Sefenbo: progetti per migliorare la vita dei raccoglitori

di Valeria Bigliazzi, cooperativa Chico Mendes Modena

Negli ultimi mesi i raccoglitori di noce dell’Amazzonia di Sefenbo (Asociacion de familias extractivistas del norte amazonico de Bolivia) e di Air Muije hanno ultimato la raccolta e l’immagazzinaggio della noce in guscio da inviare alla fabbrica per la lavorazione.

Quest’anno la stagione delle piogge si è prolungata, le piste sterrate e le strade principali sono diventate inagibili e, di conseguenza, il costo dei trasporti è aumentato.

Sefenbo ha raddoppiato comunque la quantità destinata al commercio equo rispetto al 2018 e questo  rafforzerà la sua autonomia e la gestione. Nel direttivo dell’associazione è stata eletta anche una giovane donna, Maricela, della comunità di Gerico: segno che piano piano le donne si stanno facendo strada anche in questo settore, tradizionalmente appannaggio degli uomini.

Un raccoglitore di Sefenbo al magazzino. Copryright Chico Mendes

Prefinanziamento alla produzione

Ma dal 2019 Sefenbo sta lavorando per innovare anche un altro importante settore e sta costituendo un fondo di credito interno. Con il 50% del valore del Premio Fairtrade, ogni comunità ha istituito un piccolo risparmio per i raccoglitori destinato ad anticipare l’acquisto della noce all’inizio della raccolta. Gli anticipi verranno poi restituiti al fondo alla fine della campagna di commercializzazione per ricostituirlo e, sommati ogni anno al 50% del Premio di ogni contratto, costituiranno a breve una riserva consistente che libererà l’organizzazione dalle difficoltà economiche e dai prestiti a tassi altissimi che erogano le banche in questa regione. L’impossibilità di fornire garanzie in termini di beni e terreni (che per legge sono collettivi e inalienabili) rende difficile accedere a crediti a tassi d’interesse normali o agevolati per le organizzazioni in Amazzonia e finora i tassi a cui erano stati ottenuti o proposti erano più alti del 15% annuo.

Le borse di studio per i figli dei raccoglitori

Sefenbo sta inoltre raccogliendo i dati ed  elaborando una lista di candidati per borse di studio e corsi di perfezionamento per soci e figli di soci, per migliorare le loro capacità di gestione, elaborazione di progetti, appoggio tecnico all’interno dell’associazione. Questo progetto sarà realizzato in collaborazione con Fairtrade Italia e Coop Alleanza 3.0 grazie ad una campagna di raccolta punti rivolta ai clienti.

Sefenbo ha per ora un solo cliente Fairtrade, la Coop Chico Mendes di Modena, ma presto aumenterà la sua capacità di raggiungere altri mercati europei. Il marchio Fairtrade fa davvero la differenza per i soci di Sefenbo!

Chico Mendes: il commercio equo che preserva la foresta amazzonica

Si dice che siano un super alimento, insieme alla quinoa, utilizzato addirittura per l’alimentazione degli astronauti nelle stazioni aerospaziali dove le condizioni ambientali sono particolarmente difficili, oppure dagli atleti per migliorare le loro performance sportive. Di sicuro, la cooperativa Chico Mendes di Modena, non ha iniziato a importare le noci dell’Amazzonia e la frutta secca da Brasile e Bolivia per questo motivo ma per sostenere i produttori che dalla raccolta spontanea nella foresta ricavano i mezzi per sopravvivere. L’equilibrio ambientale da cui dipende la loro vita (queste piante crescono solo spontaneamente e non è possibile coltivarle) la rende particolarmente precaria, tanto che l’anno scorso il cambiamento climatico ha influito pesantemente sul raccolto. Valeria Bigliazzi di Chico Mendes ogni anno va a trovare le cooperative e si spinge tra le comunità della foresta per offrire il sostegno economico e la competenza tecnica che qui servono, oltre agli sbocchi commerciali, per garantire un prodotto di qualità anche ai clienti italiani.

Sei appena stata in Bolivia tra i produttori di noci. Come hai trovato la situazione?

Quest’anno, per fortuna, la produzione di noce dell’Amazzonia si prospetta normale, dopo che nel 2017 era caduta fino a -80%. Alcune associazioni sono purtroppo state molto danneggiate da questa situazione nello scorso anno. In pratica, la carenza di prodotto aveva provocato un innalzamento esagerato del prezzo della noce (fino a 4 volte quello base) e questo aveva provocato il dissesto economico delle organizzazioni. Due di loro non lavoreranno questo 2018, nella speranza che si possano riorganizzare e tornare a funzionale il prossimo. Con  Siamo riusciti a farli rientrare nel circuito Fairtrade Air MUije e grazie al nuovo gruppo dirigente si stanno rimettendo in funzione con ottime prospettive. Si sta affacciando anche un nuovo gruppo, Sefenbo, che riuscirà a mandarci uno o due container, grazie all’aiuto che abbiamo fornito (un tecnico, un amministratore e fondi per iniziare a funzionare).

Quali sono le principali problematiche che devono affrontare?

Le difficoltà sono la scarsa organizzazione e formazione dei produttori per cui sarebbe necessario un lavoro di base di consapevolezza, formazione, contabilità. I produttori non hanno all’inizio il concetto che organizzandosi si possono superare molte delle difficoltà economiche e sociali anche in luoghi difficili come la foresta. Poi, una volta organizzati, serve un accesso facile al microcredito per permettere l’operatività iniziale. In questo momento non c’è e spesso le organizzazioni si rivolgono a finanziarie con interessi altissimi, che a lungo andare scalfiscono la loro redditività e addirittura le indebitano con tutti i rischi per la sostenibilità.

In che modo Chico Mendes lavora con i produttori?

Anticipiamo anche il 70% del valore del contratto in modo da rendere possibile l’arrivo della noce alla fabbrica dove vene lavorata . Abbiamo un tecnico che li appoggia in ogni fase, dalla certificazione, alle ispezioni, alle visite alle comunità, all’organizzazione logistica. Poi andiamo in visita una o due volte all’anno per riunioni, o per la stipula dei contratti. Il rapporto personale con le organizzazioni è importantissimo: devono conoscere come lavoriamo, devono vedere i risultati e capire le strategie e i problemi dei nostri mercati. Insomma, devono sentire che siamo tutti sentirci nella stessa barca.

Come vengono impiegati i soldi del Premio Fairtrade?

Finora in migliorie e mezzi di produzione o acquisti. Stiamo orientando i soci per il futuro a utilizzare almeno il 50% del Premio Fairtrade di quest’anno per la costituzione di un fondo rotatorio interno alle organizzazioni per far fronte all’acquisto iniziale della materie prima. Sarà un esperimento, una sfida,  che se ben avviato darà sostenibilità e autonomia alle organizzazioni.

Quali sono gli effetti dei cambiamenti climatici in Amazzonia?

Difficile dirlo, perché in questa regione (Amazzonia Boliviana) non ci sono ricerche o studi approfonditi, ma sicuramente ci sono delle variazioni dei periodi secchi e piovosi, che si fanno più accentuati ed estremi. E questo fenomeno sembra danneggiare la produzione e provocare danni. Ma anche gli incendi, il taglio illegale del bosco provocano disastri: l’uomo è sempre un attore determinante dell’andamento della copertura boscosa in Amazzonia. Per esempio, in Bolivia sono in atto piani per semine intensive di mais, soya, e l’introduzione dell’agricoltura meccanizzata in aree di foresta. Questo processo causerà sicuramente cambiamenti climatici irreversibili a lungo andare.

Che cos’è a tuo avviso il cambiamento più importante portato dal commercio equo?

Le organizzazioni adesso sanno che esiste un’alternativa alla commercializzazione con i loro intermediari locali, sanno che se vogliono possono farcela da soli e con l’aiuto degli attori del commercio equo e che questo canale di vendita ha dei vantaggi che gli altri non hanno. Da quando si è affacciata questa possibilità i prezzi della noce non sono mai più caduti al livello in cui erano prima , a fine anni 90. Il prezzo allora era fino a 6 -7 volte  meno di quello che è adesso.

Dall’altra parte del mondo, le noci dell’Amazzonia sono un prodotto sempre più richiesto e acquistato dai consumatori. La domanda provoca un impatto sulle comunità di origine?

Si, per esempio, oltre all’utilizzo come fondo rotativo per le organizzazione produttive, parte del Premio Fairtrade viene comunque impiegato per investimenti che altrimenti sarebbero impossibili. Una comunità ha già deciso di realizzare un magazzino collettivo per la noce, alcuni pagheranno altri investimenti… Sono soluzioni alle quali non hanno accesso con il commercio convenzionale. In questo modo si acquista la consapevolezza che la noce è un prodotto prezioso, quindi si conserva la foresta da cui si ricava. Credo che il miglior impatto del commercio equo è che laddove esiste è garanzia di conservazione della foresta.

Coop

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Dolce all’arancia, banane e noci

Cominciate la giornata con un dolce sostanzioso che vi darà la carica necessaria per affrontare gli impegni quotidiani. Con la giusta dose di dolcezza al mattino tutto andrà per il verso giusto!

chico mendes modena

Il dolce tesoro della foresta valdiviana

Siamo arrivati da Apicoop nella Valdivia del Cile con qualche riserva sulle spalle, oltre ai nostri zaini carichi del bagaglio che ci portiamo in viaggio. Conoscevamo il loro miele da quando Alberta lavorava alla Bottega di Conegliano, in provincia di Treviso, e in casa l’abbiamo sempre utilizzato. Ma la famiglia che ci stava ospitando in questo periodo ci aveva espresso dei dubbi sul loro modo di lavorare.

E’ bastato il modo semplice e trasparente con cui Ervis Guenupàn Salamanca, presidente di Apicoop, ci ha accolto per fugare ogni perplessità. Le carte disposte sulla scrivania, a sottolineare il suo racconto, parlavano di quasi 20 anni di storia di questa cooperativa nata sulla scia di una missione cattolica e sostenuta inizialmente dai prefinanziamenti delle centrali di importazione italiane.

Ci racconta che la cooperativa si compone di 130 soci, tra la Regione dei Laghi e quella dei Fiumi per un’estensione di 1400 km. Questa caratteristica distintiva di Apicoop permette di avere sempre un buon livello di produzione: in 1400 km si attraversano fasce climatiche ed ecosistemi molto diversi cosicché, se ci dovessero essere problemi di produzione in un’area, possono essere compensati dalla produzione delle altre zone.

Apicoop esporta il 90% della sua produzione e vende a 16 aziende esportatrici differenti per tipologia (13 del Commercio equo europeo + altri 3 importatori “convenzionali”). Ma ha una sovrapproduzione e quindi sta cercando nuovi clienti per espandersi ulteriormente.

Ervis ci spiega che gli apicoltori vengono pagati a chilo di miele prodotto ma chi si dovesse trovare senza produzione, beneficia comunque dell’incremento delle sue quote di partecipazione per la transazione che la cooperativa realizza con i terzi. Ugualmente, i soci della cooperativa usufruiscono del ritiro dei fusti a domicilio, di canali di commercializzazione assicurati, assistenza tecnica gratuita, assistenza sanitaria per le api, sostegno all’iniziativa imprenditoriale dei soci anche in altri ambiti, oltre, naturalmente, al Fairtrade Premium.

L’utilizzo del premio Fairtrade viene deciso collegialmente una volta l’anno, in occasione dell’assemblea dei soci. Quello del 2015 lo si sta investendo per programmi di professionalizzazione dei membri, per alimentare le api e per le attrezzature.

Lasciato Ervis, abbiamo avuto la possibilità di visitare “a sorpresa” un piccolo socio di Apicoop: 20 alveari dispersi nella foresta valdiviana. E’ rimasto molto colpito dal fatto che ci sono molte persone, dall’altra parte del mondo, che spendono tempo e lavoro per sostenere la causa del commercio giusto e che parlano di lui come di altri milioni di piccoli produttori che lavorano nel sistema Fairtrade. Alla fine di questa visita, ci ha regalato un chilo del suo miele che ci darà energia fino alla prossima tappa del nostro viaggio bio e fair.

Nella foto: Alberta e Sebastien insieme a due produttori della cooperativa Apicoop

Tagliatelle con farina di noci, carciofi e ricotta affumicata

Le tagliatelle con farina di noci sono un raffinato primo piatto di stagione facile e veloce da preparare. L’utilizzo di noci e carciofi bio, assieme alle spezie e alla ricotta affumicata rende il piatto particolarmente gustoso e adatto anche alle occasioni speciali.

Cavolfiore al curry con riso

Una ricetta vegana per un primo leggero ma nutriente, facile da preparare: riso con il cavolfiore, reso più sfizioso e profumato dall’aggiunta del curry.

L’aggiunta delle noci completa questo piatto dal punto di vista nutrizionale e dona una piacevole nota di croccantezza.

Potere alle donne in America Latina

Sono molti anni che la cooperativa Chico Mendes – Modena lavora con i produttori di noci: dall’anacardio alle noci dell’Amazzonia, fino alle noci del Cile.

Ogni anno visitiamo i produttori per la stipula dei contratti, per verificare direttamente le condizioni della produzione, le problematiche locali e la logistica degli invii, così da avere uno sguardo diretto sull’evoluzione delle organizzazioni produttive.

In questi ultimi due anni ho potuto constatare che sono molte e sempre di più le donne che lavorano con le noci in tutta l’America Latina, segno che, seppure a piccoli passi, questo settore sta camminando nel giusto senso di marcia.

Bella Villareal e la produzione di noci in Cile

Si chiama Bella Villarreal, è l’anima dei produttori delle noci del Cile certificate Fairtrade della valle di Illapel. Dapprima come tecnico poi come gerente, è riuscita a costruire e dare sostenibilità ai produttori di noci di questa valle, che iniziarono a lavorare in una sorta di capannone improvvisato sul terreno di un socio al bordo della strada che collega Illapel a Santiago e che questo 2016 inaugureranno la loro nuova fabbrica.

Una sfida tutta in salita, ma senza dubbio un gran risultato per chi aveva come prospettiva solo la vendita del proprio prodotto alle grandi imprese di esportazione.

Tereza, Rejane e Cleonide nel nordest Brasiliano

Tereza invece lavora quotidianamente appoggiando Copacaju nella produzione ed esportazione di anacardi per il commercio equo dal Cearà, nel nordest brasiliano. A formare la cooperativa sono i produttori di colonie nate con l’occupazione di terre incolte e latifondi improduttivi da parte del Movimento Sem Terra (MST).

Tereza era una giovane pensionata e impiegata di banca, ma ha deciso di rimettersi in gioco trasformando questi piccoli produttori in impresari autonomi, con una loro dignità e con un reddito assicurato.

Saranno certificati tra qualche mese grazie anche all’aiuto di un’agronoma, Regiane, un’altra ragazza giovane del Piauì.

Fare l’agronoma in queste regioni del Brasile ed essere anche giovane è una bella sfida, ed è donna anche la presidente di Copacaju, Cleoneide, che ha accompagnato la prima ispezione di FLO CERT a cui ho partecipato, con l’emozione di una studentessa prima di un esame.

Sono sicura che ce la faranno, e da giugno avremo i loro primi anacardi certificati Fairtrade.

Feliciano e dona Francisca

Francisca per la difesa dei territori indigeni in Bolivia

Francisca è la presidente dei raccoglitori di noci dell’Amazzonia di Air Muije, in Beni, nell’Amazzonia boliviana. Sono comunità indigene Tacana che da qualche anno si sono organizzate per commercializzare il loro prodotto certificato Fairtrade sottraendosi alla schiavitù economica degli intermediari.

E’ un lavoro durissimo: i territori di raccolta sono nella foresta, ad ore ed ore di sentiero a piedi dai centri abitati e dai magazzini, serve quindi un lavoro di logistica ben coordinato e po’ di clemenza da parte del clima, per poter organizzare la lavorazione con le fabbriche e l’esportazione, poiché qui sono all’ordine del giorno le piogge intense, le inondazioni, l’interruzione delle comunicazioni stradali, telefoniche, elettriche, ecc.

Con un passato da dirigente della sua comunità, Francisca ha alle spalle diverse lotte combattute per la difesa dei territori indigeni; non è più giovane, ma è saggia e prudente e sa cosa vuol dire amministrare con onestà e parsimonia i pochi fondi disponibili. Dopo le ultime due gestioni economiche, non proprio all’insegna della trasparenza da parte di due gerenti uomini, tutti i soci di Air Muije hanno deciso di cambiare direzione contando su una donna: “Basta continuare a fidarci, dobbiamo puntare su una persona onesta che conosciamo bene”, ed ecco fatta la scelta.

A volte penso che abbiamo ancora tanto da imparare anche noi che veniamo da paesi per così dire sviluppati. Così quest’anno ho avuto tanti e buoni motivi per rallegrarmi nel mio consueto e faticoso viaggio verso e con i produttori.

Forse in parte sarà per il fatto che anche io sono una donna?

Nella foto in alto: Francisca, presidente della cooperativa Air Muije insieme ad alcuni lavoratori appartenenti alla comunità indigena Tacana in Beni, Amazzonia boliviana.

Nella foto centrale: dona Francisca e Feliciano.