In Tanzania, al fianco dei coltivatori di caffè

4 aprile 2017

“Quando la nostra organizzazione di produttori di caffè non faceva ancora parte del sistema Fairtrade, erano molte le sfide che dovevamo affrontare ogni giorno.

Bassa qualità del caffè, scarsa conoscenza delle tecniche agricole e scarsa resa delle coltivazioni non ci permettevano di crescere e guardare al futuro con fiducia. Da quando invece siamo riusciti a ottenere la certificazione Fairtrade, produttività e resa sono subito aumentate.

I soci della cooperativa di caffè KPD hanno infatti imparato a migliorare molti aspetti del loro lavoro, con notevoli vantaggi in tutti i passaggi della produzione.

Per fare qualche esempio: l’essiccazione dei chicchi di caffè avviene ora sui teli anziché direttamente a terra, evitando così il rischio di contaminazione.

O ancora, adesso raccogliamo le bacche quando sono completamente mature e non, come avveniva prima, quando erano ancora verdi.

Inoltre, visitando altre aziende agricole, ogni coltivatore può imparare da altri contadini più esperti e acquisire così le giuste competenze tecniche per il proprio lavoro. Si tratta di uno dei progetti di formazione a cui abbiamo deciso di destinare il premio aggiuntivo Fairtrade”.

Leonard Zimbehya, è un coltivatore di caffè e socio fondatore della cooperativa KPD – Kaderes Peasants Development in Tanzania. KPD è certificata Fairtrade dal 2011 e oggi conta circa 4.000 soci produttori.

Leonard ci ha parlato dell’importanza che la qualità e la produttività della loro cooperativa di caffè rivestono per lui e gli altri soci di KPD. Entrambe migliorate grazie a Fairtrade, che lavora stretto contatto con i produttori per far sì che abbiano i mezzi per poter migliorare il loro lavoro.

Oltre alla sicurezza del Prezzo Minimo stabilito dagli standard Fairtrade, che assicura una produzione sostenibile, i produttori ricevono ogni anno il Premio Fairtrade.

Si tratta di una somma aggiuntiva che possono investire nella loro azienda agricola, e i membri di KPD ogni anno destinano almeno il 25% per migliorare la qualità della produzione.