FAIRTRADE E GLI ACQUISTI PUBBLICI

7 marzo 2018

Gli acquisti pubblici offrono una significativa opportunità per applicare le strategie nazionali di sviluppo sostenibile attraverso i governi.

In Europa, un numero sempre crescente di enti hanno scelto di integrare i criteri di Commercio equosolidale nelle loro politiche di acquisto e nelle gare d’appalto.

In Italia la nuova normativa unificata dei contratti pubblici (c.d. codice degli appalti), prevede che le Pubbliche Amministrazioni contribuiscano al conseguimento degli obiettivi ambientali previsti dal Piano di Azione Nazionale per il Green Public Procurement attraverso l’inserimento, nella documentazione progettuale e di gara, delle specifiche tecniche contenute nei Criteri Ambientali Minimi (CAM) adottati dal Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare.

Per quanto riguarda l’acquisto di derrate alimentari per mense scolastiche e altri servizi di ristorazione collettiva, i CAM prevedono l’utilizzo di prodotti del Commercio Equo nella categoria dei prodotti esotici (banane, cacao, caffè, zucchero, ananas). Vengono così ammessi i prodotti certificati da organizzazioni riconosciute a livello internazionale, come Fairtrade International, e presenti a livello nazionale (Fairtrade Italia).

Diverse pubbliche amministrazioni stanno portando tra i banchi di scuola e nelle mense banane Fairtrade e altri prodotti.

Una scelta doppiamente importante: in termini di impatto sui Paesi produttori, perché contribuisce ad aumentare la sostenibilità delle loro coltivazioni; in termini di consapevolezza pubblica, perché sensibilizza concretamente le nuove generazioni al consumo responsabile.

In questo modo, oltre a fornire un servizio, le amministrazioni assolvono al ruolo educativo nei confronti dei cittadini, verso un percorso di sostenibilità nella produzione e nel consumo.