Mezzo milione di euro per l’ananas di Nicofrutta

Rafforzare la catena di valore dell’ananas certificato proveniente dai piccoli produttori in Costa Rica. È l’obiettivo del programma di sviluppo in partenariato pubblico-privato finanziato con il contributo di Nicofrutta S.r.l. e del Ministero dell’Economia della Germania, per un totale di 571.000 euro.

«L’obiettivo è rafforzare la catena del valore dei produttori di ananas attraverso la formazione e il supporto tecnico in campo ambientale e della biodiversità – spiega Luciano Nicolis, Amministratore Delegato Nicofrutta S.r.l – l’istituzione e il rafforzamento del sistema di controllo interno delle organizzazioni come garante di una produzione socialmente e ambientalmente sostenibile. Vorremmo arrivare a fare in modo che il cento per cento della produzione di queste organizzazioni rispetti gli standard dei principali schemi di certificazione, tra cui Fairtrade e biologico».

Coltivazione di ananas biologico in Costa Rica, coop. Agronorte
Coltivazione di ananas bio e Fairtrade, cooperativa Agronorte, Costa Rica. © James Rodriguez

Nicofrutta S.r.l. viene costituita nel 2002 a Verona e da subito si impegna nell’importazione di ananas certificato Fairtrade dalla Costa Rica. Grazie ai finanziamenti di Nicofrutta, infatti, i soci di Agronorte, nel nord del Paese, sono diventati i primi produttori al mondo di ananas certificato.

«Abbiamo garantito ai piccoli produttori di ananas assistenza tecnica e finanziaria e formazione agroindustriale», prosegue Nicolis. «Grazie allo sviluppo di questa attività e alle entrate aggiuntive derivanti dal Premio Fairtrade, le comunità locali hanno potuto sviluppare progetti ambiziosi come la costruzione di un acquedotto nella zona di Upala; borse di studio per gli studenti e l’acquisto di attrezzature informatiche a Veracruz in Pital e in altre scuole dell’area; l’acquisto di apparecchiature mediche per la casa di cura di Pitale di San Carlos».

Luciano Nicolis
Luciano Nicolis

La società opera nello stato centroamericano attraverso la sussidiaria costaricana Nicoverde. «Useremo un metodo tedesco chiamato Biodiversity Check, che fornisce alle aziende agricole una valutazione dei rischi e delle opportunità legati ad aspetti come la salvaguardia della foresta, l’utilizzo del suolo, il rispetto dell’ecosistema, dei corridoi biologici, della flora e fauna, conclude l’ Amministratore Delegato Luciano Nicolis. In base a questa valutazione, verrà proposto un piano di miglioramenti da apportare e un programma di lavoro ad hoc. Verrà inoltre fornito il supporto tecnico necessario alla creazione di laboratori cosiddetti di “bio-input” (decompositori di rifiuti organici, fertilizzante di azoto biologico, biofertilizzanti di fosforo, stimolatori della crescita e biocontrol) presso le organizzazioni dei produttori».

Nicoverde: l’ananas con due cuori (anzi tre)

Quindici anni di lavoro nel Fairtrade, accanto ai produttori, seguendo passo passo l’evoluzione del mercato ma sempre mettendoci il cuore, anzi, oltre al “cuore” fisico del frutto,sotto la polpa, altri due: quello sociale e quello ambientale.

Si può forse riassumere con questa frase l’impegno di Nicofrutta, azienda veronese che importa ananas dal Costa Rica a condizioni Fairtrade, che da pochi mesi ha scelto, ancora una volta, di affiancare i piccoli produttori di ananas in una scelta importante: costituire una società italo costaricana per costruire un impianto di immagazzinamento e di lavorazione dell’ananas. Nicoverde, questo il nome dell’azienda, ha acquisito un magazzino di 5000 metri quadri, dove riesce ad assumere il controllo dell’intero ciclo del prodotto, dalla raccolta, alla lavorazione, alla distribuzione. Abbiamo incontrato, durante una sua recente visita in Italia,  Jorge Sanchez, presidente dell’associazione dei produttori di ananas Biologico e rappresentante dei piccoli produttori  associati a Nicofrutta in questa impresa: “Finora- dice Jorge-ci siamo avvalsi dell’apporto di aziende esterne per la fase di post raccolta,non avendo le risorse necessarie da investire in un impianto tecnologico tutto nostro. Questo danneggiava la qualità del nostro prodotto: come tutti i freschi, anche  l’ananas necessita di essere velocemente lavorato (pulito, lavato, refrigerato) in contesti che abbrevino il più possibile il tempo dalla raccolta al consumo finale. Affidandoci a operatori esterni, non avevamo il controllo sul prodotto che andavamo a vendere ai supermercati americani ed europei e che dipendeva troppo dalla gestione dei nostri fornitori di servizi post raccolta”.

La valorizzazione dei piccoli produttori 

Aggiunge Luciano Nicolis, titolare di Nicofrutta: “Questa situazione ci portava a moltiplicare i controlli e a dover scartare frutta non conforme prima di far arrivare ai nostri clienti l’ananas con i requisiti di qualità richiesti e con le caratteristiche che esigiamo dal nostro prodotto”. Di qui la scelta di avviare un magazzino proprio che ha comportato un grosso investimento sostenuto dall’azienda italiana e indispensabile per stare al passo con una concorrenza sempre più agguerrita. Il salto di qualità era inoltre necessario per valorizzare il lavoro dei 150 piccoli produttori coinvolti che con passione e attenzione cercano di portare sul mercato un prodotto “pulito” da tutti i punti di vista. “Abbiamo un ananas eccellente, da agricoltura a lotta integrata o biologica. Non potevamo compromettere il lavoro dei nostri soci trascurando le fasi successive” ribadisce Nicolis.

No ai prodotti chimici

Sono infatti molte le problematicità da affrontare per coltivare un prodotto rispettoso delle persone e dell’ambiente senza ricorrere all’uso di fitofarmaci. Le grandi aziende concorrenti li utilizzano a piene mani per fronteggiare le diverse malattie o semplicemente durante la fase di post raccolta, quando i resti delle piante vengono lasciati sul terreno e tradizionalmente l’uso di disseccanti permette poi di rimuoverli facilmente per fare posto alle nuove coltivazioni. Nel Fairtrade non è così: la lista delle sostanze proibite, a tutela dell’ambiente, non consente l’impiego di fitofarmaci: i contadini devono rimuovere manualmente i resti e utilizzarli per un compost che vada a nutrire il terreno stesso anche attraverso l’apporto di microrganismi. Questa pratica, migliorata attraverso il supporto tecnico di esperti che accompagnano gli agricoltori, ha innescato un processo virtuoso: tutte le produzioni sono a lotta integrata o biologica e tutte le problematiche vengono affrontate in modo da creare il minore impatto possibile sull’ambiente e sulle persone. Un esempio? Il cambiamento climatico che sta intensificando le piogge, a danno delle produzioni, si sta affrontando grazie a un nuovo sistema di drenaggio per evitare il ristagno dell’acqua che compromette la qualità dell’ananas.

Da contadini a piccoli imprenditori

Ma che cosa è cambiato da quando Fairtrade è arrivata, 15 anni fa? “Prima eravamo solo operai che lavoravano la terra e sopravvivevano. Adesso siamo imprenditori, abbiamo le nostre case, i nostri mezzi di trasporto, è cambiato il modo di pensare al nostro lavoro” dice Sanchez. I soldi del premio Fairtrade sono stati investiti per portare acqua nelle comunità, per attrezzature mediche utilizzate nelle case di cura per anziani, per borse di studio, per progetti di formazione. Che cosa chiedere di più a Fairtrade? “Noi riconosciamo il marchio Fairtrade come il marchio dei piccoli produttori e chiediamo che continui a esserlo. Vogliamo che Fairtrade possa continuare a comunicare e a sensibilizzare le persone e i supermercati in modo che siano consapevoli del fatto che il nostro prodotto ha dietro di sé una storia speciale che vuole essere raccontata”.

 

Coop

Un consiglio per le vacanze…

Tra pochi giorni in Brasile inizierà la raccolta delle arance e per i piccoli produttori di questi agrumi, tra i più diffusi e apprezzati al mondo, comincia uno dei periodi più impegnativi e cruciali dell’anno.

A partire dai primi di luglio, tutti i componenti della famiglia di ogni “fazenda” arriveranno nei campi prima del sorgere del sole per raccogliere a mano ogni singolo frutto già maturo, lungo filari di alberi che arrivano fino a quattro metri di altezza.

Ce lo racconta Vanusa Toledo, direttrice di COACIPAR, un’organizzazione di 57 aziende agricole a conduzione familiare con sede nel Paranà, produttrice del succo d’arancia Fairtrade che arriva sui nostri scaffali.

È il periodo dell’anno in cui c’è lavoro anche per diversi aiutanti stagionali, provenienti da diverse parti del mondo.

Alla fine della campagna (che dura in totale sei mesi) la Cooperativa aprirà le sue porte a tutti, organizzando una grande festa, una vera e propria “sagra” in cui i produttori, i lavoratori e le loro famiglie celebreranno il buon esito dell’attività agricola.

“In più, alla fine della stagione i lavoratori che si saranno distinti per il loro impegno e dedizione riceveranno un bonus in denaro ulteriore, afferma orgogliosa Vanusa.

Qualità della vita e prodotti più buoni grazie a Fairtrade

Questo è infatti uno dei modi in cui i soci produttori della cooperativa COACIPAR scelgono collegialmente di investire ogni anno il Premio Fairtrade, devolvendo a questo bonus il 10% dell’intero importo.

Il 45% del premio viene poi destinato a miglioramenti infrastrutturali, come l’acquisto di macchinari (macchine elevatrici che facilitano la raccolta dei frutti da alberi alti fino a quattro metri), attrezzature e dispositivi per la sicurezza sul lavoro, corsi di formazione per il primo soccorso.

L’altro 45% viene investito in ambito sociale, per il miglioramento della qualità della vita delle famiglie ma anche per dare un’educazione e un supporto a bambini e adolescenti delle zone più povere del Paese, come le favelas.

“Grazie al Premio Fairtrade il tenore di vita delle nostre famiglie è cambiato visibilmente, persone che hanno sempre e solo lavorato la terra hanno finalmente avuto la possibilità di ristrutturare le proprie case e poter ricevere ospiti. Cambiamenti che non sarebbero stati possibili se fossimo fuori del sistema Fairtrade”.

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L’unione fa la forza

Il prezzo di mercato delle arance convenzionali è inferiore al prezzo minimo assicurato da Fairtrade alle organizzazioni di produttori, è quindi molto difficile per i piccoli coltivatori non organizzati entrare in un mercato estero e poter competere.

Inoltre, una grande conquista che la cooperativa è riuscita a ottenere nell’ultimo anno è stata quella di entrare nella compagine societaria dell’industria trasformatrice delle arance in succo. Questo ha consentito di dare maggiore continuità, solidità e sicurezza alle attività di COACIPAR e alla loro capacità di stare sul mercato.

“La nostra mission è promuovere la crescita dei piccoli produttori soci della cooperativa attraverso azioni che riescono a far aumentare la produzione agricola in maniera sostenibile a livello economico, ambientale e sociale. E, cosa molto importante, assicurando uguaglianza e pari opportunità tra tutti i soci continua Vanusa, dichiarando che COACIPAR rappresenta un’organizzazione di piccoli produttori 100% Fairtrade!

Cambiamenti climatici e sfruttamento delle risorse le sfide principali

Durante l’inverno un albero di arance ha bisogno di almeno 700 ore a una temperatura minore di 15 gradi, altrimenti la fioritura non ha un buon esito, e solo l’1% dei fiori di ogni pianta diventa frutto.

L’aumento delle temperature può compromettere il raccolto e dal 2000 a oggi il clima è diventato sempre più determinante.

Ma più che il clima sono le multinazionali dei fitofarmaci che stanno danneggiando l’ambiente e le colture nel nostro Paese” tiene a precisare Vanusa “Le dosi massicce di ormoni, pesticidi, antiparassitari, irrorati su piante e campi per decenni hanno ‘drogato’ il terreno rendendolo più povero e vulnerabile agli attacchi delle malattie e dei parassiti”.

D’altro canto, in COACIPAR i campi non sono molto estesi (la dimensione media di una piantagione è pari a 20 ettari) e per controllare eventuali presenze di parassiti basta un solo lavoratore ben formato.

Inizia l’estate e molti di noi staranno già pensando alle vacanze: perché non andare alla scoperta di quei produttori che, piccoli ma determinati, dall’altra parte del mondo, lavorano per costruire un futuro migliore non solo per sé ma per l’intero pianeta?

 

DESSERT ALL’ANANAS CON PRALINE DI CIOCCOLATO

Preparate il dessert all’ananas con praline di cioccolato per una cena speciale, sarà il finale ad effetto che stupirà i vostri ospiti.

È un dessert goloso, fatto con frutta esotica e cioccolato, facilissimo e veloce da preparare, da servire anche  con una pallina di gelato alla vaniglia.

 

Torta rovesciata con Ananas caramellato

Bella da vedere e anche molto buona.

Fate caramellare per bene lo zucchero, in modo che al momento di girarla vi troverete davanti a uno splendido e invitante strato di ananas caramellato e croccante.

Si accompagna bene con un po’ di gelato.

Torta all’ananas speziato

Buonissima e molto profumata!

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