12 Ottobre 2017

Questa è la storia di Jambay, 10 anni, che nella regione di Alaotra in Madagascar coltiva la vaniglia, e impollina a mano i fiori della preziosa bacca. Ed è anche la storia di Josè , 12 anni, che in Paraguay trascorre nei campi le sue giornate per aiutare i genitori a raccogliere la canna da zucchero. E anche di Lidye, 8 anni, che aiuta la madre a crescere i fratelli più piccoli, a raccogliere l’acqua al pozzo, a cucinare, a portare il misero pranzo al padre che lavora un piccolo appezzamento coltivato a cacao in una remota zona del Ghana, nella regione di Ashanti.
Che cosa hanno in comune queste storie? Sono tutti bambini che lavorano e che aiutano in famiglia e che per lavorare non possono frequentare la scuola e tantomeno avere del tempo per giocare.

Che cos’è lo sfruttamento del lavoro minorile?

Le legge internazionale identifica tre livelli il lavoro minorile: il primo, che implica la riduzione in schiavitù, lo sfruttamento sessuale e l’utilizzo di bambini in attività illecite; il secondo, che riguarda il lavoro in condizioni pericolose che sono definite a seconda della legislazione dei diversi paesi; il terzo, il lavoro che viene svolto sotto il limite d’età stabilito per legge.
Il lavoro minorile si riferisce a quel lavoro che è dannoso per la crescita fisica e la salute mentale e il benessere dei bambini e interferisce con il loro gioco, la loro educazione e il loro sviluppo. Non è classificato come lavoro minorile quello che svolgono i bambini o i ragazzi che aiutano in casa o nelle fattorie familiari al di fuori dell’orario scolastico e durante le vacanze, a condizione che questo sia adeguato al loro livello di sviluppo. Il lavoro dei bambini non è solo un problema perpetuato dalla povertà ma è il risultato della mancanza di accesso a un’educazione di qualità e di protezione sociale, della discriminazione, dei conflitti, dell’AIDS e dei disastri naturali, oltre a tante altre cause.
Secondo ILO (International labour organisation) ci sono circa 168 milioni di bambini lavoratori nel mondo; circa la metà di essi in condizioni pericolose. Si stima che ci siano 98 milioni di bambini e ragazzi che lavorano in agricoltura. La maggior parte di questi lavori sono difficilmente tracciabili e questo ci fa pensare che il numero possa essere più alto, specialmente per quanto riguarda le bambine.

Fairtrade lo sa

Fairtrade è consapevole che il lavoro minorile e il lavoro forzato rimangono problemi urgenti da risolvere in molte parti del mondo dove operiamo ed è impegnata a svolgere un ruolo positivo per rendere in grado produttori, lavoratori e trasformatori di adottare un approccio basato sui diritti e teso all’eliminazione delle pratiche di sfruttamento, lavorando in collaborazione con i Network dei produttori e le organizzazioni di lavoratori, inclusi gli intermediari, l’industria, le organizzazioni non governative, i sindacati e i ministeri per segnalare gli abusi che possono esistere nella catena di fornitura Fairtrade a livello globale.
Nei paesi consumatori, Fairtrade svolge un’azione di sensibilizzazione per rendere consapevoli le persone che dietro un prezzo conveniente, si possono insidiare sfruttamento e abusi:

Fare cultura nelle comunità Fairtrade

Fairtrade è impegnato a combattere alle radici delle cause del lavoro minorile e a prevenire in modo proattivo l’abuso e lo sfruttamento dei bambini. Ci avvaliamo della consulenza e dell’aiuto di esperti internazionali di organizzazioni non governative per assicurare che i diritti dei bambini siano rispettati incluso il diritto a vivere in un ambiente sicuro e protetto. Lavoriamo con le comunità di produttori Fairtrade per incoraggiarli a creare inclusione per i bambini e applichiamo un sistema di monitoraggio e correzione del lavoro minorile in partnership con ONG che lavorano per i diritti dell’infanzia in modo che i ragazzi e le ragazze nelle comunità produttrici possano godere di un benessere crescente.
Seguiamo la convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, specialmente i principi guida che includono il maggiore interesse per i bambini oltre alle Convezioni internazionali sul lavoro (ILO).

Gli standard Fairtrade e i bambini

In aggiunta a queste convenzioni, gli Standard proibiscono il lavoro ai bambini sotto i 15 anni e ai ragazzi sotto i 18 anni vietano un lavoro che possa interferire con la scuola o lo sviluppo sociale, morale e fisico della persona. Ai bambini è permesso di aiutare la propria famiglia a condizione che il lavoro sia adeguato all’età e si svolga al di fuori dell’orario scolastico o durante le vacanze. Se un’organizzazione viene classificata a rischio di lavoro minorile, deve implementare politiche e procedure di prevenzione all’impiego di manodopera infantile.

Oltre gli standard

Fairtrade sta costruendo partnership con esperti di organizzazioni per implementare le pratiche di difesa dei bambini e per eliminare il lavoro minorile in agricoltura; sta realizzando focus group con i bambini nelle comunità Fairtrade sulla loro educazione, il lavoro, le loro aspirazioni e l’impatto di Fairtrade nelle loro vite; organizza corsi di formazione a tutti i livelli dell’organizzazione, dalla sede centrale alle sedi nelle diverse regioni.

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