COVID-19 tra i produttori indiani di canna da zucchero

La pandemia da coronavirus ha creato delle grosse difficoltà alla filiera dello zucchero in India. Sono quasi 50 milioni le persone nel Paese che dipendono direttamente da questo prodotto, mentre i contadini che coltivano la canna sono 35 milioni. Gli effetti della crisi si vedono per tutti, dai contadini agli operai delle imprese, dai trader fino ai distributori.

Il Network che rappresenta i produttori asiatici Fairtrade (NAPP) attualmente conta tra gli associati 8 produttori di canna da zucchero, che raggruppano più di 5000 agricoltori. Passata la raccolta e la lavorazione di febbraio, lo zuccherificio ha pagato fino al 20-25% del valore totale delle forniture, al momento. A causa del lockdown gli ordini sono stati posticipati o cancellati dagli importatori, e le aziende sono state costrette a ritardare i pagamenti ai contadini, minacciando in questo modo le condizioni di vita del 70% di loro.

Distribuzione beni necessari presso Primary Agriculture Credit Co-operative Sangha Niyamit, Itagi

Il lockdown avrà delle conseguenze anche sulla qualità e produttività della canna da zucchero della prossima stagione. Circa il 60% degli agricoltori riusa la stessa canna per più cicli di coltivazione (in gergo tecnico si parla di “ratooning”, ovvero quella tecnica di coltivazione che prevede il taglio della parte superiore della canna per far lasciar crescere la parte nuova), mentre il restante 40% utilizza nuove piante ogni anno. I contadini trovano difficile investire in prodotti per la resa delle nuove colture a causa della stretta creditizia e della limitata possibilità di movimento delle persone e dei mezzi di trasporto. Questo ha avuto effetti sulla crescita del raccolto e, da ultimo, porterà ad un calo di qualità e produttività. Una piccola parte di contadini vive anche di raccolti secondari (legumi, semi, verdure, etc.), ma nel mese di giugno dovrà abbandonare questa fonte aggiuntiva di denaro per la mancanza di soldi per comprare semi. Preoccupa il fatto che se gli stock di zucchero non dovessero essere acquistati dai buyer dopo due mesi, i trader sarebbero costretti a venderli sul mercato locale ad un prezzo inferiore, fatto che avrebbe delle conseguenze sul reddito dei lavoratori.

Poiché continuano ad emergere problematicità per il settore, i produttori delle organizzazioni Fairtrade della Karnataka hanno deciso di guardare in avanti e affrontare le difficoltà del momento.
Muniraju Kempayanapalya Shivanna membro e Leader del Comitato per la pianificazione del Fairtrade Premium presso l’organizzazione Primary Agriculture Credit Co-operative Sangha Niyamit, Itagi e membro del cda della NAPP si è registrato come volontario nelle liste dei “Guerrieri COVID Coronavirus” del distretto Ramanagara, (a 50 km da Bangalore), un’iniziativa nata dalla collaborazione tra il Dipartimento di pubbliche relazioni e la Croce Rossa dell’India e il Dipartimento per il lavoro dello stato. I volontari vengono formati per smorzare le ansie tra le persone, offrire supporto nell’area, spiegare l’importanza del distanziamento sociale e altre norme di comportamento.

“A seguito dello scoppio della pandemia e dopo lo “sblocco” del Premio deciso da Fairtrade International a favore dell’emergenza coronavirus da parte dei piccoli produttori, le organizzazioni ell’India hanno fatto una riunione e deciso di dotare i contadini di strumenti di supporto sanitario. Hanno distribuito saponi, liquidi igienizzanti per le mani, mascherine, disinfettanti per i pavimenti come da raccomandazioni dell’OMS. Inoltre, in collaborazione con le autorità locali e nazionali, hanno distribuito alimenti ai contadini più poveri” ha dichiarato Muniraju Kempayanapalya Shivanna, della Primary Agriculture Credit Co-operative Sangha Niyamit, Itagi.

Distribuzione di mascherine presso la Primary Agriculture Credit Co-operative Sangha Niyamit, Chikkamunavalli

Le quattro organizzazioni di zucchero della Karnataka hanno già iniziato il loro “Piano di azione del Premio Fairtrade” per supportare i loro membri, che al 60% è già stato implementato, mentre al 40% è ancora in corso. Oltre alle attività qui sotto descritte per la tutela delle persone, il piano copre anche il 50% dei costi della certificazione e sono in attesa anche di un supporto da parte di FLOCERT per il 50% del costo degli audit.
In aggiunta le organizzazioni hanno iniziato il loro piano per distribuire kit di protezione che comprende disinfettante, sapone, lavaggio delle mani, liquido antisettico e mascherine. Potranno beneficiare del piano:

• 1300 membri di 9 villaggi grazie alla Aravatagi Primary Agriculture Credit Co-operative Sangha Niyamit, Doori; Flo ID: 27788.
• 1300 membri grazie alla Devarshigihalli Primary Agriculture Credit Co-operative Sangha Niyamit; Flo ID: 23894 .
• 2500 membri di 2 villaggi grazie alla Primary Agriculture Credit Co-operative Sangha Niyamit, Itagi; Flo ID 27791
• 5000 membri di 2 villaggi grazie alla Primary Agriculture Credit Co-operative Sangha Niyamit, Chikkamunavalli. Flo ID: 27789. L’organizzazione ha preso ulteriori misure protettive per la comunità sanificando 2 villaggi interi.

Il piano di azione diffuso dalle organizzazioni di produttori parla di un modello che è focalizzato sull’estendere il supporto alla comunità tutta.

Demerara, mascobado, panela: come distinguere gli zuccheri

Qualche giorno fa mi ha telefonato la mia amica Elisa. Era al supermercato, davanti allo scaffale dello zucchero: quello bianco che compera di solito era finito, come del resto molti ingredienti di base (uova, farina, lievito) acquistati in quantità dalle persone che si sono dedicate alla cucina casalinga .

Anche lei aveva promesso alla sua bambina che avrebbero fatto insieme i biscotti, e voleva da me un consiglio su quale, tra i dolcificanti che erano rimasti sullo scaffale, fosse il più indicato. Le ho consigliato lo zucchero grezzo di canna e sono stato contento quando, il giorno dopo, mi ha mandato la foto dei suoi biscotti, perfettamente riusciti.

Ho pensato che raccontare su questo blog quali sono i diversi tipi di zucchero e per quali usi sono più indicati potesse essere utile anche ad altri consumatori e non solo alla mia amica Elisa. Ecco quindi qualche indicazione.

Bianco o di canna?

La distinzione che salta subito all’occhio è quella di colore: lo zucchero è bianco, dorato oppure bruno. Molti pensano semplicemente che lo zucchero bianco derivi dalla barbabietola, mentre lo zucchero scuro dalla canna da zucchero, ma non è esattamente così.

Lavorazione dellla canna da zucchero della Belize Sugar Cane Farmers Association (BSCFA) © James A. Rodriguez / Fairtrade International

Il colore dipende dalla quantità di melassa contenuta. La melassa è un liquido bruno che si ottiene come sottoprodotto nella fase di centrifugazione: nel caso della canna da zucchero è buona, mentre quella ottenuta dalla barbabietola ha un sapore sgradevole. Ecco perché dalla barbabietola si rimuove tutta la melassa, e si ottiene solo zucchero bianco, mentre nella lavorazione della canna una parte della melassa può essere lasciata. Quindi lo zucchero di canna può essere scuro, ma anche bianco. E in effetti lo è: molto dello zucchero bianco venduto in Italia (compreso quello per uso industriale dolciario) è di canna!

Gli zuccheri ottenuti dalla canna differiscono quindi l’uno dall’altro solo per la percentuale di melassa e saccarosio contenuta al loro interno. Vediamo nel dettaglio le diciture che possiamo trovare sulle etichette e come interpretarle.

Zuccheri raffinati

Lo zucchero bianco subisce un processo di raffinazione completo: è saccarosio al 100% e ovviamente va bene per tutti gli usi in cucina. Può essere lavorato più volte fino a diventare extrafine: in questo caso è perfetto come dolcificante di caffè e bevande perché si scioglie più velocemente, ma non è adatto alla lavorazione di dolci perché ingloba meno aria e il composto si compatta eccessivamente.

Con il nome zucchero di canna si indica in generale lo zucchero bruno, con colore dal giallo ambrato al marrone chiaro, a seconda della quantità di melassa contenuta. La melassa può essere sia lasciata in fase di lavorazione (in questo caso si parla di zucchero grezzo) che aggiunta in seguito.

Zucchero grezzo di canna, cooperativa Manduvirà, Paraguay © Transfair e.V. / Fairtrade

Tra gli zuccheri di canna, in Italia il più diffuso è il demerara, che deriva il nome da una regione della Guyana, famosa anche per il rum. Si trova a volte anche il turbinado, con un sapore più leggero e caramellato. Questi tipi di zucchero sono perfetti per la preparazione di cocktail.

Comunque sia prodotto, lo zucchero di canna comune è in sostanza uguale allo zucchero bianco, sia come usi in cucina che come valori nutrizionali: al 99% circa è infatti saccarosio e l’apporto di altri elementi come minerali e vitamine è trascurabile.

Zuccheri integrali

Con zucchero integrale si intende uno zucchero ottenuto attraverso un semplice processo, per lo più artigianale, di spremitura, bollitura ed essiccazione delle canne. È un processo molto semplificato rispetto alla raffinazione industriale e ciò che ne risulta è uno zucchero umido, denso e aromatico.

In Italia si trovano in commercio due tipi di zucchero integrale: il mascobado, prodotto per lo più nelle Mauritius e nelle Filippine e il panela, proveniente dal Sud America.
Il gusto di questi zuccheri è forte, con sentori di caramello e liquirizia: in cucina stanno bene nei dolci al cioccolato, sulle mele e le pesche cotte al forno, insieme alle spezie nei biscotti e negli stufati di carne. In particolare il mascobado viene spesso utilizzato in salse barbecue o per confezionare i biscotti allo zenzero. Essendo più umido rispetto allo zucchero cristallino, è opportuno diminuire leggermente la parte di liquidi previsti nella ricetta.

Lavorazione artigianale dello zucchero panela, Asopanela, Colombia © Fairtrade Italia

Rispetto agli zuccheri raffinati, gli zuccheri integrali hanno un potere dolcificante minore: contengono il 10-15% in meno di saccarosio e la differenza è composta da ferro, altri minerali e vitamine: sono quindi un po’ – ma poco… – più salutari.

Va naturalmente consumato con moderazione, ma lo zucchero è uno degli ingredienti di base per la cucina, come dimostra l’esperienza della mia amica davanti allo scaffale vuoto. Non solo: se nella confezione c’è il Marchio Fairtrade sostiene 55.000 piccoli agricoltori in 19 Paesi del mondo, che possono contare sui soldi del Premio Fairtrade per migliorare le proprie condizioni di vita e di lavoro.

 

Alessandro Pastò, product manager Fairtrade Italia

Torta con carote, arancia e zenzero

Perfetta a colazione, ma anche per una merenda sana e nutriente, la torta alle carote con arancia e zenzero è veloce e facile da preparare.

Oltre a un profumo delizioso, ha un sapore fresco ed è adatta a tutte le stagioni.

Per una torta carote, arancia e zenzero senza glutine, potete sostituire la farina 00 con quella di riso, il risultato è assicurato!

Se volete renderla meno dolce, potete evitare di aggiungere l’uvetta, ma noi consigliamo di metterla perché è davvero buonissima!

Malawi: l’alluvione colpisce i coltivatori di zucchero

Era un anno promettente per i contadini della Shire Valley, particolarmente per i membri di Kasinthula Cane Growers Association, certificati Fairtrade, che speravano di poter realizzare un raccolto abbondante e di riempire le loro case di cibo dopo due anni consecutivi di siccità. Contrariamente alle previsioni, il Ciclone Idai ha causato danni catastrofici e ha tragicamente infranto tutte le speranze di realizzare questo sogno. “E’ cominciato tutto con una pioggia torrenziale la mattina del 5 marzo. Questa situazione si è protratta per più di 3 giorni peggiorando continuamente, giorno dopo giorno, finché tutto è culminato in un’alluvione nelle zone più esposte. In particolare, quelle vicine ai bacini del fiume Shire e anche oltre”, ci ha detto Rossettie Gullo. “A causa di queste continue e abbondanti piogge, molti piccoli fiumi sono esondati e così il fiume Shire si è riempito ancora più velocemente: ha rotto gli argini, provocando un’enorme alluvione in tutta la vallata dello Shire, la peggiore che si sia mai vista in 40 anni”.

Rossettie è assistente amministrativa a Kasinthula, un progetto che coinvolge piccoli produttori situati nella vallata dello Shire, una regione inospitale del sud del Malawi. La vallata dello Shire ha un clima caldissimo, feroce, con una lunga stagione secca. Le siccità a volte sfociano in carestie. Il livello di istruzione è basso e la povertà è diffusa. La maggior parte delle persone vive in baracche di fango e paglia. Poche famiglie possono allevare animali e la maggior parte può sbarcare il lunario coltivando mais, manioca, sorgo, miglio e riso. Alcuni guadagnano dalla coltivazione dello zucchero di canna o dal cotone o lavorando nelle piantagioni di zucchero dei vicini.

Kasinthula: un’oasi nel deserto della povertà

Kasinthula, una delle 3 organizzazioni di zucchero Fairtrade certificate in Malawi, che fornisce lo zuccherificio di Ilovo, è stata fondata nel 1996 attraverso una joint venture tra il governo del Malawi e lo zuccherificio più vicino, ora di proprietà di Ilovo Sugar, in una zona rurale ridotta in povertà. Un’area di terra da tempo improduttiva è stata convertita alla produzione di zucchero di canna per migliorare la fornitura di canna grezza allo zuccherificio. In questo modo, ha assicurato un reddito di sussistenza ai contadini, ciascuno responsabile di lotti di due o tre ettari. Il suolo è fertile ma la mancanza di piogge regolari implica l’adozione di un costoso sistema di irrigazione che va oltre le possibilità economiche della maggior parte dei contadini.

I danni subiti dai produttori

Kasinthula è certificata Fairtrade dal 2003. Al di là del prezzo negoziato con lo zuccherificio per la fornitura della canna, le vendite Fairtrade includono un Prezzo Premio addizionale di 60 dollari a tonnellata. Kasinthula ha investito il Premio nel migliorare la produttività e in servizi sanitari, acqua potabile, educazione, fornitura di elettricità ai villaggi e in altri progetti per sollevare la comunità dalla morsa della povertà. “Molte persone sono rimaste senza nulla: senza le coltivazioni ormai mature per il raccolto, senza il bestiame. E come se non bastasse, molte case sono crollate, distruggendo tutto e provocando morti. Fra i più colpiti i contadini e le loro famiglie che vivono e coltivano i campi lungo il fiume Shire e vicino a piccoli fiumi come Mantchombe, M’thumba and Mwanza” ha spiegato Rossettie Gullo. Perlomeno 30 case sono state totalmente distrutte dall’alluvione e altre coltivazioni di sussistenza e il bestiame sono stati spazzati via. Oltre al problema dei danni alle abitazioni, i contadini hanno perso 55 capi di bestiame e hanno subito la devastazione di 33 ettari di campi di canna da zucchero”. Rossettie Gullo continua: “Quando la pioggia è arrivata, i contadini di Kasinthula non hanno avuto altra scelta se non quella di cercare rifugio nelle chiese, nei campi e negli edifici scolastici. Questa è la terza più grande inondazione che la generazione più giovane di contadini ha subito”.

Il Malawi

Secondo l’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale, la popolazione del Malawi è particolarmente colpita dal cambiamento climatico a causa della sua dipendenza dall’agricoltura di sussistenza: l’80% degli abitanti del Malawi lavora nell’agricoltura. Il Malawi è il quarto paese più povero al mondo, secondo il Fondo monetario internazionale con il 50% della popolazione che vive sotto la soglia della povertà e il 25% in estrema povertà. Il cambiamento climatico sta aggiungendo un’ulteriore problema a una situazione di vita già di per sé vulnerabile. Ma sono le donne le più colpite dal momento che da loro dipendono il cibo, l’acqua, la legna per le loro famiglie. Ed è su questa situazione che l’aiuto di Fairtrade si è concentrato in questi anni.

Il Premio Fairtrade per la popolazione locale

Nel movimentato villaggio di Chinangwa, il 90% delle case sono state costruite grazie ai ricavi dello zucchero e i tetti di paglia sono stati sostituiti da ondulate lastre di lamiera in tutte le case, molto utili specialmente nella stagione delle piogge. Piloni elettrici espongono il marchio Fairtrade e un mulino per il mais nel centro del villaggio è alimentato elettricamente. “Prima le donne dovevano percorrere più di sette chilometri verso il mulino più vicino per macinare il loro mais e trasformarlo in farina e questo prendeva loro molto tempo. Il nostro nuovo mulino ora viene utilizzato anche dalla comunità. Avere l’elettricità significa che i nostri bambini possono leggere o svolgere i loro compiti scolastici la sera o vedere la televisione e i contadini possono comprare dei frigoriferi. Fairtrade è molto importante per i contadini. La maggior parte di noi ha ricevuto cemento e lastre di ferro per coprire i tetti delle nostre case e proteggerci dalle forti piogge. Abbiamo inoltre aiutato i contadini durante la carestia che abbiamo affrontato quando non pioveva abbastanza. Abbiamo comprato mais e così hanno potuto mangiare”. Questa non è la prima volta che i membri di Kasinthula si confrontano con le conseguenze di condizioni atmosferiche estreme. Altri disastri naturali hanno ridotto le risorse e la produttività, provocando una crescente povertà. A seguito dell’alluvione del 2015, la produzione di zucchero di canna è crollata a causa dell’interruzione della corrente.

“Come contadini la nostra sola risorsa di reddito è lo zucchero. Se questa risorsa viene danneggiata, le nostre stesse vite sono messe a dura prova” conclude Aubrey M Chilenje, coltivatore di canna da zucchero e membro di Kasinthula.

(articolo pubblicato nel blog di Fairtrade Foundation, traduzione e adattamento Ufficio comunicazione Fairtrade Italia)

 

 

Una Buona Pasqua con Fairtrade

“Oggi più che mai l’acqua è un bene prezioso. Con l’innalzarsi delle temperature, questo elemento fondamentale per la vita sul nostro pianeta scarseggia sempre più. Impara a rispettarla e a non sprecarla giocando”. L’invito dei giochi “Alla ricerca dell’oasi perduta” e “Blocca la goccia” contenuti nelle uova di Pasqua della linea Solidal Coop, con il marchio di certificazione del commercio equo e solidale Fairtrade, intende far riflettere i più piccoli, e non solo, sull’utilizzo consapevole di una risorsa preziosa come l’acqua.

Un elemento chiave per una vera sostenibilità ambientale, così declinato nelle sorprese delle uova di cioccolato fondente extra 60% e finissimo al latte con cacao e zucchero di canna Fairtrade: sceglierle significa contribuire a sostenere e promuovere lo sviluppo economico e sociale delle comunità in cui operano prevalentemente le cooperative o i produttori in Paesi come Ghana, Costa d’Avorio, Repubblica Dominicana, Paraguay e Costa Rica.

Fairtrade significa condizioni commerciali più eque e opportunità, per i produttori dei Paesi in via di sviluppo, di investire nelle loro imprese e nelle loro comunità per un futuro sostenibile.

Una scelta condivisa anche dai punti vendita dell’insegna della Grande Distribuzione Organizzata ALDI, da un anno presenti in numero sempre maggiore sul territorio nazionale, dove trovare agnellini, pulcini, coniglietti e mini praline a tema ripiene di cioccolato. La gamma di prodotti ALDI, infatti, presenta sempre il Marchio di Programma Fairtrade (FSP) che consente alle aziende di acquistare e utilizzare prodotti certificati Fairtrade, come il cacao, nell’ambito delle loro strategie di sostenibilità.

Da Repubblica Dominicana e Paraguay provengono, invece, il cacao e lo zucchero degli ovetti di cioccolato al latte biologico e Fairtrade Ponchito di Baum società cooperativa, nel formato tradizionale da 20 grammi, nel formato maxi (XL) da 50 grammi e, novità di questa stagione, nel formato tripack. La sorpresa all’interno è realizzata a mano da cooperative sociali e da artigiani di Guatemala, Indonesia, Israele, Perù, Sri Lanka, Armenia, Portogallo e Italia. Il progetto, infatti, coinvolge anche localmente cooperative sociali di tipo B, cioè con l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Una Pasqua sostenibile è anche quella proposta dalle dolcezze che si possono trovare nei supermercati Lidl: quest’anno, infatti, la linea Favorina punta su mini figure di cioccolato al latte a forma di teneri coniglietti o simpatiche ranocchie, ovetti di wafer al cioccolato fondente e molte altre delizie contrassegnate con il marchio di programma Fairtrade. Grazie a questa scelta, Lidl contribuisce allo sviluppo delle comunità di produttori di cacao del circuito Fairtrade.

I giovani del Belize ci aiutano a combattere il lavoro minorile

Fairtrade lavora in molte regioni con un rischio riconosciuto di lavoro minorile perché ci rendiamo conto che sono i luoghi in cui il nostro lavoro è più necessario, supportando contadini e lavoratori nel costruire vite migliori grazie al commercio. Gli studi mostrano che il lavoro minorile è molto diffuso nella produzione di canna da zucchero in molte parti del mondo, inclusi i paesi dell’America Centrale come l’Honduras. Il Guatemala e il Messico. Ma scarseggiano i dati, rendendo difficile per i governi e i fornitori dell’industria sviluppare delle politiche efficaci per contrastarlo. I piccoli produttori di canna da zucchero in Belize stanno investendo tempo e risorse per individuare e rispondere a questo rischio nelle proprie comunità. Uno studio, messo a punto grazie agli sforzi di BSCFA (Belize Sugar Cane Farmers Association) e commissionato da Fairtrade International intercetta il punto di vista e l’esperienza di più di 300 tagliatori di canna da zucchero in un’età compresa tra i 14 e i 28 anni e offre moltissime informazioni pratiche per le organizzazioni di produttori, l’industria dello zucchero e il governo del Belize.

Belize Sugar Cane Association

I giovani protagonisti

Con un approccio innovativo, la ricerca è stata condotta e analizzata dai giovani in veste di supervisori  all’interno del programma di BSCFA per ridurre e rimuovere i rischi di lavoro minorile, nell’ambito del Sistema di valutazione e di soluzione basato sull’inclusione dei giovani. che Fairtrade International ha promosso a livello globale con i Network dei produttori fin dal 2012. Alcuni dei giovani controllori sono stati per primi tagliatori di canna da zucchero e la loro esperienza ha contribuito a costruire le interviste, a raccogliere i dati e a stendere il report, arrivando a produrre una ricerca unica fatta dai giovani, sui giovani e per i giovani. Fra i punti chiave della ricerca, lo studio ha rilevato che più della metà di coloro che sono stati intervistati ha iniziato a tagliare la canna tra i 12 e i 15 anni, 14 anni – l’anno in cui i bambini completano l’istruzione di base – è l’età media. La ricerca non chiarisce se i ragazzi abbiano cominciato per imparare un mestiere, ma di sicuro è una competenza trasmessa dalla famiglia e di cui si occupano soprattutto i maschi.

Il lavoro minorile in Belize, a livello legislativo

In Belize, la legge nazionale permette ai bambini di lavorare nella produzione della canna dall’età di 14 anni. Ma gli Standard Fairtrade bandiscono l’impiego di bambini sotto i 15 anni e proibiscono il lavoro classificato come pericoloso dalla Convenzione 182 dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) sotto i 18. Finché la canna da zucchero verrà tagliata con il machete, che l’ILO ha classificato come uno strumento di lavoro pericoloso, questo metodo sarà  proibito anche dagli Standard. Qualsiasi violazione degli Standard Fairtrade rilevata da questo studio, infatti, è stata presentata alle organizzazioni di produttori interessate, in linea con la Policy di Fairtrade International per la protezione dei bambini e degli adulti vulnerabili.

Il livello di istruzione

Lo studio ha mostrato che il 99% dei tagliatori di canna intervistati ha completato per lo meno l’istruzione di base fino ai 14 anni; alcuni hanno finito la scuola secondaria e pochi hanno raggiunto il diploma. Vista la scarsità di opportunità lavorative per i giovani, la produzione di canna da zucchero è la principale fonte di reddito in Belize. Gli intervistati dicono di essere pagati in linea con il salario minimo nazionale ma più della metà dichiara che il proprio lavoro non offre un dignitoso sostentamento. I suggerimenti principali proposti dai ricercatori e dalle persone coinvolte in tutte e tre le organizzazioni di produttori propongono corsi di formazione sul lavoro minorile per chi si occupa del reclutamento e per gli stessi coltivatori di canna e per tutti l’uso  di equipaggiamenti di protezione. Le organizzazioni di produttori dovrebbero diffondere e far crescere la consapevolezza sul lavoro minorile nel taglio della canna, lavorando con l’industria dello zucchero per stabilire la definizione di lavoro minorile pericoloso e di lavoro leggero accettabile per presentarli al governo del Belize e spingerlo a colmare la differenza tra il salario minimo e la convenzione ILO.

Lo studio dimostra come le piccole organizzazioni di produttori di zucchero del Belize stanno diventando protagoniste nel combattere direttamente il lavoro minorile, facilitare la ricerca di condizioni di vita dignitose per i giovani e offrire consigli che vengano dai giovani stessi. Si stanno impegnando a diventare esperti di diritti umani, lavorando dall’inizio della catena di fornitura e in partnership con l’industria, incluse le aziende e il governo. Fairtrade continuerà a supportare i loro sforzi per eliminare il lavoro minorile inaccettabile e creare prospettive e condizioni di lavoro migliori per i giovani, costruendo un futuro più solido per loro stessi e le loro comunità.

(Traduzione a cura dell’Ufficio comunicazione di Fairtrade Italia)

 

 

ALDI

tarte tatin salata con pomodorini e scaglie di provolone fondente

tarte tatin

La tarte tatin ha una storia curiosa: è stata inventata per errore dalle sorelle Tatin che sbagliarono la preparazione della torta di mele. Il risultato finale fu però talmente apprezzato che la torta di mele ‘capovolta’ è oggi molto amato e diffuso non solo in Francia.

Con questa ricetta, ideata in esclusiva per Alce Nero e Fairtrade, Chiara Maci ne propone una versione salata e molto sfiziosa.

Ciambella da colazione al tè verde

La ricetta della classica ciambella della nonna si arricchisce della nota delicata e profumata del tè verde.

Ottima a colazione, accompagnata da frutta di stagione, ma perfetta anche negli altri momenti della giornata in cui abbiamo voglia di qualcosa di dolce!

Pancake di grano saraceno con fonduta di cioccolato fondente e frutta di stagione

Preparare i pancake è facilissimo e questa ricetta con la farina di grano saraceno li rende adatti anche a chi è intollerante o allergico al glutine.

A colazione sono la carica ideale per affrontare la giornata, ma possono anche essere proposti a merenda per rendere lo studio dei ragazzi più piacevole!