulla base delle proposte di revisione. La Commissione è composta da rappresentanti dei network dei produttori, aziende e organizzazioni nazionali Fairtrade che portano il punto di vista dei loro mercati. Una volta terminato questo processo, il documento viene aggiornato e pubblicato sul nostro sito. I network dei produttori ci aiutano a comunicare i cambiamenti ai produttori della loro regione mentre le organizzazioni nazionali Fairtrade comunicano le informazioni più importanti ai loro partner commerciali.

Una riunione della Commissione Standard di Fairtrade International

Covid-19 ha comportato un cambiamento in questo processo?

L’impatto principale della situazione attuale è stato quello di non poter coordinare workshop di consultazione con i nostri network a causa delle restrizioni ai viaggi e della limitata possiblità di raccogliere gruppi numerosi. Stiamo ora investendo di più nella produzione di video e nel rendere accessibili gli strumenti di consultazione. I network hanno anche contribuito a facilitare gli webinar online per dare maggiori opportunità alle organizzazioni di produttori durante questo periodo.

Un altro fattore importante è che l’attenzione di molte organizzazioni e compratori è stata deviata dalla pandemia e ci siamo trovati di fronte a molti casi in cui era in gioco la sopravvivenza. In questo modo si è ridotta la possibilità di partecipare appieno a una consultazione sugli Standard. Per questo, molti progetti di revisione sono stati posticipati a quando la situazione sarà risolta o diventerà più gestibile. D’altro canto, l’anno appena trascorso ci ha insegnato molto sulle modalità per organizzare consultazioni virtuali e ha sottolineato la necessità di trovare nuovi modi che potremmo continuare anche dopo Covid per permettere anche una maggiore partecipazione in futuro.

Quali sono alcune consultazioni recenti o attuali che stanno andando avanti? Quali sono i temi principali?

Abbiamo tre consultazioni attive ora e una che abbiamo chiuso in dicembre, alcune delle quali riguardano problemi davvero importanti specialmente legati al nostro crescente impegno verso il salario e il reddito dignitoso. Gli Standard sono uno dei modi in cui possiamo lavorare su questo insieme ai servizi per le organizzazioni di produttori, ai programmi specifici, alle partnership e alle azioni di advocacy.

 

Qui trovi le informazioni per saperne di più su come Fairtrade lavora sui propri Standard e qui i progetti in corso.

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