Cooperare, cioè lavorare insieme

23 giugno 2015

Cosa penserebbero i produttori di uva o di qualsiasi altra eccellenza italiana se tutto il loro raccolto fosse caricato su camion e portato all’estero per la lavorazione? Eppure questo è ciò che succede ai piccoli produttori di cacao nelle aree tropicali di Asia, Africa e America Latina: nemmeno conoscono gli eccellenti prodotti che si possono ricavare dalle preziose fave che coltivano.

Questo è stato il filo conduttore della discussione al Bar Camp promosso dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del MAECI con Eurochocolate e Fairtrade Italia. Sul palco del Cluster Cacao e Cioccoalto ad Expo, vari attori della cooperazione allo sviluppo si sono alternati per portare il loro contributo.

Gli strumenti più utilizzati per sostenere i produttori dei Paesi in via di sviluppo sembrano essere la filiera corta, ossia l’eliminazione di intermediazioni inutili che non aiutano a mantenere il valore del prodotto in loco, oppure l’aggregazione dei produttori, per affrontare meglio il mercato e lavorare sulla qualità anche attraverso la formazione o l’assistenza tecnica. Gli esempi citati provengono dall’Ecuador, dove si sta dando grande importanza al Cacao Nacional o in Bolivia, dove si raccoglie un cacao selvatico raro ma dalle finissime qualità organolettiche. Un altro esempio virtuoso viene dal Perù, dove la valorizzazione del cacao di qualità ha portato a preferire la sua coltivazione a quella della coca. Altri strumenti riguardano progetti di diversificazione produttiva come in Costa d’Avorio, dove, oltre ad utilizzare gli scarti di lavorazione come fertilizzante, si cerca di riprendere la tradizione popolare di utilizzare i derivati del cacao per prodotti di bellezza.

Se per il mondo della cooperazione questi strumenti possono in qualche modo risultare nuovi, per Fairtrade sono da anni alla base delle attività e degli standard applicati non solo al cacao ma a tutte le filiere in cui opera. Non a caso molte delle best practice dei produttori provengono da aree in cui la cooperazione e il sistema Fairtrade hanno saputo lavorare fianco a fianco, come è accaduto in Repubblica Dominicana: qui un progetto partito dalla cooperazione tedesca e costruito insieme a Fairtrade ha fatto di CONACADO il terzo esportatore dell’isola e il secondo venditore mondiale di cacao bio.