Fairtrade e la due diligence sui diritti dell’uomo e dell’ambiente

Dalla pandemia globale da Covid-19 alle continue battaglie per la giustizia razziale e l’equità di genere. Dalle sfide climatiche che rompono gli equilibri mondiali alle fughe degli sfollati dalle aree di crisi. È chiaro che la lotta per la dignità di tutti gli esseri umani è lontana dalla soluzione.

Grazie al Premio Fairtrade presso la cooperativa Kavokiva è stata finanziata la costruzione della scuola primaria e l’acquisto di materiali scolastici (Foto: Marie-Amélie Ormières)

Queste battaglie hanno sollevato molte domande sui ruoli e sulle responsabilità dei diversi attori.

Perché alcune imprese continuano nell’uso pervasivo di vaste e opache reti di fornitura, mettendo al primo posto l’efficienza dei costi e del tempo rispetto alla sostenibilità e alla trasparenza? Come possono i governi adempiere alle loro responsabilità nel proteggere i diritti umani? Qual è il ruolo di iniziative private, come Fairtrade, il cui lavoro consiste nell’elaborare Standard?

È questo lo sfondo della nuova pubblicazione di Fairtrade “Come Fairtrade mitiga le violazioni dei diritti umani nelle catene di fornitura globali?”

La pubblicazione presenta tre casi-studio sulle fondamentali sfide dei diritti umani che riguardano il lavoro di Fairtrade:

• Dare un reddito dignitoso ai piccoli produttori agricoli e ai lavoratori dell’Africa Occidentale;
Prevenzione al lavoro minorile nelle piantagioni di canna da zucchero in Belize;
• Affrontare le implicazioni del cambiamento climatico nella produzione del caffè in America Centrale.

La pubblicazione riflette anche su come Fairtrade si posiziona rispetto all’approccio della due diligence sui diritti umani e sull’ambiente.

– Fairtrade è solo uno spuntare le caselle, ovvero una verifica di alcuni requisiti, oppure è un processo di miglioramento continuo? – La seconda
– Ci sono delle prove di come Fairtrade faccia avanzare nell’ambito dei diritti umani? – Si, lo dicono ricerche indipendenti
– Fairtrade riconosce dove ha margini di miglioramento? – Si
– La HREDD serve anche alle aziende che già lavorano con Fairtrade? – Si

Infine si tratta il tema di come Fairtrade può supportare le aziende del sud e del nord globale in ogni passaggio nel loro lavoro nell’ambito della HREDD.

Lavoratrice nell’organizzazione El Guabo, ecuador (Foto: Eduardo AbracÌos Bluhm)

Cercasi confronto con i contadini e i lavoratori

Questa selezione di articoli è immediatamente successiva all’Impegno di Fairtrade per i Diritti Umani (Fairtrade’s Human Rights Commitment), pubblicato nel 2020.

Oggi interpretiamo con le nuove lenti della due diligence il nostro modo di verificare e comunicare l’impatto che produciamo nell’ambito dei diritti umani e dell’ambiente. E, ça va sans dire, abbiamo molto da offrire – e da imparare- per affrontare le sfide che riguardano i contadini, i lavoratori e le loro comunità.

Molte minacce che riguardano i diritti umani sono trasversali, perché sono profondamente radicate nella povertà, nella discriminazione e nelle disuguaglianze. Ad esempio il tema del lavoro minorile nelle piantagioni di canna da zucchero in Belize, non può essere disgiunto dalla povertà educativa e dalla scarsità di opportunità lavorative.

Le malattie delle piante del caffè generate dal cambiamento climatico riducono le possibilità di sopravvivenza di intere comunità e contribuiscono ai flussi migratori nelle Americhe. La mancanza di potere contrattuale dei coltivatori di caffè spinge i bambini a lavori pericolosi. In tutti i casi, le violazioni dei diritti umani e ambientali minacciano non solo le generazioni attuali, ma anche quelle future.

Uno dei punti principali della pubblicazione, e dell’impegno di Fairtade nella HREDD, è l’esigenza di dialogo con i contadini e lavoratori, i nostri rightsholder. Senza un loro contributo, l’HREDD resta solo un esercizio di greenwashing.

Nella pubblicazione leggerete di donne, giovani, piccole comunità di agricoltori che diventano padroni del proprio futuro e collaborano con i pari nelle pratiche agricole sostenibili, nei diritti dei lavoratori, nel lavoro minorile e per prezzi più giusti.

Per noi tutto questo è resilienza, curiosità, energia, compassione e ispirazione.

La strada però è ancora lunga. La storia insegna che ogni battaglia è frutto di un’aspra conquista e può essere persa facilmente. Nessuna legge, neanche quelle che, con le migliori intenzion,i vorrebbero rendere la HREDD obbligatoria per le aziende apporterà automaticamente benefici per le persone più vulnerabili delle filiere agricole globali.

Per questa ragione Fairtrade svolge un lavoro di advocacy, per fare in modo che i lavoratori più vulnerabili non siano maltrattati dalle filiere globali.

Diffondiamo questa pubblicazione nello spirito del continuo miglioramento che suggeriscono gli UNGPs.

 

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