Covid 19: le iniziative dei produttori di caffè in Colombia

Le organizzazioni di produttori di caffè in Colombia stanno trovando nuove soluzioni per continuare a raccogliere il caffè e mantenere le vendite a livello locale durante la quarantena imposta dal governo a seguito della pandemia da COVID-19.

Nel comune di Riosucio, nel dipartimento di Caldas, un furgoncino della Cooperativa de Caficultores del Alto Occidente de Caldas, percorrendo strade strette e impervie, raccoglie i sacchi di caffè dai produttori locali, li pesa e li porta al centro di raccolta. In questo modo, aiuta i suoi soci a conferire il caffè raccolto ed evita loro di spostarsi, creare assembramenti o esporsi a un possibile contagio da Coronavirus.

Il furgoncino svolge questo servizio quattro giorni alla settimana, senza costi aggiuntivi per i produttori. Durante il mese di aprile, sono stati raccolti 150.000 chili e per le prossime settimane l’organizzazione spera di arrivare a un totale di 600.000 chili, mettendo insieme il raccolto dei 700 soci che vivono nel comune di Riosucio.

Con questo servizio superiamo il problema dell’isolamento e facciamo in modo che i coltivatori possano prendersi cura di se stessi e difendersi dalla pandemia. Allo stesso tempo, consentiamo loro di vendere il prodotto anche con le limitazioni dei trasporti che sono state imposte nelle comunità”, ha dichiarato Cesar Julio Diaz, direttore della cooperativa. Aggiungendo che le risorse per l’acquisto del caffè dai produttori provengono dal Premio Fairtrade.

Le socie della la Asociación de Mujeres Caficultoras del Cauca
Le socie della la Asociación de Mujeres Caficultoras del Cauca

Il divieto di spostarsi da un comune all’altro mette in difficoltà le organizzazioni come la Asociación de Mujeres Caficultoras del Cauca, nel dipartimento di Cauca, che si trovano senza lavoratori durante la raccolta del caffè. La soluzione per loro è stata quella di reclutare i dipendenti di una fabbrica locale che erano stati licenziati per la cessazione dell’attività.

Il caffè al momento viene conservato nelle stesse aziende dei soci, dal momento che sono in atto restrizioni sulla mobilità che non consentono ai produttori di portarlo nella città di Popayan per la trasformazione.

Orfa Orozco, presidente di AMUCC
Orfa Orozco, presidente di AMUCC

“Stiamo conservando il caffè nelle nostre case, poiché non disponiamo di magazzini per lo stoccaggio, lo stiamo sistemando nei nostri salotti o nelle stanze che lasciamo libere. Allo stesso tempo stiamo molto attenti a seguire le misure di prevenzione come il lavaggio delle mani all’arrivo al lavoro la mattina o prima dei pasti e usiamo sempre guanti e mascherine” ha spiegato Orfa Orozco, presidente di AMUCC.

I gruppi WhatsApp sono diventati il mezzo di comunicazione più efficace per le donne produttrici, che attraverso questo mezzo condividono informazioni importanti su misure di sicurezza, regolamenti governativi e assistenza tecnica per la gestione delle loro aziende agricole.

Questa forma di comunicazione con i soci è stata implementata anche dalla Red de productores ecologicos de la Sierra Nevada de Santa Marta (Red Ecolsierra), che ha già terminato il periodo di raccolta, ma sta lavorando il caffè.

Per Víctor Cordero, direttore generale di Red Ecolsierra, la pandemia da Coronavirus ha costretto sia le organizzazioni che gli enti governativi ad affidarsi agli strumenti digitali e a usare molto di più le nuove tecnologie.

 

“Dall’inizio della pandemia, tutti sono passati alla documentazione online e digitale, che ovviamente aiuta molto. Prima un documento essenziale per l’esportazione come il BL, se i clienti non lo ricevevano fisicamente non lo pagavano, oggi che avviene tutto digitalmente si semplificano le cose. Beh, ciò dimostra che questo cambiamento verso una maggiore digitalizzazione è davvero possibile”, sottolinea Cordero.

Víctor Cordero, direttore generale di Red Ecolsierra

Per Cordero, la pandemia è anche un’opportunità per le piccole organizzazioni di produttori di rafforzare i loro canali di comunicazione digitale con i clienti e tra i soci e di iniziare a promuovere il commercio on line, così come a ripensare il modo in cui fare le riunioni con il consiglio di amministrazione.

Naturalmente questo ci obbliga come organizzazioni a ripensare il nostro modello di business. Riscopriamo ad esempio l’importanza dei siti web, a cui molte delle nostre organizzazioni non avevano prestato molta attenzione”, ha detto.

Un nuovo requisito rafforzerà i produttori di cacao e caffè

Fairtrade International fa un altro passo per portare sempre maggiori benefici agli agricoltori, annunciando un nuovo requisito per le cooperative e i trader che richiedono la certificazione per caffè e cacao. A partire dal 1 giugno 2020, le cooperative e i trader che fanno domanda devono dimostrare di avere già, da parte dei clienti, degli impegni di acquisto per nuovi volumi di vendite Fairtrade. Tali impegni devono essere confermati dal licenziatario che metterà il Marchio sui prodotti finiti e validate dall’Organizzazione Nazionale Fairtrade di competenza (Fairtrade Italia per gli operatori commerciali italiani). Sarà inoltre possibile certificarsi, per le nuove organizzazioni di produttori, per garantire la continuità della fornitura di caffè e cacao Fairtrade per un contratto già in essere.

Questa decisione è frutto dell’impegno di Fairtrade per fare in modo che gli agricoltori guadagnino un reddito dignitoso ed è solo una delle molte misure che Fairtrade sta sviluppando su input delle cooperative stesse e di altri stakeholder.

“Questa modifica ha l’obiettivo di consentire alle neo-certificate cooperative di produttori di caffè e cacao di vendere immediatamente a condizioni Fairtrade, a vantaggio dei soci agricoltori. Inoltre, le cooperative Fairtrade esistenti, con la crescita della domanda, aumenteranno la percentuale di prodotto venduto a condizioni Fairtrade”, dice Gelkha Buitrago, direttrice dell’unità Standard and Pricing di Fairtrade International. “Gli agricoltori meritano di guadagnare dignitosamente per il lavoro che fanno. Vendere il loro raccolto a condizioni Fairtrade – con il Prezzo e il Premio Fairtrade – è un elemento chiave per riuscirci.”

I produttori di caffè devono misurarsi con prezzi globali storicamente bassi, per più di un anno mediamente sotto il dollaro alla libbra. I prezzi sono significativamente inferiori al costo di produzione per quasi tutti i piccoli cafficoltori. Il Prezzo Minimo Fairtrade di 1,40 dollari alla libbra e il Premio Fairtrade aggiuntivo sono una rete di protezione in questi periodi di ribasso, ma la quantità di caffè che riescono a vendere a condizioni Fairtrade dipende dall’impegno degli acquirenti finali.

Anche per il cacao in Africa occidentale ci sono sfide significative, visto che la maggioranza delle famiglie di coltivatori di cacao vive in povertà estrema. A partire da ottobre 2019 Fairtrade ha aumentato del 20% il Prezzo e il Premio per il cacao come passo verso il raggiungimento del reddito dignitoso. Jon Walker, Senior Advisor per il cacao di Fairtrade International, riferisce che, nonostante le stime preliminari per il 2019 indichino un calo dell’11 per cento (rispetto al 2018) delle vendite di cacao dalla Costa d’Avorio, il valore finanziario totale per le cooperative di cacao ivoriane e i loro soci agricoltori è cresciuto di quasi il 35 per cento.

“A livello individuale, tuttavia, alcuni agricoltori non hanno visto benefici. Dobbiamo ritornare alla crescita dei volumi Fairtrade, venduti dalle cooperative e dai loro soci, già viste negli scorsi anni, lavorando insieme a partner industriali impegnati”, ha dichiarato Walker.

Il nuovo requisito sarà effettivo, a partire dal primo giugno, per i prossimi 14 mesi, oppure finché non venga superato dall’aggiornamento degli Standard Fairtrade per il caffè e il cacao, che sono attualmente in fase di revisione. Durante le consultazioni per la revisione degli Standard, i produttori e gli altri attori della filiera daranno il proprio contributo in diversi momenti e misure.

Maggiori informazioni per le organizzazioni dei produttori e i trader sono disponibili sui siti di Fairtrade International e di FLOCERT, l’ente certificatore indipendente di Fairtrade.

Agricoltori, eroi sconosciuti durante COVID-19

La pandemia del COVID-19 senza dubbio ha sommerso il mondo come una tempesta in cui migliaia di medici e infermieri in prima linea combattono per salvare vite umane, i governi elaborano misure per la cura del benessere della popolazione, le imprese lottano per salvare l’economia, i dipendenti e i lavoratori sono preoccupati per la perdita di posti di lavoro e del sostegno alle famiglie.
Coltivatore di caffè di Koperasi, copyright Nathalie Bertrams

Anche i contadini sono in prima linea

In mezzo a tutto questo non dobbiamo dimenticare i nostri agricoltori, gli eroi non riconosciuti che combattono e affrontano diverse calamità ogni giorno per assicurare sufficienti risorse alimentari alla popolazione mondiale. Nel video, i coltivatori di caffè di Koperasi Serba Usaha (KSU) Sara Ate sono alle prese con l’improvviso cambiamento del tempo mentre si affrettano a salvare il raccolto che stava essiccando al sole. Il loro primo istinto è quello di correre ai ripari senza badare al freddo, inzupparsi o avere paura di ammalarsi. Molti produttori Fairtrade dell’Asia e dell’area del Pacifico sono in Indonesia, un paese che è soggetto a condizioni meteo mutevoli causate dal cambiamento climatico. Il video mostra solamente uno scorcio delle tante difficoltà che essi incontrano quotidianamente e il COVID-19 è solo un’altra sfida che si aggiunge alla lunga lista di battaglie contro il calo della produttività e della qualità dovuto all’aumento dei rischi delle malattie delle piante, agli shock climatici, alle fluttuazioni dei prezzi.

Il caffè è il prodotto più commercializzato al mondo. Milioni di contadini combattono per guadagnare un reddito decente e la difficoltà ad ottenerlo provoca l’abbandono delle campagne da parte delle generazioni più giovani che cercano un lavoro più redditizio. Si stima che entro il 2100, più del 50 per cento della terra utilizzata per coltivare il caffè non sarà più coltivabile. Possiamo immaginare di iniziare la nostra giornata senza una tazza bollente della nostra bevanda preferita? E’ tempo che i consumatori e le aziende inizino a  investire e ad adottare una filiera sostenibile. La lezione che ogni giorno riceviamo e impariamo durante questo tempo di crisi è quella di mettere la sostenibilità al primo posto.
Centro di lavorazione e selezione del caffè di Koperasi. Copyright Nathalie Bertrams

La fame globale

Se i contadini continuano a rimanere vulnerabili è probabile che questo avrà un impatto sulla produzione alimentare che porterà ad un’altra pandemia, la fame globale. Il mondo sta già lottando per avere un sistema sanitario all’altezza, a causa della carenza di forniture e attrezzature mediche. Di sicuro non siamo preparati ad affrontare una carenza di cibo che può avere un effetto dieci volte più grave di una pandemia. A differenza dei prodotti non agricoli che possono essere realizzati in poco tempo, la sicurezza alimentare non è una cosa raggiungibile in pochi giorni. L’agricoltura richiede anni di duro lavoro, cura, dall’alba al tramonto, ogni giorno, nonostante le sfide innumerevoli che i contadini devono affrontare per far arrivare il cibo sulle nostre tavole. Chiediamo alle nostre aziende e ai nostri consumatori nel mondo di continuare a supportare i nostri contadini e produttori. Loro rimangono in prima linea, a fianco dei medici e del personale paramedico, nella battaglia contro il COVID-19. Hanno bisogno del nostro aiuto ora più che mai.

Le persone dietro il tuo caffè: la storia di sylvia

Il suo nome è Sylvia, ha 29 anni e coltiva caffè a El Salvador. La sua famiglia lo fa da tre generazioni in questo piccolo Paese dell’America Centrale.

“Ricordo che da bambina amavo venire nel campo insieme a mia nonna, è lei che mi ha insegnato tutto quello che so sul caffè. 
Non passa giorno in cui non senta la sua mancanza, ma quando sono tra le mie piante sento che lei è qui accanto a me”.

È lei stessa a raccontare la sua storia in questo bel video a 360°, che ci presenta una madre premurosa, la sua bambina, che definisce il suo piccolo pezzo di paradiso, e la sua giornata lavorativa come socia produttrice della cooperativa di piccoli cafficoltori Fairtrade Los Pinos Coffee.

L’amore per l’ambiente e per il loro lavoro negli ultimi anni è stato messo a dura prova dagli effetti dei cambiamenti climatici, che stanno facendo ammalare moltissime piante, compromettendo i raccolti e quindi le entrate economiche di queste famiglie.

In più, le oscillazioni del prezzo mondiale del caffè comporta una costante preoccupazione e incertezza per il futuro.

Fairtrade: una rete di salvataggio per i coltivatori

I coltivatori di caffè Fairtrade come Sylvia ricevono per il loro prodotto il Prezzo Minimo e il Premio Fairtrade.

Il Prezzo Minimo è un prezzo aggiornato regolarmente, calcolato per coprire i costi medi di una produzione sostenibile: attualmente è di 1,40 dollari per libbra di caffè arabica, più 0,30 centesimi nel caso in cui il caffè sia biologico (ecco le tabelle, in inglese).

Il Premio è invece una somma di denaro aggiuntiva, pagata dagli importatori alle cooperative dei piccoli produttori (ad oggi è di 20 centesimi di dollaro per libbra), che decidono in maniera autonoma e democratica come utilizzarlo, fermo restando che almeno 5 di questi 20 centesimi devono essere investiti in progetti di miglioramento della qualità e della produttività.

Al bar o quando fai la spesa cerca il caffè certificato FAIRTRADE: contribuirai ad assicurare agli agricoltori come Sylvia e i soci di Los Pinos Coffee un futuro migliore per le loro famiglie e le loro comunità e permetterai loro di investire nella produzione di un caffè di alta qualità.

Una giovane donna guida Pô Kô Farms, in Vietnam

Il secondo giorno della nostra settimana dedicata alle donne Fairtrade, in vista della Giornata Internazionale dell’8 marzo, incontriamo Pham thi Huyen Anh, una delle prime donne a guidare una cooperativa di caffè in Vietnam.

Pham thi Huyen Anh è cresciuta in un’azienda agricola dedicata al caffè negli altipiani centrali del Vietnam e per questo motivo non avrebbe mai voluto diventare una contadina : “Nella mia testa, essere una coltivatrice di caffè era un lavoro estremamente difficile e stressante”, spiega Pham, “I contadini non devono solo lavorare molto per affrontare condizioni atmosferiche imprevedibili e le sfide imposte dal cambiamento climatico ma anche combattere contro la costante oscillazione dei prezzi”. Ma dopo aver iniziato a lavorare per una cooperativa Fairtrade di coltivatori del caffè, circa 10 anni fa, Pham ha cambiato idea. Ora è la presidente di Pô Kô Fairtrade Agricoltural cooperative (conosciuta come Pô Kô Farms). E siede nel board del Coordinamento dei produttori dell’Asia (Napp) come rappresentante della nuova generazione dei coltivatori di caffè. “Oggi sono la presidentessa di Pô Kô Farms grazie a Fairtrade. Apprezzo tutte le cose utili che ho imparato da questa esperienza. Abbiamo reso la struttura della cooperativa più forte migliorando il reddito dei nostri agricoltori, permettendo alle donne agricoltrici di sviluppare e plasmare il proprio futuro, quello delle loro famiglie e comunità e di dare un’educazione ai ragazzi della nostra regione”.

Soci e staff della cooperativa a conclusione di un corso su marketing e vendite

Il contesto produttivo

Pô Kô Farms ha sede nella Provincia di Kon Tum, negli altipiani centrali del Vietnam, una delle aree più favorevoli alla crescita del caffè. Il caffè è la fonte principale di reddito per le cooperative di piccoli produttori e per questo motivo i prezzi instabili e le condizioni meteorologiche rendono molto difficile la loro vita. Pô Kô Farms è stata una delle prime cooperative vietnamite di caffè ad aver ottenuto la certificazione Fairtrade. Nel 2009, 43 contadini (sei di loro erano donne) hanno formato un gruppo. Nel 2017 l’organizzazione era arrivata a 118 membri, quasi la metà donne. A quel tempo, Pô Kô Farms ha deciso di intraprendere un cambiamento a livello manageriale, incoraggiando la generazione dei più giovani e le donne ad essere parte del consiglio di amministrazione. “Come donna e coltivatrice di caffè proveniente da una zona molto remota del Vietnam, posso entrare in relazione e capire molto bene le sfide affrontate dalle donne nella nostra regione. Per questo le incoraggio a far sentire la loro voce”, dice Pham.

Pham (al centro) a un incontro del board della Napp nel 2019, con il CEO di Fairtrade International, Dario Soto Abril

La cooperativa ha investito in diversi progetti e attività per supportare le donne e i bambini, tra cui case per famiglie svantaggiate, un asilo e borse di studio. Inoltre cerca di creare occasioni di lavoro per le donne dove possibile: la maggior parte dello staff della cooperativa è costituito dalle figlie dei coltivatori. Pham ha ben presente che Fairtrade ha veramente fatto la differenza per la vita dei contadini e della loro cooperativa.

“Il Premio Fairtrade e le indicazioni contenute negli Standard, le regole e i programmi hanno portato cambiamenti importanti nel modo di gestire e condurre il nostro business. Oggi Pô Kô Farms è riconosciuta come una delle più rinomate cooperative Fairtrade del Vietnam che fornisce caffè robusta di alta qualità. Fairtrade ha cambiato il nostro modo di pensare, non solo perché ci ha permesso di focalizzarci su una buona qualità del caffè, ma anche perché ci ha insegnato a collaborare uno con l’altro, rafforzando la nostra comunità e spingendola a realizzare una vita migliore per i nostri coltivatori di caffè e per le loro famiglie”.

Marcafè

Bristot

Anei

Anei è un’organizzazione di produttori e contadini indigeni del commercio equo e solidale della Sierra Nevada di Santa Marta e di Serranía del Perijá, in Colombia. E’ stata fondata nel 1995 da Aurora Izquierdo, la prima donna indigena Arhuaca della comunità di Yewrwa che ha deciso di studiare a Bogotà, la capitale. con l’obiettivo  di organizzare l’economia delle comunità native di contadini.

E’ stata la prima persona che ha utilizzato il caffè come strumento di promozione della presenza culturale delle comunità della Sierra Nevada di Santa Marta e di Serranía del Perijá, implementando programmi eco sostenibili e progetti tesi al rafforzamento dei processi decisionali che esigono il rispetto dei diritti sociali, economici e culturali dai membri. Anei agisce promuovendo la sicurezza alimentare delle comunità, offrendo prodotti sani (specialmente caffè biologico di alta qualità) che contribuiscono a prendersi cura della natura e delle persone. La produzione e la commercializzazione del caffè biologico certificato Fairtrade di Anei avviene in un contesto di armonia e rispetto della madre terra.  La visione dell’organizzazione è chiara: lavorare su standard di alta qualità del caffè e commercializzare prodotti biologici e tipicamente locali diventando leader nei caffè di alta qualità della regione a favore della riconoscibilità e dell’autonomia dei villaggi nativi, migliorando la loro qualità di vita e il loro benessere attraverso un uso sostenibile delle risorse e principi di equità sociale e preservazione dell’ambiente.

Premio Fairtrade

  • Programmi di miglioramento della qualità delle produzioni
  • Assistenza tecnica
  • Programma di credito per i  produttori
  • Miglioramento delle strade
  • Sostegno alle scuole
  • Programmi sanitari

 

Huatusco

L’Unione regionale dei piccoli produttori di caffè Huatusco è una cooperativa di primo livello che ha sede a Huatusco, nello Stato di Veracruz, est Messico. E’ entrata nella certificazione di commercio equo Fairtrade dal 1995 e 17 produttori hanno lanciato il loro primo caffè biologico e certificato nel 1997. Da allora, l’organizzazione è cresciuta fino a includere 43 comunità di produttori, insieme alle loro famiglie provenienti da 10 comuni della regione di Veracruz, circa il 30% donne. Il loro obiettivo è quello di trovare nuovi e innovativi modi per coltivare e commercializzare ilcaffè contribuendo allo sviluppo delle loro comunità.

Josafat Hernández. tecnico di Huatusco. Copyright CLAC

Coltivazione e lavorazione del caffè

Huatusco si trova in una regione con un alto tasso di umidità e piogge abbondanti che offrono eccellenti condizioni per la crescita del caffè. La cooperativa ha due impianti agroindustriali per il lavaggio, l’essiccazione e la preparazione per l’esportazione. C’è anche un impianto di lavorazione per i fertilizzanti organici e 15 centri dove si riceve e si pesa il caffè. Il sistema di controllo interno della cooperativa permette di offrire la completa tracciabilità del prodotto. In progetto c’è di aumentare i centri di raccolta fino a 40 per aiutare i produttori a ridurre i costi di trasporto. Questo ridurrà i rischi di danneggiare il caffè durante il trasporto in modo che i membri della cooperativa possano preservare la qualità del loro caffè biologico. Quando il prodotto è pronto, la cooperativa lo trasporta al porto di Veracruz. Huatusco ha relazioni commerciali di lungo termine con i compratori internazionali e partecipa a diversi eventi sulla qualità del caffè per promuoverlo ulteriormente.

Rosario Vázquez, produttrice di Huatusco che lavora al programma sanitario. Copyright CLAC

Premio Fairtrade

  • Analisi sui bisogni per focalizzare meglio gli investimenti nelle comunità produttive
  • Clinica per i soci e le loro famiglie
  • Campagne di prevenzione sanitaria
  • Miglioramento delle scuole e dei servizi educativi
  • Training per favorire il passaggio generazionale
  • Fornitura di nuove piante per contrastare la roya
  • Assistenza tecnica e formazione sulla gestione delle aziende agricole

 

Caffè Fairtrade: un settore in crescita tra sfide e opportunità

Il caffè continua a essere il più rappresentativo tra i prodotti Fairtrade in termini di volumi generati, così come per numero di lavoratori coinvolti.

Secondo i dati del rapporto di Fairtrade International “Monitoring the scope and benefits of Fairtrade: coffee” relativo all’anno 2017, oggi ci sono 582 organizzazioni di produttori di caffè certificato Fairtrade in 32 Paesi, per un totale di 762.392 agricoltori.

Dal 2016 al 2017 i volumi delle vendite mostrano una crescita del 15%.

Tuttavia, il settore del caffè sta affrontando molteplici sfide in termini di sostenibilità, dai prezzi di mercato più bassi di sempre agli effetti negativi dell’emergenza climatica sulla produzione, dalla diminuzione della fertilità del suolo alla disparità di genere e al mancato ricambio generazionale dei produttori di caffè.

FAIRTRADE PER UNA MAGGIORE SOSTENIBILITÀ DEL SETTORE DEL CAFFÈ

Agli inizi del 2019 il prezzo mondiale del caffè è sceso ben al di sotto del dollaro. Questo ha portato molti piccoli produttori a vendere il loro caffè a un prezzo che non ha neanche coperto i costi di produzione.

Fairtrade è l’unico sistema di certificazione che chiede a chi acquista il caffè certificato di pagare un Prezzo Minimo, che rimane sempre fisso e non scende mai al di sotto del prezzo di mercato.

Questo rappresenta una rete di sicurezza e una stabilità economica per gli agricoltori all’interno di un mercato così imprevedibile e volatile.

Se il prezzo di mercato supera il Prezzo Minimo Fairtrade, i produttori negoziano con i buyers un prezzo più alto sulla base della qualità e di altri fattori. Inoltre, i produttori di caffè ricevono un Premio Fairtrade di 20 centesimi di dollaro per pound (US$0.20/Ib) per il caffè convenzionale, più un ulteriore 30% (US$0.30/Ib) per il caffè biologico.

Almeno il 5% (US$0.05/Ib) del Premio Fairtrade è dedicato al miglioramento delle aziende agricole per potenziare la produzione, la qualità e la sostenibilità.

Oltre al Prezzo Minimo e al Premio, i network di produttori Fairtrade hanno moltiplicato i loro sforzi per offrire ai coltivatori di caffè supporto tecnico e formazione continua sulla buone pratiche in campo agricolo, migliorando sia la qualità sia i volumi delle loro produzioni.

Altri due aspetti di primaria importanza sono lo sviluppo di programmi per far fronte alle sfide causate dalla crisi climatica e per implementare le strategie per includere i giovani e le donne all’interno del settore del caffè.

INCREMENTARE IL REDDITO DEI PRODUTTORI FAIRTRADE CON IL PREMIO FAIRTRADE

I produttori di caffè Fairtrade decidono democraticamente di usare il Premio nel modo che ritengono più appropriato. Data la tendenza ad una progressiva diminuzione dei prezzi del caffè, non è sorprendente notare che del 52% del Premio che viene investito in servizi a beneficio dei soci dell’organizzazione, circa la metà è stata usata per aumentare direttamente le loro entrate.

Sono stati inoltre forniti fertilizzanti, attrezzature agricole e formazione sulle best practices in materia di agricoltura e imprenditoria.

La seconda quota del premio Fairtrade – 41% – è stata investita all’interno delle organizzazioni produttive. Principalmente in servizi e in infrastrutture, per coprire i costi amministrativi e per potenziare le competenze dei dipendenti, del consiglio di amministrazione e dei comitati attraverso una formazione continua.

È possibile scaricare l’intero rapporto (in inglese) a questo link.