Malawi: l’alluvione colpisce i coltivatori di zucchero

Era un anno promettente per i contadini della Shire Valley, particolarmente per i membri di Kasinthula Cane Growers Association, certificati Fairtrade, che speravano di poter realizzare un raccolto abbondante e di riempire le loro case di cibo dopo due anni consecutivi di siccità. Contrariamente alle previsioni, il Ciclone Idai ha causato danni catastrofici e ha tragicamente infranto tutte le speranze di realizzare questo sogno. “E’ cominciato tutto con una pioggia torrenziale la mattina del 5 marzo. Questa situazione si è protratta per più di 3 giorni peggiorando continuamente, giorno dopo giorno, finché tutto è culminato in un’alluvione nelle zone più esposte. In particolare, quelle vicine ai bacini del fiume Shire e anche oltre”, ci ha detto Rossettie Gullo. “A causa di queste continue e abbondanti piogge, molti piccoli fiumi sono esondati e così il fiume Shire si è riempito ancora più velocemente: ha rotto gli argini, provocando un’enorme alluvione in tutta la vallata dello Shire, la peggiore che si sia mai vista in 40 anni”.

Rossettie è assistente amministrativa a Kasinthula, un progetto che coinvolge piccoli produttori situati nella vallata dello Shire, una regione inospitale del sud del Malawi. La vallata dello Shire ha un clima caldissimo, feroce, con una lunga stagione secca. Le siccità a volte sfociano in carestie. Il livello di istruzione è basso e la povertà è diffusa. La maggior parte delle persone vive in baracche di fango e paglia. Poche famiglie possono allevare animali e la maggior parte può sbarcare il lunario coltivando mais, manioca, sorgo, miglio e riso. Alcuni guadagnano dalla coltivazione dello zucchero di canna o dal cotone o lavorando nelle piantagioni di zucchero dei vicini.

Kasinthula: un’oasi nel deserto della povertà

Kasinthula, una delle 3 organizzazioni di zucchero Fairtrade certificate in Malawi, che fornisce lo zuccherificio di Ilovo, è stata fondata nel 1996 attraverso una joint venture tra il governo del Malawi e lo zuccherificio più vicino, ora di proprietà di Ilovo Sugar, in una zona rurale ridotta in povertà. Un’area di terra da tempo improduttiva è stata convertita alla produzione di zucchero di canna per migliorare la fornitura di canna grezza allo zuccherificio. In questo modo, ha assicurato un reddito di sussistenza ai contadini, ciascuno responsabile di lotti di due o tre ettari. Il suolo è fertile ma la mancanza di piogge regolari implica l’adozione di un costoso sistema di irrigazione che va oltre le possibilità economiche della maggior parte dei contadini.

I danni subiti dai produttori

Kasinthula è certificata Fairtrade dal 2003. Al di là del prezzo negoziato con lo zuccherificio per la fornitura della canna, le vendite Fairtrade includono un Prezzo Premio addizionale di 60 dollari a tonnellata. Kasinthula ha investito il Premio nel migliorare la produttività e in servizi sanitari, acqua potabile, educazione, fornitura di elettricità ai villaggi e in altri progetti per sollevare la comunità dalla morsa della povertà. “Molte persone sono rimaste senza nulla: senza le coltivazioni ormai mature per il raccolto, senza il bestiame. E come se non bastasse, molte case sono crollate, distruggendo tutto e provocando morti. Fra i più colpiti i contadini e le loro famiglie che vivono e coltivano i campi lungo il fiume Shire e vicino a piccoli fiumi come Mantchombe, M’thumba and Mwanza” ha spiegato Rossettie Gullo. Perlomeno 30 case sono state totalmente distrutte dall’alluvione e altre coltivazioni di sussistenza e il bestiame sono stati spazzati via. Oltre al problema dei danni alle abitazioni, i contadini hanno perso 55 capi di bestiame e hanno subito la devastazione di 33 ettari di campi di canna da zucchero”. Rossettie Gullo continua: “Quando la pioggia è arrivata, i contadini di Kasinthula non hanno avuto altra scelta se non quella di cercare rifugio nelle chiese, nei campi e negli edifici scolastici. Questa è la terza più grande inondazione che la generazione più giovane di contadini ha subito”.

Il Malawi

Secondo l’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale, la popolazione del Malawi è particolarmente colpita dal cambiamento climatico a causa della sua dipendenza dall’agricoltura di sussistenza: l’80% degli abitanti del Malawi lavora nell’agricoltura. Il Malawi è il quarto paese più povero al mondo, secondo il Fondo monetario internazionale con il 50% della popolazione che vive sotto la soglia della povertà e il 25% in estrema povertà. Il cambiamento climatico sta aggiungendo un’ulteriore problema a una situazione di vita già di per sé vulnerabile. Ma sono le donne le più colpite dal momento che da loro dipendono il cibo, l’acqua, la legna per le loro famiglie. Ed è su questa situazione che l’aiuto di Fairtrade si è concentrato in questi anni.

Il Premio Fairtrade per la popolazione locale

Nel movimentato villaggio di Chinangwa, il 90% delle case sono state costruite grazie ai ricavi dello zucchero e i tetti di paglia sono stati sostituiti da ondulate lastre di lamiera in tutte le case, molto utili specialmente nella stagione delle piogge. Piloni elettrici espongono il marchio Fairtrade e un mulino per il mais nel centro del villaggio è alimentato elettricamente. “Prima le donne dovevano percorrere più di sette chilometri verso il mulino più vicino per macinare il loro mais e trasformarlo in farina e questo prendeva loro molto tempo. Il nostro nuovo mulino ora viene utilizzato anche dalla comunità. Avere l’elettricità significa che i nostri bambini possono leggere o svolgere i loro compiti scolastici la sera o vedere la televisione e i contadini possono comprare dei frigoriferi. Fairtrade è molto importante per i contadini. La maggior parte di noi ha ricevuto cemento e lastre di ferro per coprire i tetti delle nostre case e proteggerci dalle forti piogge. Abbiamo inoltre aiutato i contadini durante la carestia che abbiamo affrontato quando non pioveva abbastanza. Abbiamo comprato mais e così hanno potuto mangiare”. Questa non è la prima volta che i membri di Kasinthula si confrontano con le conseguenze di condizioni atmosferiche estreme. Altri disastri naturali hanno ridotto le risorse e la produttività, provocando una crescente povertà. A seguito dell’alluvione del 2015, la produzione di zucchero di canna è crollata a causa dell’interruzione della corrente.

“Come contadini la nostra sola risorsa di reddito è lo zucchero. Se questa risorsa viene danneggiata, le nostre stesse vite sono messe a dura prova” conclude Aubrey M Chilenje, coltivatore di canna da zucchero e membro di Kasinthula.

(articolo pubblicato nel blog di Fairtrade Foundation, traduzione e adattamento Ufficio comunicazione Fairtrade Italia)

 

 

Una Buona Pasqua con Fairtrade

“Oggi più che mai l’acqua è un bene prezioso. Con l’innalzarsi delle temperature, questo elemento fondamentale per la vita sul nostro pianeta scarseggia sempre più. Impara a rispettarla e a non sprecarla giocando”. L’invito dei giochi “Alla ricerca dell’oasi perduta” e “Blocca la goccia” contenuti nelle uova di Pasqua della linea Solidal Coop, con il marchio di certificazione del commercio equo e solidale Fairtrade, intende far riflettere i più piccoli, e non solo, sull’utilizzo consapevole di una risorsa preziosa come l’acqua.

Un elemento chiave per una vera sostenibilità ambientale, così declinato nelle sorprese delle uova di cioccolato fondente extra 60% e finissimo al latte con cacao e zucchero di canna Fairtrade: sceglierle significa contribuire a sostenere e promuovere lo sviluppo economico e sociale delle comunità in cui operano prevalentemente le cooperative o i produttori in Paesi come Ghana, Costa d’Avorio, Repubblica Dominicana, Paraguay e Costa Rica.

Fairtrade significa condizioni commerciali più eque e opportunità, per i produttori dei Paesi in via di sviluppo, di investire nelle loro imprese e nelle loro comunità per un futuro sostenibile.

Una scelta condivisa anche dai punti vendita dell’insegna della Grande Distribuzione Organizzata ALDI, da un anno presenti in numero sempre maggiore sul territorio nazionale, dove trovare agnellini, pulcini, coniglietti e mini praline a tema ripiene di cioccolato. La gamma di prodotti ALDI, infatti, presenta sempre il Marchio di Programma Fairtrade (FSP) che consente alle aziende di acquistare e utilizzare prodotti certificati Fairtrade, come il cacao, nell’ambito delle loro strategie di sostenibilità.

Da Repubblica Dominicana e Paraguay provengono, invece, il cacao e lo zucchero degli ovetti di cioccolato al latte biologico e Fairtrade Ponchito di Baum società cooperativa, nel formato tradizionale da 20 grammi, nel formato maxi (XL) da 50 grammi e, novità di questa stagione, nel formato tripack. La sorpresa all’interno è realizzata a mano da cooperative sociali e da artigiani di Guatemala, Indonesia, Israele, Perù, Sri Lanka, Armenia, Portogallo e Italia. Il progetto, infatti, coinvolge anche localmente cooperative sociali di tipo B, cioè con l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Una Pasqua sostenibile è anche quella proposta dalle dolcezze che si possono trovare nei supermercati Lidl: quest’anno, infatti, la linea Favorina punta su mini figure di cioccolato al latte a forma di teneri coniglietti o simpatiche ranocchie, ovetti di wafer al cioccolato fondente e molte altre delizie contrassegnate con il marchio di programma Fairtrade. Grazie a questa scelta, Lidl contribuisce allo sviluppo delle comunità di produttori di cacao del circuito Fairtrade.

I giovani del Belize ci aiutano a combattere il lavoro minorile

Fairtrade lavora in molte regioni con un rischio riconosciuto di lavoro minorile perché ci rendiamo conto che sono i luoghi in cui il nostro lavoro è più necessario, supportando contadini e lavoratori nel costruire vite migliori grazie al commercio. Gli studi mostrano che il lavoro minorile è molto diffuso nella produzione di canna da zucchero in molte parti del mondo, inclusi i paesi dell’America Centrale come l’Honduras. Il Guatemala e il Messico. Ma scarseggiano i dati, rendendo difficile per i governi e i fornitori dell’industria sviluppare delle politiche efficaci per contrastarlo. I piccoli produttori di canna da zucchero in Belize stanno investendo tempo e risorse per individuare e rispondere a questo rischio nelle proprie comunità. Uno studio, messo a punto grazie agli sforzi di BSCFA (Belize Sugar Cane Farmers Association) e commissionato da Fairtrade International intercetta il punto di vista e l’esperienza di più di 300 tagliatori di canna da zucchero in un’età compresa tra i 14 e i 28 anni e offre moltissime informazioni pratiche per le organizzazioni di produttori, l’industria dello zucchero e il governo del Belize.

Belize Sugar Cane Association

I giovani protagonisti

Con un approccio innovativo, la ricerca è stata condotta e analizzata dai giovani in veste di supervisori  all’interno del programma di BSCFA per ridurre e rimuovere i rischi di lavoro minorile, nell’ambito del Sistema di valutazione e di soluzione basato sull’inclusione dei giovani. che Fairtrade International ha promosso a livello globale con i Network dei produttori fin dal 2012. Alcuni dei giovani controllori sono stati per primi tagliatori di canna da zucchero e la loro esperienza ha contribuito a costruire le interviste, a raccogliere i dati e a stendere il report, arrivando a produrre una ricerca unica fatta dai giovani, sui giovani e per i giovani. Fra i punti chiave della ricerca, lo studio ha rilevato che più della metà di coloro che sono stati intervistati ha iniziato a tagliare la canna tra i 12 e i 15 anni, 14 anni – l’anno in cui i bambini completano l’istruzione di base – è l’età media. La ricerca non chiarisce se i ragazzi abbiano cominciato per imparare un mestiere, ma di sicuro è una competenza trasmessa dalla famiglia e di cui si occupano soprattutto i maschi.

Il lavoro minorile in Belize, a livello legislativo

In Belize, la legge nazionale permette ai bambini di lavorare nella produzione della canna dall’età di 14 anni. Ma gli Standard Fairtrade bandiscono l’impiego di bambini sotto i 15 anni e proibiscono il lavoro classificato come pericoloso dalla Convenzione 182 dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) sotto i 18. Finché la canna da zucchero verrà tagliata con il machete, che l’ILO ha classificato come uno strumento di lavoro pericoloso, questo metodo sarà  proibito anche dagli Standard. Qualsiasi violazione degli Standard Fairtrade rilevata da questo studio, infatti, è stata presentata alle organizzazioni di produttori interessate, in linea con la Policy di Fairtrade International per la protezione dei bambini e degli adulti vulnerabili.

Il livello di istruzione

Lo studio ha mostrato che il 99% dei tagliatori di canna intervistati ha completato per lo meno l’istruzione di base fino ai 14 anni; alcuni hanno finito la scuola secondaria e pochi hanno raggiunto il diploma. Vista la scarsità di opportunità lavorative per i giovani, la produzione di canna da zucchero è la principale fonte di reddito in Belize. Gli intervistati dicono di essere pagati in linea con il salario minimo nazionale ma più della metà dichiara che il proprio lavoro non offre un dignitoso sostentamento. I suggerimenti principali proposti dai ricercatori e dalle persone coinvolte in tutte e tre le organizzazioni di produttori propongono corsi di formazione sul lavoro minorile per chi si occupa del reclutamento e per gli stessi coltivatori di canna e per tutti l’uso  di equipaggiamenti di protezione. Le organizzazioni di produttori dovrebbero diffondere e far crescere la consapevolezza sul lavoro minorile nel taglio della canna, lavorando con l’industria dello zucchero per stabilire la definizione di lavoro minorile pericoloso e di lavoro leggero accettabile per presentarli al governo del Belize e spingerlo a colmare la differenza tra il salario minimo e la convenzione ILO.

Lo studio dimostra come le piccole organizzazioni di produttori di zucchero del Belize stanno diventando protagoniste nel combattere direttamente il lavoro minorile, facilitare la ricerca di condizioni di vita dignitose per i giovani e offrire consigli che vengano dai giovani stessi. Si stanno impegnando a diventare esperti di diritti umani, lavorando dall’inizio della catena di fornitura e in partnership con l’industria, incluse le aziende e il governo. Fairtrade continuerà a supportare i loro sforzi per eliminare il lavoro minorile inaccettabile e creare prospettive e condizioni di lavoro migliori per i giovani, costruendo un futuro più solido per loro stessi e le loro comunità.

(Traduzione a cura dell’Ufficio comunicazione di Fairtrade Italia)

 

 

ALDI

tarte tatin salata con pomodorini e scaglie di provolone fondente

La tarte tatin ha una storia curiosa: è stata inventata per errore dalle sorelle Tatin che sbagliarono la preparazione della torta di mele. Il risultato finale fu però talmente apprezzato che la torta di mele ‘capovolta’ è oggi molto amato e diffuso non solo in Francia.

Con questa ricetta, ideata in esclusiva per Alce Nero e Fairtrade, Chiara Maci ne propone una versione salata e molto sfiziosa.

Ciambella da colazione al tè verde

La ricetta della classica ciambella della nonna si arricchisce della nota delicata e profumata del tè verde.

Ottima a colazione, accompagnata da frutta di stagione, ma perfetta anche negli altri momenti della giornata in cui abbiamo voglia di qualcosa di dolce!

Pancake di grano saraceno con fonduta di cioccolato fondente e frutta di stagione

Preparare i pancake è facilissimo e questa ricetta con la farina di grano saraceno li rende adatti anche a chi è intollerante o allergico al glutine.

A colazione sono la carica ideale per affrontare la giornata, ma possono anche essere proposti a merenda per rendere lo studio dei ragazzi più piacevole!

Crostatine alla crema e briciole di frollino

Prepariamo una merenda golosa e nutriente per i nostri ragazzi!

Una ricetta classica ma con il tocco finale del biscotto con le fave di cacao, che regala croccantezza e originalità a queste crostatine.

Pochi ingredienti di qualità per un risultato assicurato.

Blondies al cioccolato bianco con fave di cacao

Ecco come preparare dei golosissimi brownies utilizzando il cioccolato bianco e che quindi ribattezziamo blondies!

In questa ricetta viene utilizzato il cioccolato con fave di cacao, che regala una piacevole nota di croccantezza.

Ideali per una merenda, accompagnati da tè o caffè, ma anche come dessert a fine pasto per concluderlo in dolcezza.

Zucchero Fairtrade: tra i paneleros di Quinchia

Non albeggia ancora quando partiamo da Pereira, capoluogo del dipartimento di Risasalda, 250 km ad ovest della capitale, Bogotà. Con me c’è il collega Alessandro Pastò che segue le filiere di zucchero e cacao che arrivano in Italia. È il nostro primo viaggio in Colombia: l’obiettivo è quello di incontrare le cooperative che da meno di un anno esportano il loro zucchero panela a condizioni Fairtrade in Italia.

Dopo tre ore di viaggio in macchina arriviamo a Quinchia, distretto dove si trova la cooperativa Asopanela.  Ad accompagnare questi produttori anche Maria Emilia e Viviana Uribe, tecniche agronome che lavorano per Fedepanela, organizzazione nazionale di supporto che incontriamo proprio lì. Sono loro ad occuparsi della formazione agli agricoltori e dell’accompagnamento nella risoluzione dei piccoli e grandi problemi di ogni giorno. La città, situata a sud di Medellin, è stata teatro di violenza negli ultimi 50 anni dove prima le Farc e poi i Narcos segregavano mogli e figli dei campesinos per costringerli a lavorare per loro.

 

Un passato da cui riscattarsi

Circa un quarto dei circa 40.000 abitanti in quegli anni è stato desplasados (sfollato) anche se ora, grazie a un programma di supporto del governo,  sta in parte tornando alle case e ai terreni di proprietà.

Un’ora di strada sterrata percorribile solo con le jeep ci ha portato al primo “trapiche” (il molino), il magazzino della canna, dove si svolge la molitura e lo zucchero viene asciugato e confezionato in sacchi da 24 kg.  “Con i soldi del Premio Fairtrade, siamo riusciti a comprare le nostre prime divise e a procurare il materiale didattico necessario ai figli dei contadini per accedere al colegio, la scuola media, ci racconta Diego Ismael Trejos, 26 anni, presidente della cooperativa Asopanela, che associa 125 agricoltori e 7 trapiche. È il primo passo per garantire un vero diritto allo studio per le future generazioni”.  Grazie a un progetto del governo colombiano, la cooperativa si sta anche occupando di fare arrivare ai vari nuclei acqua potabile e di mettere in piedi una rete fognaria per garantire migliori condizioni igienico sanitarie ai soci.

Nella selva colombiana

Abbiamo aggiunto un’ora di macchina al nostro percorso per arrivare a un secondo trapiche, dove abbiamo potuto assistere al processo completo da cui si ottiene la panela, lo zucchero di canna non raffinato.

Siamo a quota 1800, sopra le Ande, e intorno a noi,  a perdita d’occhio, c’è solo la rigogliosa selva colombiana, con canna da zucchero che cresce fino a circa 2000 metri e che, a dispetto della follia umana che in quei territori ha prodotto narcotraffico e guerriglia, continua a dare frutti buoni consentendo il sostentamento di queste comunità. La casa dove ci accoglie Dona Marina (proprietaria dell’azienda agricola insieme al marito Jose Gilberto Herrera) è una costruzione bassa in laterizio, con un tetto in lamiera e un porticato. Qui, quando si allarga la famiglia, basta aggiungere una nuova stanza per ingrandire la struttura.

Colpisce il fatto che cose scontate per noi come avere una rete elettrica e accesso all’acqua qui rappresentano un grande beneficio, come poter avere una lavatrice per  lavare anche gli indumenti di lavoro. Dona Marina ci prepara una vera e propria comida campesina, degna degli ospiti più importanti:  sopas de frijoles, pollos, arroz y huevos, corredati da un’accoglienza commovente e piena di speranza.

Nuove prospettive per queste comunità

Ora il nostro compito è quello di trovare nuovi sbocchi commerciali per una cooperativa contigua che supporteremo per poter avere entro il 2018 oltre 300 tonnellate di Panela da agricoltura di base e garantire un migliore futuro a queste comunità .

Abbiamo iniziato il nostro viaggio di ritorno a Quinchia e poi di nuovo a Pereira con la coscienza che il nostro lavoro e il nostro impegno possano concretamente contribuire allo sviluppo sostenibile di queste piccole comunità: oltre 15 ore di strada in condizioni proibitive ci hanno dimostrato che possiamo costruire un’economia equa , fatta da persone vere e solidali.

Paolo Pastore, direttore di Fairtrade Italia