Il dono giusto a San Valentino

Fiori, cioccolatini o il classico anello romantico. Il dono giusto a San Valentino è Fairtrade, all’insegna del rispetto per i lavoratori nei Paesi in via di sviluppo.

Chi coltiva i fiori con la certificazione internazionale del commercio equo e solidale, provenienti soprattutto da coltivazioni sostenibili in Kenya, deve seguire regole precise dal punto di vista sociale: non ci deve essere sfruttamento dei lavoratori o discriminazione di nessun tipo, deve essere garantito a ciascun lavoratore il salario previsto dal contratto di lavoro di riferimento, nazionale o locale. La coltivazione si caratterizza per il rispetto dell’elenco delle sostanze proibite, del risparmio idrico ed energetico, dell’impiego dei sistemi di riciclo delle acque e dell’irrigazione con il sistema idroponico per l’uso controllato dell’acqua.

Maraismara, l’orafa artigiana che lavora i metalli certificati Fairtrade, per San Valentino, invece, propone alcuni modelli di anello “nodo” in argento Fairtrade. La filiera Fairtrade è completamente tracciabile. Lo Standard Fairtrade per l’oro, l’argento e i metalli preziosi consente ai minatori dei Paesi in via di sviluppo la produzione di oro etico, proponendo agli operatori del settore nuove opportunità di approvvigionamento di materie prime responsabili. Il timbro d’oro Fairtrade è garanzia della provenienza da una fonte socialmente ed ecologicamente responsabile, che comporta un beneficio economico concreto per i minatori.

Fairtrade, infine, aiuta a rendere più sostenibile anche la coltivazione del cacao, garantendo il prezzo minimo Fairtrade per questa materia prima con la quale si realizza il cioccolato, un dono sempre molto apprezzato, e offrendo un guadagno aggiuntivo da investire nelle comunità locali, in modo che gli agricoltori possano costruire un futuro migliore per sé e per le loro famiglie. Un’idea perfetta per un buon San Valentino, ad esempio, sono le mandorle e nocciole ricoperte di cioccolato biologico di Damiano – Think organic, disponibili nella confezione regalo multipack My Choco.

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La parità per le donne nella produzione di fiori

Da vedova e madre di tre figli, Rosemary Achieng è fin troppo consapevole delle sfide che le donne devono affrontare per tenere in equilibrio le esigenze del lavoro e della famiglia. La 47enne è supervisore a Panda Flowers, una produzione certificata Fairtrade sulla riva del Lago Naivasha in Kenya.

“Essendo io sola a occuparmi dei miei figli, un contratto di lavoro a tempo indeterminato e un reddito sicuro sono incredibilmente importanti”, spiega Rosemary. Questo è particolarmente vero per il settore dei fiori del Kenya, dove le donne devono affrontare sfide quotidiane tra salari bassi, cattive condizioni di lavoro, esposizione ai pesticidi e discriminazione.

PIÙ DIRITTI E SICUREZZA

“Fairtrade ha cambiato molto la situazione”, continua Rosemary, una delle circa 450 donne dei 900 lavoratori di Panda Flowers. “Le donne e gli uomini ora hanno gli stessi diritti. Ci sono ore normali di lavoro, giorni di permesso fissi e un miglioramento significativo delle norme di sicurezza”.

Lavorare in una produzione certificata Fairtrade ha dato a Rosemary la possibilità di avere una casa tutta sua e ai due figli, ora, di studiare all’università grazie alle borse di studio pagate dal Fairtrade Premium. “Sono felice e orgogliosa che i miei figli siano stati in grado di studiare. Fairtrade ha avuto un impatto molto positivo non solo sulle nostre condizioni di lavoro, ma anche sulla nostra vita famigliare”, sostiene.

I progetti Fairtrade Premium hanno portato benefici anche, in maniera più ampia, alle donne della comunità, come ad esempio una clinica ostetrica sul Lago Naivasha. Ora le donne hanno un posto sicuro per partorire.

C’È ANCORA DA FARE

Questo quadro positivo, però, non è ancora completo. Rosemary è consapevole delle sfide difficili che rimangono, in particolare nel settore della leadership, nel quale la partecipazione femminile è ancora bassa: “Siamo tutti uguali e chiunque, se qualificato, è in grado di diventare un leader”, afferma. Rosemary è più qualificata di altri: dopo 13 anni di lavoro, ora siede a capo del comitato salute e sicurezza e, in precedenza, è stata a capo del comitato sull’uguaglianza di genere per sei anni.

Fairtrade ha istituito comitati sulla parità di genere in ciascuna delle aziende di coltivazione di fiori Fairtrade del Kenya. “Il comitato sull’uguaglianza di genere è così importante perché assicura che tutti vengano trattati allo stesso modo”, spiega. “Questo è particolarmente importante per le lavoratrici, in quanto, spesso, non sono consapevoli dei loro diritti. Ho organizzato corsi di formazione per dare loro le conoscenze appropriate. Ora sono molto più forti di prima”.

LA STRATEGIA

Le lavoratrici stanno incontrando pregiudizi molto profondi. La ricerca Fairtrade ha rivelato che l’uso diffuso di manodopera casuale femminile aumenta il rischio di violazioni dei diritti umani, la discriminazione e le molestie sessuali.

La Fairtrade’s 2016-2020 Gender Strategy cerca di affrontare gli squilibri nelle relazioni di potere e promuovere l’uguaglianza di genere nelle organizzazioni di produttori. La strategia mira a costruire il potere e l’autonomia delle donne, in modo che possano intensificare la loro presenza in ruoli dove tradizionalmente gli è stata negata e migliorare le loro condizioni.

Fairtrade sta lavorando anche con partner locali per rafforzare i diritti delle donne e affrontare le questioni relative alle molestie. Ad esempio, nel 2016 Fairtrade Africa, Kenya Flower Council e Workers’ Rights Watch hanno lanciato un protocollo sulle molestie sessuali per tutte le aziende di floricoltura del Kenya, la prima volta in assoluto per il settore.

 

Intervista a cura di Fairtrade International. Traduzione e adattamento: Ufficio comunicazione Fairtrade Italia.
Foto di Fairtrade International e Ola Höiden.

Cosa si nasconde dietro ai petali

La disparità di genere è spesso vista come un problema che riguarda solo le donne. In realtà si tratta di una questione di equilibri di potere tra uomini e donne e di relazioni libere da pregiudizi.

Raggiungere la parità di genere in agricoltura significa rendere produttori e lavoratori in grado di costruire comunità dove ognuno si senta valorizzato allo stesso modo. È un problema che non possiamo permetterci di ignorare, moralmente ed economicamente.

L’esperienza di Fairtrade insegna che non esiste una soluzione rapida che elimini di colpo la discriminazione. Una nostra ricerca sulle condizioni lavorative nelle piantagioni di fiori, ad esempio, rivela l’esistenza di forti pregiudizi nei confronti delle donne che lavorano ai margini di un settore altamente redditizio come questo.

L’impiego diffuso di manodopera femminile precaria aumenta il rischio di violazioni dei diritti umani fondamentali, di discriminazioni e di molestie sessuali. Spesso, in questo tipo di aziende, le donne, a causa della loro condizione di estrema povertà, sono costrette a lavorare per moltissime ore al giorno per sfamare le proprie famiglie. Un ingente carico di lavoro che impedisce loro di aspirare a raggiungere ruoli decisionali e di influire sulle scelte aziendali. Il settore della coltivazione di fiori ha registrato una crescita rapida, ma le donne, che rappresentano la maggior parte della forza lavoro, non hanno visto migliorare significativamente la loro condizione.

Continua a leggere l’articolo sul sito dell’Huffington Post.

 

Questo articolo è stato pubblicato originariamente su Le Huffington Post l’8 marzo 2016 ed è qui riprodotto per gentile concessione.

Traduzione: Ufficio comunicazione Fairtrade Italia.

TsiTsi Choruma è Chief operating officer di Fairtrade Africa e Senior advisor on gender di Fairtrade International.

Nella foto: coltivatrici di fiori, Kenya. Foto di Katarina Schwab.

Simbi Roses

L’azienda Simbi Roses si trova a Thika, a un’ora di macchina dalla capitale Nairobi, in direzione opposta al lago Naivasha. Questa vicinanza a Nairobi, il clima e la disponibilità d’acqua costante attraverso dighe artificiali della zona rendono la regione vocata all’agricoltura e alla floricoltura.

L’azienda ha iniziato la sua attività con soli 2 ettari di terreno all’interno di una piantagione di caffè. Anno dopo anno, l’area dedicata alla coltivazione di fiori si è ampliata fino a raggiungere i 24 ettari, per un totale di 40 milioni di rose Fairtrade prodotte ogni anno.

Oggi Simbi Roses produce oltre 10 differenti varietà di rose ed è una delle migliori organizzazioni della regione per la qualità del prodotto e del servizio offerto.

Destinazione Fairtrade premium:

  • Ristrutturazione delle aule e degli uffici della scuola locale: i vecchi infissi rotti sono stati sostituiti, così come il pavimento, un tempo pieno di buche e crepe.

Questo è solo l’inizio delle attività di sviluppo pianificate dai lavoratori. Grazie all’utilizzo del Fairtrade Premium, desiderano creare delle borse di studio per l’istruzione dei bambini e acquistare materiale edilizio per migliorare le loro abitazioni.

Ravine

Ravine Karen Roses è un’azienda a conduzione famigliare, composta da sei coltivazioni di rose situate a Nairobi e a Eldama Ravine, una cittadina a circa 260km dalla capitale keniana. Nonostante le sue ridotte dimensioni, questa realtà costituisce oggi uno dei più importanti datori di lavoro per la popolazione locale. La regione vive infatti di un’economia di sussistenza, caratterizzata da un alto tasso di disoccupazione e basata principalmente sul lavoro di piccoli contadini.

La sostenibilità ambientale e sociale hanno da sempre caratterizzato l’attività dell’organizzazione. Dal 2004 possiede la certificazione Fairtrade. A causa dell’alta predisposizione della pianta della rosa a contrarre malattie, i vivai tradizionali fanno spesso un uso massiccio di pesticidi. Presso Ravine Karen Roses, invece, i fiori vengono coltivati razionalizzando l’acqua e i fertilizzanti impiegati. Dove è possibile, inoltre, vi è l’uso di antiparassitari biologici al posto di pesticidi chimici.
Il 1° dicembre 2011 l’azienda ha cominciato a vendere le proprie rose direttamente ad un importatore italiano, creando una relazione diretta con l’esportatore e garantendo così non solo una filiera più breve e trasparente, ma anche una maggiore responsabilizzazione dell’importatore ed una migliore comprensione delle dinamiche del mercato europeo da parte dell’azienda produttrice. Ecco che cosa ci racconta Grace:

Destinazione Fairtrade premium:

  • Educazione. Costruzione di aule scolastiche e di un asilo, di cui i lavoratori possono beneficiare a tariffe agevolate. Allestimento di una biblioteca e attivazione di un laboratorio di scienze.
  • Servizi. Costruzione di un centro ricreativo che include anche un laboratorio di sartoria, una biblioteca per i lavoratori e un laboratorio di informatica.
  • Creazione di un fondo prestiti (“Edu-credit”), a cui i lavoratori possono accedere ad interessi zero per finanziare attività educative proprie o della propria famiglia.