18 Marzo 2020

Ecco alcune storie di donne che stanno reclamando i loro diritti, in un mondo dominato dagli uomini.

Généviève

Sono le 5 del mattino e Généviève è già sveglia. Spazza il cortile di casa, prepara la colazione per la sua famiglia, poi prende un machete e va nel campo, dove i frutti del cacao stanno maturando sugli alberi in attesa della prossima raccolta.

Généviève non è la solita contadina… in un Paese in cui una persona su sei dipende dal cacao per vivere, incontrarne una che possiede e gestisce il suo appezzamento di terra è piuttosto inusuale.

“Qui se non sei coraggiosa, non puoi possedere una tua azienda agricola”.

Ci vuole molto coraggio perché coltivare cacao in Costa d’Avorio significa vivere in media con circa 83 centesimi al giorno, a causa delle speculazioni del mercato mondiale.

E le donne sono ancora più svantaggiate, perché non godono degli stessi diritti degli uomini.

Généviève e le altre coltivatrici di cacao

Da tempo Fairtrade si sta impegnando per un reddito dignitoso per i piccoli produttori di cacao (uomini e donne) affinché gli agricoltori possano offrire uno standard di vita dignitoso a se stessi e per le loro famiglie. A tal fine, l’anno scorso, abbiamo aumentato il Prezzo Minimo per il cacao del 20 per cento.

Quest’anno si sono visti i primi risultati: le vendite di cacao certificato Fairtrade della Costa d’Avorio nel quarto trimestre del 2019 hanno fatto guadagnare 15,1 milioni di dollari in più (13,8 milioni di euro) rispetto al cacao non Fairtrade.

Fairtrade, inoltre, sostiene le donne coltivatrici di cacao affinché assumano la leadership al pari degli uomini: gli standard assicurano che le donne possano esprimere la loro voce nella comunità, prendere parte alle decisioni e beneficiare del maggiore valore generato dalle vendite a condizioni Fairtrade.

Anne-Marie

Anne-Marie è la direttrice regionale del cacao Fairtrade per la Costa d’Avorio e il Ghana.

“Il prezzo del cacao è una catastrofe. Le vite di milioni di persone sono colpite dal calo dei prezzi. Le persone devono chiedere prestiti per mandare i propri figli a scuola e quelli che non li ottengono non possono garantirgli un’istruzione. Ci sono anche conseguenze sulla salute e sulla nutrizione“, racconta.

“È fondamentale coinvolgere maggiormente le donne ed includerle nello studio di un reddito dignitoso perché sono loro a prendersi cura della famiglia. Per loro, le esigenze dei loro figli vengono prima di tutto”.

Rosine

“Oggi, molte donne non hanno ancora capito cosa significa rivendicare i propri diritti e prendere il comando. Pensano di non poterlo fare, che tutto deve prima passare dai loro mariti. Invece anche noi donne siamo a capo delle nostre famiglie. Se abbiamo dei risparmi possiamo anche essere il capofamiglia“.

Ma l’amara verità è che fino a quando il prezzo del cacao non aumenterà in modo sostanziale, queste donne non potranno avere la qualità di vita che meritano.

Un reddito dignitoso per tutti i coltivatori di cacao, non solo per le donne, è un modo efficace per combattere la povertà e ridurre le enormi disuguaglianze dell’industria del cacao, rendendo così l’intero settore più solido.

“Poter vivere grazie al nostro lavoro non è chiedere troppo, è ciò che tutti meritiamo. E ci vuole coraggio per riuscirci”, dice Rosine.

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