7 donne Fairtrade: la storia di Wendy

Ci avviciniamo alla Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, proponendovi alcune  storie di donne eccezionali che lavorano nelle aziende agricole e nelle comunità Fairtrade.
Oggi incontriamo Wendy Marianella Rodriguez che, dopo essere fuggita da un ambiente violento e in preda al traffico di droga nel Nord del Perù, è tornata a lavorare in una cooperativa Fairtrade di cacao, Acopagro

Wendy Marianella Rodriguez. Copyright Acopagro – Cooperativa Agraria Cacaotera

 
Ogni mattina Wendy sale in sella alla sua moto, saluta sua figlia Zoe e il marito Hernan e si avventura tra le strade impervie della sua regione, San Martin, nel cuore amazzonico del Perù. Il suo compito è quello di andare a trovare i soci di Acopagro, la cooperativa di produttori di cacao biologico che da 20 anni lavora per sottrarre alla povertà i suoi membri. Raggiungerli non è semplice: la cooperativa ha sede a Juanjui ma i suoi 2100 soci vivono nella foresta e sono sparsi in tutta la regione. Qualche volta, il solo modo di andare da un posto all’altro è quello di prendere una delle barche a motore che risalgono il fiume Huallaga. Ma Wendy trova sempre il modo per raggiungerli. Per molti di loro, è lei la voce della cooperativa. È lei a confortarli nei momenti difficili, ad ascoltare i loro problemi, a motivarli nel partecipare al lavoro associativo, a non arrendersi. E’ responsabile Fortalecimiento (letteralmente “Rafforzamento”) e si occupa proprio di raccogliere i loro bisogni in modo che trovino risposta nelle attività decise dall’Assemblea generale della cooperativa, dove si decide come spendere il Premio Fairtrade.

Dalla coca è fiorito il cacao

Grazie a Fairtrade, da pochi anni hanno l’elettricità in casa anche se ancora non è arrivata l’acqua corrente. Wendy ricorda come la vita delle persone, 22 anni fa, fosse in preda alla paura. Quando Acopagro è nata, qui esisteva soltanto il narcotraffico e, al posto del cacao, crescevano piantagioni sterminate di coca destinata al mercato della droga che finanziava i gruppi terroristici nazionali. Le famiglie erano completamente in balia del commercio illegale ed erano vittima di violenza e intimidazioni. Nessuno può capire meglio di Wendy come si viveva: “Un giorno è entrato a casa mia un gruppo armato. Ero piccolissima e tra le urla di mia madre, mio padre è stato sequestrato e in seguito ucciso dai terroristi. Lavorava per una banca locale dove circolava denaro riciclato dal narcotraffico”.
Questa esperienza così traumatica e l’esempio di sua madre che poi da sola ha cresciuto le due figlie tra mille sacrifici, hanno segnato profondamente la vita di Wendy. “Grazie a mia madre ho potuto studiare e per qualche anno mi sono allontanata da Juanjui, un luogo che aveva portato tanta sofferenza nella mia famiglia”.

Ritorno a Juanjui

Ma ad un certo punto, Wendy ha sentito il bisogno di tornare e di affrontare il suo passato. L’incontro con Acopagro è stato fondamentale per recuperare fiducia e capire che c’era un’alternativa positiva alla violenza portata dal narcotraffico. La cooperativa è stata creata infatti grazie a un progetto delle Nazioni Unite che, alla fine degli anni ’90, ha portato alla conversione dei terreni coltivati a coca a coltivazioni di cacao biologico. Acopagro negli anni è cresciuta: “Grazie al cacao acquistato a condizioni Fairtrade, possiamo offrire ai nostri soci progetti in ambito sociale e sanitario e assistenza tecnica per le coltivazioni, spiega Wendy.Lo scorso anno abbiamo coinvolto 1600 soci in una campagna oculistica e 950 donne nostre socie hanno potuto partecipare a una campagna medica per la prevenzione del cancro all’utero. In un territorio come il nostro, segnato dalla violenza e dal machismo, il lavoro che riusciamo a fare è davvero fondamentale per questa gente”.
 

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