9 Maggio 2019

Fairtrade, insieme ad altri schemi di certificazione che promuovono un controllo sull’uso dei pesticidi, ha creato un’app che aiuta i contadini a ridurre l’uso di fitofarmaci altamente tossici, fornendo informazioni importanti e suggerendo alternative meno tossiche o non-chimiche.

In un mondo in cui ogni anno si consumano due milioni di tonnellate di pesticidi e 25 milioni di lavoratori del settore soffrono di avvelenamento accidentale, la nuova app, che si chiama Pesticides and Alternatives, porta informazioni scientificamente corrette direttamente sul telefono dei coltivatori e dei manager delle piantagioni nei Paesi in via di sviluppo. In questo modo diventa facile identificare i metodi di controllo meno tossici per ciascuna coltivazione e malattia. Contiene informazioni sulle alternative per controllare 2700 parassiti e malattie senza l’uso di sostanze chimiche, basandosi sulle risorse e le conoscenze del CABI.

Gli agricoltori possono anche cercare e informarsi sulle restrizioni ai fitofarmaci di nove schemi di certificazione, incluso naturalmente Fairtrade. In questa sua prima release, l’app contiene informazioni sulla tossicità dei pesticidi usati per le principali coltivazioni e i principali parassiti di Messico, India, Brasile, Colombia e Kenya. Sono informazioni ricavate dai documenti delle autorità di governo, dagli accordi internazionali e/o da istituzioni accademiche.

Gli Standard Fairtrade includono severe restrizioni sull’uso e la gestione dei pesticidi, tra cui il fatto che gli agricoltori ricevano formazione sui metodi non chimici di controllo dei parassiti. Con la nuova app, i piccoli agricoltori e i manager delle piantagioni con più facilità troveranno alternative ai più di 200 pesticidi pericolosi vietati dagli Standard Fairtrade. Molti produttori Fairtrade sono anche bio e seguono standard ancora più restrittivi – per esempio circa il 60% di tutte le banane Fairtrade sono anche bio.

L’app può essere scaricata da GooglePlay o da App Store. È inoltre disponibile un video che ne spiega il funzionamento in inglese, spagnolo e portoghese.

Lo sviluppo dell’app è stato possibile grazie al Fondo per l’innovazione di ISEAL (sostenuto dal Ministero dell’Economia Svizzero), il supporto scientifico del Centro Integrato per la Protezione delle Piante dell’Università Statale dell’Oregon, la facilitazione dei dati da parte di CABI e la collaborazione della IPM (Integrated Pest Management) Coalition: Better Cotton Initiative, Bonsucro, Fairtrade, Forest Stewardship Council, GEO Foundation, Global Coffee Platform, Rainforest Alliance, Roundtable on Sustainable Biomaterials, Sustainable Agriculture Network (SAN).

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