Salario dignitoso: Ecuador e Colombia danno l’esempio

In Ecuador il salario digno (il salario dignitoso) è stato stabilito dal governo per assicurare una giusta remunerazione ai lavoratori e ridurre la povertà. Tutti i lavoratori delle piantagioni, inclusi quelli con i salari più bassi, devono ricevere almeno il salario digno, uno stipendio dignitoso di 444,62 dollari al mese, che è più alto del salario minimo del paese.

 

Lavoratrice di Asoguabo, Ecuador. Copyright Jose Casuso

I dati mostrano che, nelle piantagioni certificate Fairtrade, il salario più basso che i dipendenti ricevono è di 570 dollari, più un ulteriore premio medio di 31 dollari per contribuire a progetti collettivi. Nel caso della Colombia, la forte collaborazione tra i sindacati e i proprietari delle piantagioni ha giocato un ruolo importante nel raggiungimento di un accordo di contrattazione collettiva per aumentare i salari. Nel settembre del 2019, Sintrainagro, il sindacato dei lavoratori colombiani, e Augura, l’associazione dei lavoratori, che rappresenta la maggior parte delle aziende che coltivano banane per l’esportazione, hanno siglato un nuovo accordo per aumentare i salari di un ulteriore 5.5%. Questo aumento si aggiunge a un tasso salariale negoziato che supera l’attuale salario minimo del paese. “I casi di Ecuador e Colombia dimostrano il ruolo cruciale che i governi, i sindacati e i lavoratori giocano assicurando che un salario dignitoso può essere riconosciuto, non solo ora ma a lungo termine. Senza la regolamentazione del governo, una corretta applicazione e la contrattazione collettiva, è impossibile raggiungere questo tipo di accordo. Il ruolo di Fairtrade è quello di supportare attivamente e di integrare i loro sforzi facendo in modo che i lavoratori possano esercitare i loro diritti fondamentali e le loro libertà nelle piantagioni certificate. Inoltre, i lavoratori ci hanno detto che il Premio Fairtrade fa una reale differenza nel loro salario. Oltre a questo, noi ci battiamo per un maggiore impegno rispetto al Prezzo Minimo Fairtrade da parte degli altri attori della filiera fino ai supermercati” spiega Wilbert Finterman, Senior advisor per i diritti dei lavoratori e le relazioni con i sindacati per Fairtrade International.

Lavoratore di Cobafrio, Colombia. Copyright Fairtrade International

Un prezzo sostenibile e un Premio Fairtrade sono la chiave

Fairtrade supporta le aziende del settore assicurando uno stabile ingresso per le loro banane attraverso il pagamento del Prezzo Minimo Fairtrade. In più, per ciascuna cassa di banane vendute a condizioni Fairtrade, i lavoratori nelle piantagioni certificate ricevono un Premio che può essere usato per integrare i bisogni di base ed è parte del miglioramento delle loro condizioni di vita.

Per esempio, i lavoratori e le loro famiglie hanno accesso all’istruzione gratuita, ma usando il Premio Fairtrade possono provvedere al necessario: divise, scarpe e zaini e il trasporto verso la scuola e verso casa. I lavoratori possono accedere a cure sanitarie a livello locale ma il Premio permette loro di bypassare tempi di attesa lunghi, accedere a cure di buona qualità e a servizi di salute per la maternità, dentisti e soccorso in situazioni di emergenza, per esempio. “I lavoratori e i proprietari delle piantagioni hanno bisogno uno dell’altro. Siamo un team” dice Esteban Subia, proprietario di una piantagione di banane certificate Fairtrade in Ecuador, Finca El Remanso. “I lavoratori possono decidere come usare i soldi del Premio Fairtrade. C’è voluto un po’ per abituarsi, ma dopo un anno abbiamo visto subito la differenza: cibo migliore, migliore educazione, più bambini che hanno avuto accesso all’istruzione superiore e più lavoratori alla formazione. Questo è importante anche per me come titolare. Il mio staff è così più motivato e non mi ha mai deluso”.

Un ulteriore passo: gli sforzi di Fairtrade per raggiungere il salario dignitoso in tutte le origini delle banane.

Il salario dignitoso è un parametro per il pagamento minimo che i lavoratori ricevono per una settimana standard di lavoro e che permette loro di raggiungere uno standard di vita adeguato. È un salario che comprende cibo nutriente, abitazioni decorose, vestititi, educazione, cure sanitarie, trasporto e un piccolo “cuscinetto” per spese impreviste. Gli attori locali in Colombia ed Ecuador hanno fatto buoni passi verso il pagamento di un salario dignitoso per i loro lavoratori e Fairtrade cerca di affermare i loro risultati attraverso i parametri del salario dignitoso che dimostrano uno sforzo congiunto per alleviare la povertà in quei paesi. Tuttavia, altri paesi produttori di banane hanno ancora una lunga strada da percorrere. In alcuni, i livelli di salario minimo legale sono inadeguati per andare incontro ai bisogni essenziali dei lavoratori. Fairtrade considera prioritario lavorare nei paesi produttori di banane dove i parametri di salario dignitoso hanno mostrato che questo gap è significativo. In più, sta intensificando il suo lavoro con i sindacati, i proprietari delle piantagioni, i governi, le organizzazioni non governative e altri certificatori per creare le condizioni giuste per pagare un salario dignitoso. In alcune origini chiave delle banane, come la Repubblica Dominicana, il Ghana e il Camerun, Fairtrade sta già contribuendo a costruire ponti tra lavoratori, sindacati e impiegati.

 

 

 

CRESCITA SENZA PRECEDENTI PER LE BANANE FAIRTRADE

Lo rivelano i dati della decima edizione del “Monitoring Report”, la relazione annuale di Fairtrade International che analizza la portata, la natura e la distribuzione dei benefici a chi lavora nel settore della banane Fairtrade nell’anno 2017.

Il settore delle banane certificate Fairtrade si sta consolidando sempre di più: le vendite sono in aumento, così come il numero di organizzazioni certificate e il numero di produttori e di lavoratori.

UNA CRESCITA COSTANTE DEI PRODUTTORI

Il numero dei produttori di banane certificati Fairtrade continua a crescere. Grazie a un aumento del 20% del numero di piantagioni dal 2016 al 2017 c’è stato un corrispondente aumento del 29% del numero di lavoratori delle piantagioni.

La Repubblica Dominicana e la Colombia sono i due Paesi con la quota maggiore di organizzazioni produttive, di volumi di produzione e di vendita.

L’AUMENTO DELLE VENDITE, IN PARTICOLARE DELLE BANANE BIOLOGICHE, È ALLA BASE DI QUESTO AUMENTO

I produttori hanno visto costantemente aumentare le loro vendite di banane Fairtrade dell’11% tra il 2016 e il 2017.

Le vendite di banane biologiche sono cresciute più velocemente di quelle convenzionali e oggi rappresentano quasi il 62% del totale.

Il Premio Fairtrade ricevuto è aumentato del 10% e ha superato i 31 milioni di euro, con in testa l’America Latina e i Caraibi che ne ricevono la quota maggiore (92%), dati i loro elevati volumi di produzione.

Le piccole organizzazioni produttive ricevono il 60% del premio Fairtrade.

Il Premio Fairtrade ha permesso a molte organizzazioni di investire nelle loro aziende e diventare più competitive.

Le cooperative hanno speso il 40% del Premio per fornire servizi ai soci produttori come:

  • fornitura di fertilizzanti e attrezzature
  • stipula di assicurazioni sanitarie
  • finanziamenti per migliorare le loro case
  • pagamenti diretti

I lavoratori delle piantagioni hanno ricevuto fino al 20% del Premio in contanti. Questa cifra sale al 50% se per la maggioranza si tratta di lavoratori migranti.

Nel 2017 la maggior parte delle piantagioni di banane ha speso il Premio Fairtrade per servizi in favore dei lavoratori e delle loro famiglie attraverso:

  • investimenti destinati alla costruzione o al miglioramento delle case
  • pagamenti diretti e prestiti ai lavoratori

Gli investimenti del Premio in servizi per le comunità sono cresciuti dall’11 al 17% e hanno permesso di:

  • costruire edifici scolastici
  • offrire donazioni alle associazioni che offrono servizi alla comunità e si prendono cura dei gruppi vulnerabili
  • investire nelle infrastrutture, come la costruzione di strade

Oltre agli Standard e al Premio Fairtrade, sosteniamo le organizzazioni di produttori di banane offrendo formazione per il miglioramento della produttività e l’adattamento all’emergenza climatica.

Nonostante tutti questi progressi, una delle sfide più pressanti e irrisolte per il settore delle banane rimane quella di garantire un salario dignitoso ai suoi lavoratori.

In molti Paesi produttori, i lavoratori sono pagati sulla base del salario minimo legale nazionale. Mentre il Premio Fairtrade aiuta a compensare i salari bassi attraverso pagamenti in contanti, benefit, prestiti e borse di studio, tutto questo non è sufficiente a sostituire un vero e proprio reddito dignitoso. Ecco perché Fairtrade vuole andare oltre.

LE GUERRE SUL PREZZO DANNEGGIANO I PRODUTTORI

L’anno scorso diversi distributori europei (Monoprix, Superunie, Lidl) hanno dichiarato di voler aumentare ancora il loro impegno verso le banane Fairtrade. Le difficoltà però rimangono.

All’interno di un panorama di vendite altamente competitivo, i grandi distributori continuano ad abbassare sempre più i prezzi per attirare clienti. Le guerre sul prezzo possono avere effetti devastanti sui lavoratori e sui produttori, che in alcuni casi vedono ridotte le loro entrate al di sotto dei costi di produzione sostenuti. I prezzi bassi incidono anche sull’ambiente, poiché gli agricoltori non dispongono di fondi sufficienti per investire in progetti rivolti ad un uso più efficiente dell’acqua e alle tecniche di mitigazione degli effetti della crisi climatica.

VERSO UN REDDITO DIGNITOSO

La nostra ambizione è quella di ottenere un salario dignitoso per tutti i lavoratori delle piantagioni di banane certificate Fairtrade. L’avvio della strategia del salario minimo per le banane nel 2018 ha segnato una tappa importante in questa direzione.

Nel 2019 abbiamo avviato una revisione dello Standard Fairtrade per il lavoro dipendente nel settore delle banane. L’aggiornamento comporta consultazioni con i nostri vari stakeholder e stiamo vagliando l’ipotesi di fissare un livello salariale di base per garantire che le piantagioni di banane Fairtrade di ogni Paese contribuiscano in modo significativo al raggiungimento di uno stipendio minimo per tutti i lavoratori.

È possibile scaricare l’intero rapporto (in inglese) a questo link.

Bananeras de Urabá

Bananeras de Urabá è un’impresa tradizionale che ha sposato la certificazione Fairtrade. Grazie al Premio, i lavoratori hanno potuto, tra i tanti progetti, accedere al credito per costruire le loro case, pagare la scuola per i loro figli, organizzare attività di formazione professionale per le donne.

La storia di Bananeras de Urabá

L’azienda è stata fondata nel 1962 nel comune di Turbo, all’interno della regione di Urabá, 340 km a nord di Medellin. È stata tra i soci fondatori anche di Uniban, una delle più importanti imprese di commercializzazione di banane colombiane.

Ha attraversato tutta la recente storia della Colombia, segnata da conflitti interni, regimi instabili e gruppi armati (le FARC – Forze armate rivoluzionarie Colombia –  e EPL – Esercito popolare di Liberazione) che hanno profondamente colpito la vita dell’impresa e dei suoi lavoratori. 17 di essi sono stati uccisi nel corso di uno di questi conflitti, nel 1988. La certificazione Fairtrade, ottenuta nel 2005, ha permesso all’impresa di entrare nel mercato internazionale delle banane equosolidali.

Che cosa ha realizzato Bananeras de Urabá con il Premio Fairtrade

  1. Fondo di credito che i lavoratori possono utilizzare per l’acquisto della casa, la costruzione, il restauro e i miglioramenti strutturali, per una riserva di emergenza e in beni per la casa;
  2. costruzione di un edificio per i lavoratori e le loro famiglie;
  3. fondo per le spese scolastiche per migliorare l’accesso all’educazione e per la formazione ai lavoratori e alle loro famiglie;
  4. microcredito per le piccole imprese come panetterie, manifatture artigianali e di scarpe, soprattutto rivolto alle donne, a integrazione del reddito familiare;
  5. un programma specifico dedicato alle famiglie più povere;
  6. collaborazioni con il Comune locale per la costruzione di un ponte, una biblioteca, contributi per ospedali e scuole;
  7. supporto per servizi sportivi e ricreativi tra cui parchi, campi da gioco, abbigliamento sportivo, scuole di musica.

Lavorare insieme per salario dignitoso, parità di genere, salute e sicurezza

Fairtrade ha inaugurato un nuovo approccio nelle relazioni lavorative nelle piantagioni di banane certificate. I sindacati, i dipendenti e i lavoratori si sono seduti insieme ad un tavolo per pianificare un futuro economicamente sostenibile, inclusivo e sicuro.  “Il problema non è soltanto quello di migliorare gli stipendi, anche se di sicuro è importante – ma è quello di raggiungere un lavoro e una vita dignitosi, corrispondendo un salario adeguato, riconoscendo pari dignità alle donne e garantendo sicurezza e salubrità nei luoghi di lavoro” dice Wilber Flinterman, consulente per i diritti dei lavoratori e le relazioni sindacali per Fairtrade International. Ci sono due piantagioni certificate Fairtrade in Ghana, la Volta River Estates, che è la più vecchia piantagione certificata Fairtrade del nostro Sistema, e Golden Exotics, che possiede piantagioni anche in Camerun e in Costa D’Avorio. Un terzo produttore, Musamahat Farms Limited ha partecipato al programma, per garantire un approccio complessivo al settore. Queste imprese coinvolgono circa 4000 lavoratori, la maggior parte dei quali sono membri del Sindacato generale dei lavoratori agricoli del Ghana e del Sindacato dei lavoratori dell’industria e del commercio. “La chiave è la collaborazione, dice Flinterman. Abbiamo cominciato a chiedere: cosa possiamo fare insieme per migliorare ulteriormente la qualità del lavoro?”

Che cosa significa guadagnare un salario dignitoso

Fairtrade ha chiesto a un ricercatore di girare il Ghana nel 2017 per valutare che cosa hanno bisogno di guadagnare i lavoratori per godere di un dignitoso standard di vita che copra i loro bisogni essenziali e quelli della loro famiglia e che consenta loro di mettere da parte un qualche risparmio per eventi imprevedibili. Dopo aver messo insieme un po’ di numeri, la stima è  stata di 1.028 Cedi ghanesi al mese, circa 180 euro. “Il nostro calcolo del salario dignitoso è circa 4 volte l’attuale stipendio minimo nazionale del Ghana. I lavoratori e i sindacati avevano contrattato stipendi di circa tre volte il riferimento nazionale e questo dimostra quanto sia importante la contrattazione collettiva nel contesto del salario dignitoso” dice Flinterman. Una volta ottenuto il parametro di riferimento del salario dignitoso, Fairtrade International ha lavorato con i network dei produttori di Fairtrade Africa per organizzare un incontro di lavoro di 3 giorni mettendo attorno allo stesso tavolo tutti gli attori in modo da migliorare le condizioni di lavoro e dare un supporto concreto affinché il settore della banana diventi sostenibile in Ghana. Insieme ai lavoratori e ai dipendenti si sono aggiunti la ONG Banana Link (una organizzazione non governativa con sede in Inghilterra che si batte per i diritti dei lavoratori), il World banana forum (gestito dalla FAO) , il sindacato internazionale dei lavoratori del settore del cibo e IDH, Sustainable Trade Iniziative dei Paesi Bassi. A questi si sono aggiunti i rappresentanti dell’Ispettorato del lavoro ghanese. In più, si sono svolti incontri separati con i Ministri del lavoro, dell’agricoltura e dell’ambiente. “La cosa più importante è stato il modo in cui abbiamo collaborato con i nostri partner per affrontare i temi del lavoro in modo integrato” dice Flinterman. “Non aveva senso distinguere tra noi e loro. Le sessioni sono state stimolanti per tutti: lavoratori locali,  sindacati, manager delle imprese e rappresentanti di governo”.

Lavoratori a Volta River Estates. Copyright Linus Hallgren / Fairtrade Sweden

Il parere dei lavoratori

Durante gli incontri, ai rappresentanti dei lavoratori eletti è stato chiesto di portare il loro punto di vista su tre progetti che riguardavano i salari, le politiche di genere, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. “Per trovare le soluzioni giuste, i lavoratori dovrebbero essere capaci di dire che tipo di lavoro va bene per loro e quale no. Il loro input è essenziale per il progetto” dice. In una sessione gestita da Banana Link e IUF, i partecipanti hanno capito che le donne hanno bisogno di accedere a una scelta professionale più ampia, alla formazione, alle posizioni di rappresentanza e a un luogo di lavoro sicuro. Jacqui Mackay, Coordinatore nazionale di Banana Link spiega: “Ha senso guardare ai salari da una prospettiva di genere inclusiva. Ci sono troppe donne mal pagate e spesso affrontano diverse barriere sia fisiche che psicologiche. Per esempio, nelle piantagioni ci sono canali per l’irrigazione che corrono tra gli alberi. Molti uomini possono attraversarli ma le donne hanno detto che per loro è pericoloso e questo le scoraggia a lavorare nella coltivazione. Identificando e parlando di queste barriere, molti problemi possono essere risolti facilmente e i luoghi di lavoro possono essere ripensati in modo da essere accessibili sia alle donne che agli uomini”.

Una lavoratrice di Volta River Estates. Copyright Linus Hallgren / Fairtrade Sweden

I costi vanno spalmati lungo tutta la filiera

Flinterman non si fa molte illusioni: la sfida è quella di portare un salario dignitoso a tutti non solo ai lavoratori del settore della banana: “Spero che i lavoratori ottengano il salario che meritano, dice. Ma noi non vogliamo mettere a rischio il posto di lavoro. Fairtrade riconosce che queste aziende del Ghana hanno migliorato molte buone pratiche occupazionali. I salari della piantagioni possono migliorare solo se tutti nella filiera, inclusi i consumatori, riescono a pagare pochi centesimi in più per le loro banane Fairtrade. Questo processo inizia dalle aziende di commercializzazione che pagano il Prezzo Minimo Fairtrade. Quando gli imprenditori comprano secondo il concetto del salario dignitoso, devono affrontare costi significativi. Devono fare i conti ed essere sicuri di poter pagare il salario dignitoso per molto tempo, non soltanto momentaneamente”. A dispetto delle sfide, Flinterman resta ottimista: “È stato un piacere e un privilegio lavorare con tante persone così impegnate negli incontri in Ghana. C’è un grande entusiasmo, vogliamo continuare le discussioni ed essere certi che il livello di attenzione rimanga alto. Sono fiducioso che ci arriveremo”.

 

Banane: un prezzo troppo basso nasconde un costo sociale molto alto

Mentre si sa da tempo che la produzione di banane ha un impatto negativo sull’ambiente e sulla società, questi costi esterni non sono mai stati valutati o inclusi nel prezzo. Tuttavia, sempre di più, alle aziende viene richiesto di considerarli in modo da rendere più sostenibili e trasparenti i processi di produzione. Per aiutare il settore della banana a operare questa transizione verso la sostenibilità, Fairtrade International ha commissionato a True Price e Trucost il primo studio mai realizzato prima sui costi ambientali e sociali sostenuti dai produttori di banane nei principali paesi di origine: Colombia, Repubblica Dominicana, Ecuador e Perù. Lo studio ha paragonato i costi dell’intero settore confrontati con quelli dei produttori Fairtrade e ha sottolineato le pratiche virtuose dei produttori.

Mateo Santos, Ngäbe membro di COOBANA, Panama. Copyright James Rodriguez

I costi sociali superano i costi ambientali

Lo studio ha calcolato che la media dei costi esterni non considerati nella produzione di banane è di 6.70 dollari a cassa (un box corrisponde a circa 18,5 kg). Di questo costo medio totale, la media dei costi sociali è più alta rispetto ai costi medi ambientali: 4 dollari contro 2.70.  I costi sociali maggiori in tutti e quattro i Paesi studiati sono attribuibili al reddito e alla previdenza sociale che non sono adeguati (nel caso dei lavoratori salariati) e dal reddito insufficiente per i piccoli produttori e le loro famiglie. Insieme, ammontano in media al 33% dei costi totali. I più importanti costi ambientali sono l’occupazione delle terre (21%), il cambiamento climatico (10%) e l’esaurimento dell’acqua (6%).

Efrain Varga, membro di Coobana, Panama. Copyright James Rodriguez

Il settore può imparare dalle pratiche sostenibili di Fairtrade

I produttori del settore della banana possono migliorare adottando le migliori pratiche dei produttori Fairtrade, in particolare riducendo i costi sociali che derivano da un reddito insufficiente per i produttori e da stipendi e previdenza sociale insufficienti per i lavoratori, dallo sfruttamento e dai rischi sanitari e di sicurezza.

Martial Quintero con sua moglie Elvia, l loro due figlie e le loro nipoti in posa fuori della loro casa costruita grazie al Premio di Coobana, Panama. Copryright James Rodriguez

I costi esterni dei produttori Fairtrade sono più bassi della media del settore

Lo studio ha scoperto che la media dei costi esterni della produzione di banana è del 45% più bassa per i produttori Fairtrade della media dei produttori del settore: 3.65 contro 6.70 a cassa. Questa differenza dipende principalmente dal fatto che i produttori Fairtrade hanno costi sociali considerevolmente più bassi rispetto ai parametri del settore,  mentre i costi ambientali sono più o meno simili.

Che cosa ci insegnano le pratiche di Fairtrade?

  • Ridurre i costi sociali attraverso uno stipendio dignitoso per i lavoratori del settore: gli Standard Fairtrade, il Prezzo minimo e il Premio impongono migliori condizioni e un livello di vita di base per i lavoratori delle piantagioni. Per raggiungere uno stipendio dignitoso, Fairtrade si sta attivando attraverso diversi strumenti: quest’anno saranno rivisti gli Standard Fairtrade per il lavoro salariato per trovare parametri specifici di base per i lavoratori del settore della banana, come ad esempio la possibilità di distribuire il denaro del Premio ai lavoratori (attualmente il 20% o il 50% in alcune circostanze). Altri strumenti sono la revisione del Prezzo minimo e le partnership commerciali per studiare programmi che abbiano impatto sugli stipendi.
  • Rafforzare la consapevolezza dei produttori: in accordo con il nostro piano sui diritti dei lavoratori, stiamo supportando la presa di consapevolezza dei lavoratori delle piantagioni in Repubblica Dominicana e in Ghana, per migliorare la loro capacità di negoziazione. In Ghana, stiamo lavorando con i sindacati e migliorando la formazione sui diritti dei lavoratori e sulla parità di genere e rafforzando i network dei lavoratori.
  • Migliorare la produttività per ridurre i costi sociali e ambientali: lo studio sottolinea che con il miglioramento della produttività si possono ridurre i costi ambientali e i costi sociali di redditi e salari insufficienti. Fairtrade ha ideato il Programma di miglioramento della produttività nel settore della banana nel 2015 in America Latina per aumentare le rese attraverso tecniche amiche dell’ambiente. Il programma ha aiutato questi produttori ad aumentare la produttività del 29% nei primi due anni, riducendo l’uso di agrochimici e di acqua per la produzione. Come risultato, i  costi fissi dei contadini sono diminuiti e il reddito netto è aumentato. Grazie all’investimento di tutto il sistema, la CLAC (Coordinamento latinoamericano e dei Caraibi dei produttori Fairtraade) sta aprendo un nuovo programma rivolto ai piccoli produttori dell’America Latina.
  • Collaborare e patrocinare un’azione congiunta: questo studio fornisce dati che Fairtrade e altri soggetti possano utilizzare per influenzare l’adozione di politiche che riducano i costi esterni sociali e ambientali: stipendi minimi più alti, contributi per migliorare la previdenza sociale e politiche di protezione delle terre (accompagnate da miglioramenti produttivi che permettano ai produttori di coltivare di più con meno terra), un Consiglio consultivo sui diritti dei lavoratori che includa organizzazioni internazionali che operano nell’ambito dell’agricoltura e del diritto, influenzi la nostra strategia e stabilisca collaborazioni più forti  a supporto di un settore della banana più giusto.

 

 

Pancake di grano saraceno con fonduta di cioccolato fondente e frutta di stagione

Preparare i pancake è facilissimo e questa ricetta con la farina di grano saraceno li rende adatti anche a chi è intollerante o allergico al glutine.

A colazione sono la carica ideale per affrontare la giornata, ma possono anche essere proposti a merenda per rendere lo studio dei ragazzi più piacevole!

Con José, per conoscere i benefici delle banane Fairtrade

José Jaramillo Vásquez è una persona franca e aperta: agronomo di formazione, da diversi anni lavora per le piantagioni di banane Ucrania ed El Antojo, in Colombia, nella regione di Urabà. Oltre alla formazione tecnica dei lavoratori, si occupa di tutto quello che riguarda la certificazione Fairtrade, incluso l’utilizzo del Premio in quanto membro del Comitato dei lavoratori e deputato a gestirlo. Da quel distretto, le banane (commercializzate da una grande azienda specializzata, Uniban) arrivano in Italia attraverso due importatori e vengono distribuite nei supermercati.

Il suo sorriso aperto e gentile ma anche la sua fermezza, hanno caratterizzato gli incontri a cui ha partecipato a metà maggio insieme ai soci di Coop Lombardia e ai ragazzi di una scuola media di Novara riuniti da Novacoop, hanno ascoltato la sua storia e quella delle aziende per cui lavora, dal 2004 all’interno del sistema Fairtrade. Urabà, il suo distretto, ha vissuto anni di violenza da parte dei gruppi armati e della guerriglia che ha tenuto in scacco la zona per molto tempo. Le sopraffazioni subite hanno lasciato dei segni difficili da dimenticare ma José guarda al presente con grande ottimismo, testimone dei cambiamenti in corso e della sicurezza sociale raggiunta dalle sue comunità anche grazie al Premio Fairtrade, quella somma aggiuntiva che i lavoratori sono chiamati a gestire a beneficio delle loro comunità e delle loro famiglie.

Che differenza trovi tra le piantagioni certificate Fairtrade e quelle che non lo sono?

Le differenze toccano diversi aspetti. Dal punto di vista ambientale, quelle Fairtrade sono molto controllate: ad esempio nelle piantagioni che seguo abbiamo un tecnico preparato all’uso e alla manipolazione dei materiali chimici che vengono utilizzati il meno possibile. Prevalentemente infatti agiamo a livello manuale per il controllo delle infestanti e delle malattie delle piante e solo quando è necessario li utilizziamo. Anche l’ uso dell’acqua è molto misurato. Il nostro approccio si basa sull’attenzione all’ambiente e alla salute dei lavoratori. Inoltre ci sono benefici anche a livello sociale ed economico.Sono gli stessi lavoratori, che si costituiscono in associazione o cooperativa, a gestire il Premio Fairtrade e a decidere come usarlo, focalizzandosi sul miglioramento delle loro vite, della famiglia e della comunità.

Migliori opportunità

Nel nostro caso, grazie al Premio, i bambini possono frequentare la scuola primaria, secondaria e l’università e possono accedere a tutte le professioni. Il Premio inoltre è indirizzato alla formazione e alla professionalizzazione dei lavoratori e delle donne, oltre all’istruzione scolastica. Molti ragazzi sono diventati infermieri, avvocati e amministrativi. Sosteniamo inoltre i finanziamenti per l’acquisto delle case o la ristrutturazione e microimprese create dalle donne che hanno potuto aprire attività commerciali. Abbiamo istituito anche ambulatori medici di cui possono usufruire anche persone che non lavorano o sono in stato di povertà e che sono malate. Allo stesso modo riusciamo anche a sostenere i costi di interventi chirurgici nei centri dove ci sono ospedali attrezzati in modo da fronteggiare diversi tipi di patologia.

Questa è la differenza fondamentale tra Fairtrade e non Fairtrade, tra avere il Premio e non averlo.

Cuadrado, giocatore della Juventus di origine colombiana, insieme alla gente di Urabà, il giorno dell’inaugurazione dello stadio a lui dedicato

Grazie a chi sceglie le banane Fairtrade

Grazie alle persone che comprano i prodotti con il marchio Fairtrade, i bambini possono andare a scuola e i giovani possono costruire il proprio lavoro. Questi ragazzi altrimenti non avrebbero avuto alcuna possibilità di studiare e sarebbero stati facilmente preda di gruppi armati o violenti. Ora invece ci sono giovani che hanno studiato, che sono preparati, che hanno molte opportunità. Anche lo sport è un’attività che abbiamo sviluppato grazie al Premio e che contribuisce a togliere dalla strada tanti bambini: il nostro lavoro è stato persino riconosciuto da un campione colombiano che gioca in Italia, Cuadrado, che proviene proprio dalla regione di Urabà e che ha fatto un’importante donazione per la costruzione di uno stadio di calcio. Quando le persone comprano le banane Fairtrade devono pensare che stanno aiutando famiglie e comunità che prima non avevano niente e che stanno promuovendo un cambiamento sociale nel mio paese.

José durante la visita a un ipermercato Coop. Dalle organizzazioni in cui lavora provengono le banane Fairtrade convenzionali commercializzate in Italia

Per la parità di genere nel settore delle banane

La promozione della parità di genere e l’accompagnamento delle donne in un processo di consapevolezza dei propri diritti, sono da sempre parte obiettivi inseriti negli Standard del sistema Fairtrade. In questo percorso, il lavoro di incontro e di formazione insieme alle donne, deve procedere di pari passo con quello degli uomini: è fondamentale infatti che il riconoscimento sia reciproco per poter progredire nel processo di parità. Nelle organizzazioni certificate Fairtrade le donne possono frequentare Scuole di leadership che le preparino ad affrontare anche ruoli dirigenziali nelle loro imprese e nelle associazioni di cooperative. Programmi specifici sono destinati alla prevenzione delle violenze sui luoghi di lavoro e nell’ambiente domestico.

Tuttavia questo processo non è semplice e spesso significa sovvertire mentalità consolidate e pratiche di sottomissione e di privazione di qualsiasi diritto nei confronti delle donne in molti Paesi del mondo.

Un esempio è quello del settore delle banane, dove le donne sono in particolar modo in una condizione di vulnerabilità a causa di abusi sui luoghi di lavoro, salari più bassi e discriminazioni. Ad esempio, le donne sono particolarmente soggette a violenze di tipo sessuale sul luogo di lavoro, possono essere licenziate se in gravidanza e spesso non possono usufruire di congedi prima o dopo il parto.

Nelle organizzazioni di produttori di banane Fairtrade, tra le donne e gli uomini lavoratori ci sono gli stessi diritti grazie a rigorosi Standard sociali che le organizzazioni devono rispettare. Anche nella cornice di Fairtrade, le sfide poste dall’ineguaglianza persistono ancora, specialmente rispetto alla bassa partecipazione delle donne in posizione di leadership.

Per assicurare che le donne godano degli stessi diritti e opportunità della loro controparte maschile, è essenziale che tutti gli stakeholder del settore delle banane  – sindacati, aziende, agenzie governative e non governative – lavorino insieme. Il World Banana Forum della Fao è un tavolo di lavoro composto da diversi soggetti che possono mettere a disposizione le loro competenze per promuovere il benessere e la partecipazione delle donne nel settore delle banane.

Silvia Campos, Global Product Manager per il settore delle banane a Fairtrade International, fa parte del gruppo per la parità di genere del World Banana Forum, specializzato nell’analisi delle risposte e delle soluzioni legate a questo problema.

Qual è l’obiettivo di questo gruppo?

Questa task force per la parità di genere è composta da rappresentanti dei principali sindacati, rivenditori, importatori e dalle Organizzazioni non governative. In totale siamo sette membri. E’ stata istituita in seguito al primo incontro globale delle donne rappresentanti dei produttori di banane in Ecuador nel 2012, prima della seconda conferenza mondiale del forum delle banane. Abbiamo tre obiettivi principali: identificare le principali sfide che impediscono il progresso dell’uguaglianza di genere, condividere le pratiche migliori e identificare gli interventi che possano migliorare ulteriormente la consapevolezza e il benessere delle donne nel settore delle banane.

Quali sono gli interventi che possono avviare un cambiamento positivo?

Abbiamo appena pubblicato un opuscolo a novembre, includendo esempi che hanno funzionato insieme a Bananalink. La pubblicazione “Progressi verso la parità di genere nell’industria delle banane” mostra otto interessanti esempi su come diverse parti coinvolte nel settore delle banane hanno sostenuto l’emancipazione delle donne. Nell’opuscolo ci sono molti approcci diversi, ma un tema comune è l’impatto significativo che si può ottenere quando le donne si organizzano per prendere e attuare decisioni sui problemi che riguardano la loro vita sul lavoro, a casa e nelle loro comunità. Sulla base della mia esperienza lavorativa con le organizzazioni di produttori Fairtrade, ritengo che l’auto-organizzazione delle donne sia davvero fondamentale per migliorare le possibilità di successo di qualsiasi programma di istruzione e formazione sull’equità di genere. Inoltre, condividere esperienze e buone pratiche è fondamentale per imparare.

Sembra che i problemi di disuguaglianza persistano anche nelle organizzazioni di banane certificate Fairtrade. Perché?

In effetti, la disuguaglianza è un problema diffuso che riguarda anche le organizzazioni certificate Fairtrade, dove la maggior parte della forza lavoro e i membri delle cooperative sono di sesso maschile. Uno studio condotto da Fairtrade a marzo 2015 ha confermato che le donne nelle organizzazioni certificate Fairtrade devono affrontare pregiudizi da parte degli uomini e ostacoli a causa del carico domestico che limita il loro tempo libero. Tuttavia, la ricerca ha anche dimostrato che le cooperative Fairtrade possono portare cambiamenti positivi – come l’introduzione di strategie di genere che promuovono il coinvolgimento delle donne e attività che possono sviluppare competenze. Confrontando le organizzazioni Fairtrade con organizzazioni non Fairtrade, gli studi hanno dimostrato che nelle organizzazioni di piccoli produttori certificati Fairtrade le donne hanno goduto di una maggiore partecipazione. Detto questo, abbiamo una lunga strada da percorrere per consentire livelli più alti di partecipazione e benessere delle donne nel settore delle banane. E dobbiamo essere realistici: il solo commercio equo non può portare cambiamenti a livello di settore. Dobbiamo unire le forze e collaborare con le altre parti interessate per attuare congiuntamente progetti e interventi che possano portare a cambiamenti positivi duraturi. Questo è il motivo per cui il lavoro della Banana Gender Equity Task Force è così importante.

Quali saranno i prossimi passi?

Lo scorso novembre, a Ginevra, abbiamo elaborato la nostra strategia che ruota attorno a cinque aree tematiche principali: opportunità di lavoro per le lavoratrici, partecipazione attiva delle donne al processo decisionale, divario retributivo di genere, salute e sicurezza con particolare attenzione ai rischi specifici per le donne e molestie sessuali e violenze di genere. Queste proposte sono ora sul tavolo del Comitato direttivo del World Banana Forum. Se approvati, questi interventi saranno implementati dal secondo trimestre 2018  anche attraverso il finanziamento di più attori.

Carrefour

CONAD