5 Giugno 2019

Fairtrade ha inaugurato un nuovo approccio nelle relazioni lavorative nelle piantagioni di banane certificate. I sindacati, i dipendenti e i lavoratori si sono seduti insieme ad un tavolo per pianificare un futuro economicamente sostenibile, inclusivo e sicuro.  “Il problema non è soltanto quello di migliorare gli stipendi, anche se di sicuro è importante – ma è quello di raggiungere un lavoro e una vita dignitosi, corrispondendo un salario adeguato, riconoscendo pari dignità alle donne e garantendo sicurezza e salubrità nei luoghi di lavoro” dice Wilber Flinterman, consulente per i diritti dei lavoratori e le relazioni sindacali per Fairtrade International. Ci sono due piantagioni certificate Fairtrade in Ghana, la Volta River Estates, che è la più vecchia piantagione certificata Fairtrade del nostro Sistema, e Golden Exotics, che possiede piantagioni anche in Camerun e in Costa D’Avorio. Un terzo produttore, Musamahat Farms Limited ha partecipato al programma, per garantire un approccio complessivo al settore. Queste imprese coinvolgono circa 4000 lavoratori, la maggior parte dei quali sono membri del Sindacato generale dei lavoratori agricoli del Ghana e del Sindacato dei lavoratori dell’industria e del commercio. “La chiave è la collaborazione, dice Flinterman. Abbiamo cominciato a chiedere: cosa possiamo fare insieme per migliorare ulteriormente la qualità del lavoro?”

Che cosa significa guadagnare un salario dignitoso

Fairtrade ha chiesto a un ricercatore di girare il Ghana nel 2017 per valutare che cosa hanno bisogno di guadagnare i lavoratori per godere di un dignitoso standard di vita che copra i loro bisogni essenziali e quelli della loro famiglia e che consenta loro di mettere da parte un qualche risparmio per eventi imprevedibili. Dopo aver messo insieme un po’ di numeri, la stima è  stata di 1.028 Cedi ghanesi al mese, circa 180 euro. “Il nostro calcolo del salario dignitoso è circa 4 volte l’attuale stipendio minimo nazionale del Ghana. I lavoratori e i sindacati avevano contrattato stipendi di circa tre volte il riferimento nazionale e questo dimostra quanto sia importante la contrattazione collettiva nel contesto del salario dignitoso” dice Flinterman. Una volta ottenuto il parametro di riferimento del salario dignitoso, Fairtrade International ha lavorato con i network dei produttori di Fairtrade Africa per organizzare un incontro di lavoro di 3 giorni mettendo attorno allo stesso tavolo tutti gli attori in modo da migliorare le condizioni di lavoro e dare un supporto concreto affinché il settore della banana diventi sostenibile in Ghana. Insieme ai lavoratori e ai dipendenti si sono aggiunti la ONG Banana Link (una organizzazione non governativa con sede in Inghilterra che si batte per i diritti dei lavoratori), il World banana forum (gestito dalla FAO) , il sindacato internazionale dei lavoratori del settore del cibo e IDH, Sustainable Trade Iniziative dei Paesi Bassi. A questi si sono aggiunti i rappresentanti dell’Ispettorato del lavoro ghanese. In più, si sono svolti incontri separati con i Ministri del lavoro, dell’agricoltura e dell’ambiente. “La cosa più importante è stato il modo in cui abbiamo collaborato con i nostri partner per affrontare i temi del lavoro in modo integrato” dice Flinterman. “Non aveva senso distinguere tra noi e loro. Le sessioni sono state stimolanti per tutti: lavoratori locali,  sindacati, manager delle imprese e rappresentanti di governo”.

Lavoratori a Volta River Estates. Copyright Linus Hallgren / Fairtrade Sweden

Il parere dei lavoratori

Durante gli incontri, ai rappresentanti dei lavoratori eletti è stato chiesto di portare il loro punto di vista su tre progetti che riguardavano i salari, le politiche di genere, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. “Per trovare le soluzioni giuste, i lavoratori dovrebbero essere capaci di dire che tipo di lavoro va bene per loro e quale no. Il loro input è essenziale per il progetto” dice. In una sessione gestita da Banana Link e IUF, i partecipanti hanno capito che le donne hanno bisogno di accedere a una scelta professionale più ampia, alla formazione, alle posizioni di rappresentanza e a un luogo di lavoro sicuro. Jacqui Mackay, Coordinatore nazionale di Banana Link spiega: “Ha senso guardare ai salari da una prospettiva di genere inclusiva. Ci sono troppe donne mal pagate e spesso affrontano diverse barriere sia fisiche che psicologiche. Per esempio, nelle piantagioni ci sono canali per l’irrigazione che corrono tra gli alberi. Molti uomini possono attraversarli ma le donne hanno detto che per loro è pericoloso e questo le scoraggia a lavorare nella coltivazione. Identificando e parlando di queste barriere, molti problemi possono essere risolti facilmente e i luoghi di lavoro possono essere ripensati in modo da essere accessibili sia alle donne che agli uomini”.

Una lavoratrice di Volta River Estates. Copyright Linus Hallgren / Fairtrade Sweden

I costi vanno spalmati lungo tutta la filiera

Flinterman non si fa molte illusioni: la sfida è quella di portare un salario dignitoso a tutti non solo ai lavoratori del settore della banana: “Spero che i lavoratori ottengano il salario che meritano, dice. Ma noi non vogliamo mettere a rischio il posto di lavoro. Fairtrade riconosce che queste aziende del Ghana hanno migliorato molte buone pratiche occupazionali. I salari della piantagioni possono migliorare solo se tutti nella filiera, inclusi i consumatori, riescono a pagare pochi centesimi in più per le loro banane Fairtrade. Questo processo inizia dalle aziende di commercializzazione che pagano il Prezzo Minimo Fairtrade. Quando gli imprenditori comprano secondo il concetto del salario dignitoso, devono affrontare costi significativi. Devono fare i conti ed essere sicuri di poter pagare il salario dignitoso per molto tempo, non soltanto momentaneamente”. A dispetto delle sfide, Flinterman resta ottimista: “È stato un piacere e un privilegio lavorare con tante persone così impegnate negli incontri in Ghana. C’è un grande entusiasmo, vogliamo continuare le discussioni ed essere certi che il livello di attenzione rimanga alto. Sono fiducioso che ci arriveremo”.

 

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