Le responsabilità vanno condivise

2 febbraio 2018

E’ importante condividere le responsabilità lungo la catena di fornitura, anzi, si può dire sia il pilastro del sistema Fairtrade dove a operare scelte per migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei produttori nei paesi in via di sviluppo sono chiamati gli stessi produttori, le aziende, i consumatori.

Lo ribadisce il Coordinamento dei produttori dell’America Latina e dei Caraibi (CLAC), chiamando a collaborare tutti gli attori della filiera del caffè di commercio equo per contrastare lavoro minorile e proteggere i bambini anche attraverso una partnership con i governi, la società civile e le comunità.

Gli obiettivi della CLAC

L’obiettivo del lavoro della CLAC è quello di promuovere il lavoro familiare sostenibile includendo i giovani che lavorano nei campi. Nello stesso tempo, vuole tutelare i bambini da qualsiasi forma di lavoro che possa privarli della loro infanzia, possa impedire il loro potenziale di crescita o la loro dignità e metterli in guardia da un tipo di lavoro che potrebbe compromettere il loro sviluppo fisico o la loro dignità o potrebbe interferire con il loro percorso scolastico. In accordo con le definizioni date  dall’Organizzazione Internazionale del lavoro, queste modalità rientrano nel lavoro minorile.

Una filiera a rischio

La CLAC è consapevole che il lavoro minorile è presente nel settore agricolo e che il caffè è una delle aree ad alto rischio, come ha rilevato il Dipartimento del lavoro degli Stati Uniti. Il problema è complesso e causato da molti fattori e richiederebbe risposte da più parti, alcune delle quali devono essere date dalle organizzazioni dei piccoli produttori. Altri aspetti richiedono profondi cambiamenti nelle strutture socioeconomiche nelle quali i coltivatori di caffè lavorano e vivono.

In accordo con gli standard sul lavoro minorile, la questione centrale è quella di aumentare la consapevolezza, comprendere le regole e le motivazioni per cui vengono fissate; tuttavia, il problema è anche quello di essere capaci di adempiere agli standard citati. Molte famiglie di coltivatori non hanno il reddito sufficiente per la loro sussistenza e da questo deriva la necessità di coinvolgere nel lavoro membri della famiglia o bambini.

Al cuore del problema

Complessivamente, Fairtrade ha l’obiettivo di creare opportunità per i contadini in modo da aiutarli a superare le cause del lavoro minorile e di altre condizioni di lavoro non dignitose che spesso sono all’interno della catena di fornitura del caffè. Per raggiungere questo scopo,  tutti gli attori che hanno a che fare con la filiera devono prendere le proprie responsabilità.

La CLAC lavora per costruire competenza e aumentare la consapevolezza sul problema, in particolar modo sulla differenza tra il lavoro minorile e il lavoro consentito, assicurando la protezione dei bambini e dei giovani. Nello stesso tempo,  promuove il dialogo e il riconoscimento del lavoro minorile con le organizzazioni di piccoli produttori, analizza i rischi relativi al fatto di non rispettare gli standard, cerca di riflettere insieme a loro sulle cause più importanti del lavoro minorile (nel contesto dell’organizzazione) e di supportarli nello sviluppare proposte per la riduzione del rischio; crea collaborazioni istituzionali che supportino i suoi obiettivi rispetto alla prevenzione e alla risposta al lavoro minorile; promuove azioni che proteggano i bambini e il loro benessere con le organizzazioni di piccoli produttori.

Formazione sul campo

Nel 2017 la CLAC ha svolto corsi di formazione in Messico,  Costa Rica, Guatemala, Nicaragua, El Salvador, Colombia, Bolivia e Perù. In più, sta lavorando con un’organizzazione guatemalteca per migliorare uno speciale progetto pilota che ha l’obiettivo di identificare i possibili rischi del lavoro minorile e di aumentare le azioni per ridurlo con la partecipazione dei manager delle associazioni, dei membri e dei loro bambini. Il progetto ha anche supportato lo sviluppo delle Regole sulla protezione dei bambini in diverse organizzazioni in Guatemala.