Legge sulla cooperazione, lavori in corso

01 febbraio 2014

Lo scorso gennaio, con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del testo Pistelli, si è compiuto il primo passo verso una riforma della legge sulla cooperazione.

Il documento, che va a modificare l’attuale legge in vigore dal 1987, si contraddistingue per una visione della cooperazione quale investimento strategico del sistema Italia, in chiave di sviluppo della politica estera del Paese.

Il testo parte dalla considerazione dei cambiamenti che negli ultimi vent’anni hanno interessato le relazioni commerciali tra Paesi in via di sviluppo e Paesi sviluppati, e delle variazioni che sono occorse nelle modalità d’ intervento delle organizzazioni non governative.

Di particolare interesse dal punto di vista del sistema Fairtrade vi sono due elementi. In primo luogo per la prima volta si riconosce anche alle organizzazioni di commercio equo e solidale, della finanza etica e del microcredito che nel proprio statuto prevedono come finalità prioritaria la cooperazione internazionale allo sviluppo (art. 24, punto 2) un ruolo formale come soggetti della cooperazione. A questo proposito fa pensare il fatto che le principali organizzazioni di commercio equo italiane siano più “giovani” della legge attualmente in vigore.

In secondo luogo nel documento si riconoscono come operatori della cooperazione allo sviluppo anche le imprese commerciali “quando agiscono con finalità conformi ai principi della presente legge, per la promozione della pace e della giustizia nel quadro di relazioni solidali e paritarie con gli altri popoli” (art.21, punto 3). Detto altrimenti, enti privati, come le fondazioni bancarie e filantropiche o le aziende che si ispirano ai concetti della Corporate Social Responsability, ovvero quei soggetti che hanno progressivamente acquisito negli ultimi anni un ruolo di crescente importanza nell’aiuto allo sviluppo, potranno vedere riconosciuta la loro funzione.

La riforma alla quale il governo sta lavorando quindi oltre a riconoscere a realtà come Fairtrade Italia un ruolo fondamentale nel futuro della cooperazione, apre la possibilità anche alle aziende partner commerciali del sistema Fairtrade di intervenire nel dibattito sull’aiuto allo sviluppo.