Con il premio Fairtrade si preserva anche la foresta

20 gennaio 2018

Che cos’è il Premio Fairtrade? Come viene gestito dalle organizzazioni e dalle aziende che fanno parte del nostro sistema? Si tratta di una somma pagata ai produttori che si aggiunge al pagamento del Prezzo minimo Fairtrade. L’utilizzo del Premio è vincolato agli investimenti per lo sviluppo delle organizzazioni, al rispetto dell’ambiente, alla comunità o allo sviluppo sociale ed economico dei lavoratori e delle loro famiglie (nel caso di organizzazioni che non siano cooperative). L’uso del Premio è democraticamente deciso in assemblea, nel caso di cooperative di produttori, o da un Comitato dei lavoratori, nel caso delle imprese.

Yolanda Elizabeth Gutiérrez Alvarado, lavoratrice migrante dal Nicaragua, raccoglie il caffè da una cooperativa affiliata a Coopeagri

L’esempio di Coopeagri

Coopeagri è stata fondata il 25 novembre 1962 come un’alternativa per i piccoli e medi produttori di caffè nella regione di Perez Zeledon, in Costa Rica. Dalla sua fondazione, la cooperativa si è notevolmente evoluta a livello tecnologico, di diversificazione, di pratiche produttive e di sviluppo alternativo per i suoi membri. L’organizzazione è stata certificata Fairtrade dal 1994 ed esporta i propri prodotti anche in Italia (zucchero e caffè). Attualmente, Coopeagri ha più di 10.000 membri e gestisce 20 tipologie di business, focalizzati sull’eccellenza dei suoi prodotti destinati sia al mercato locale che internazionale. Come tutti i pionieri, Coopeagri ha guidato la crescita economica nel sud del Costa Rica. Dal 2006, l’organizzazione ha cominciato a gestire un programma di protezione per il bacino del fiume Penas Blancas sulla base delle risorse del Premio Fairtrade, come stabilito dall’Assemblea generale. E’ un progetto ambientale che cerca di proteggere 200 ettari di foresta collocati lungo il bacino del fiume.

I produttori beneficiati

Il progetto ha comportato l’investimento di più di 150 mila dollari che hanno beneficiato direttamente i 150 produttori che lavorano all’interno dell’area protetta. In aggiunta al progetto di protezione, sono stati riforestati 342 ettari, sono stati piantumati più di 200 mila alberi lungo il fiume e sono stati prodotti 93 mila quintali di fertilizzante biologico, grazie ai sottoprodotti dello zucchero di canna e del caffè (gli scarti della lavorazione). In modo solidale, Coopeagri ha anche condiviso le risorse del progetto con l’associazione degli acquedotti rurali nelle comunità di Santa Elena e Quizzarra, includendo altri 500 beneficiari e l’intera comunità circostante.

Il riverbero ambientale raggiunto da questo progetto ha attraversato la cooperativa al punto che l’Assemblea generale sta definendo i bisogni per quanto riguarda l’uso di tecnologie ecologiche nella gestione delle acque, con la possibilità di riutilizzare il 70% dell’acqua dell’organizzazione. Il miglioramento di questa tecnologia assicura l’accessibilità all’acqua per lavorare lo zucchero di canna nel mulino, proteggendo la flora e la fauna e migliorando i corridoi ecologici.

E’ importante ricordare che con questo progetto, sviluppato grazie ai fondi del Premio Fairtrade, è stata piantumata un’area di 200 ettari ma che grazie alla cooperativa e al suo lavoro con il ministero dell’ambiente del Costa Rica l’iniziativa ha raggiunto anche altri agricoltori per un totale di circa 9900 ettari di terra protetta all’interno della regione.