5 Marzo 2020

Oggi incontriamo Agnes Chebii, madre di 4 figli e leader di un gruppo di lavoratrici tra le serre di rose di Karen Roses in Kenya.

Agnes Chebii è una donna forte e ricca di risorse. Ha 41 anni e da 20 lavora a Karen Roses in Kenya, certificata Fairtrade dal 2009. Oltre a questo, Agnes sta crescendo 4 figli, guida un gruppo di 30 lavoratrici, è responsabile del Comitato di genere di Fairtrade e si occupa del coro della piantagione. Quando ha iniziato a lavorare per l’impresa, Agnes non avrebbe neppure osato sognare che una donna potesse prendersi così tanta responsabilità. Ma ha sperimentato come un’azienda agricola può cambiare dopo la certificazione e l’impatto che Fairtrade può avere sulla vita dei lavoratori.

Educazione: la chiave del successo

Fairtrade si impegna a garantire uguale accesso all’educazione da parte delle donne e a offrire loro autonomia economica. Mentre un tempo le promozioni venivano prima concesse agli uomini, oggi l’intera forza lavoro di Karen Roses ha le stesse opportunità di carriera. Le candidature sono pubbliche e ciascun dipendente può farne richiesta. Grazie a un fondo del Premio Fairtrade, Agnes h potuto partecipare a percorsi di formazione e ha migliorato la propria profressionalità. Oltre ai corsi sulla sicurezza e sulla gestione, ha partecipato anche a sessioni più avanzate sulla parità di genere che l’hanno fatta accedere allo step successivo: è diventata responsabile del Comitato di genere di Karen Roses.

Confini chiari per prevenire le molestie

Molte cooperative e piantagioni che fanno parte del sistema Fairtrade formano i Comitati di genere, per applicare i requisiti contenuti negli Standard. Le dipendenti di Karen Roses possono presentare problemi o reclami su molestie sessuali o aggressioni al Comitato di genere. I membri indagano sui fatti, parlano con le persone coinvolte e, se le denunce vengono confermate, prendono le misure appropriate fino al licenziamento immediato. “I dirigenti dell’azienda ci supportano molto in questo tipo di problemi. Se è necessario, agiamo anche a livello del consiglio di amministrazione” racconta Agnes.

Una nuova fiducia in se stesse da parte delle donne

Agnes Chebii e molte delle sue colleghe hanno colto le opportunità portate dalla certificazione. La vita delle donne è notevolmente cambiata, non solo all’interno dell’azienda ma anche nei dintorni. Prima della certificazione, le donne erano rassegnate a un trattamento più discriminatorio. Ora sono più a loro agio nel reclamare il rispetto dei loro diritti. “Le donne della nostra comunità hanno capito che possono fare tutto quello che fanno gli uomini. Guarda il mio esempio: ero una semplice coltivatrice di rose. Oggi sono formata e lavoro in una posizione di leadership”.

Un futuro ricco di promesse grazie al Premio Fairtrade

I 4 figli sono per Agnes la fonte di orgoglio più grande. Grazie al Premio Fairtrade – una somma aggiuntiva che le cooperative Fairtrade e le piantagioni ricevono oltre al prezzo di vendita – tutti possono accedere a una buona scuola primaria. Il maggiore, Evans, studia giornalismo all’Università Mount Kenya, un livello di istruzione che sarebbe stato assolutamente impensabile senza le borse di studio del Premio. Il Comitato di gestione del Premio, eletto dai lavoratori, decide in modo democratico come utilizzare i fondi di anno in anno. Oltre alle borse di studio, il Premio ha finanziato alcuni progetti di costruzione delle case dei lavoratori, compresi tetti in metallo per proteggerle dalla pioggia.

Cantare sulle note di Fairtrade

Non solo al lavoro ma anche nel suo tempo libero Agnes Chebii è impegnata nel favorire una convivenza armoniosa all’interno della sua comunità. Guida il coro di Karen Roses nel quale i lavoratori coltivano la loro passione comune cantando assieme. L’edificio che ospita le prove è stato costruito grazie ai fondi del Premio Fairtrade. La scritta nella maglietta che Agnes indossa durante le prove sembra quasi un incoraggiamento per lei e per la crescita di tutti i lavoratori di Karen Roses: “Cantando sulle note di Fairtrade”.

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