Commercio più equo: aggiornati i Trader Standard

13 marzo 2015

Fairtrade International annuncia l’aggiornamento degli Standard per i trader del circuito: rafforzati i requisiti obbligatori e più merito alle aziende che, andando oltre la semplice conformità agli Standard, dimostrano impegno nella sostenibilità.

Uno dei principali obiettivi di Fairtrade è contrastare le potenziali ingiustizie nelle relazioni commerciali, assicurando maggiore equità nelle negoziazioni. Trovare un equilibrio tra criteri di certificazione rigorosi e norme che consentono comunque lo sviluppo del mercato per le aziende non è un compito facile.

Con l’aggiornamento degli Standard per i trader (ovvero le regole che devono rispettare le aziende che importano/esportano materie prime secondo i criteri del commercio equo certificato) vengono rafforzati i requisiti obbligatori, viene inclusa la valutazione delle best practice delle aziende e si promuove più trasparenza nei rapporti commerciali.

“Per assicurare più impatto ad agricoltori e lavoratori dei Paesi in via di sviluppo tra i nostri partner vi sono tutti i tipi di aziende” ha dichiarato Harriet Lamb, CEO di Fairtrade International “Lavoriamo con aziende che si attengono solo ai criteri obbligatori, ma vogliamo riconoscere merito a quanti vanno al di là dei nostri Standard, e si dedicano alla sostenibilità al 100%”.

L’aggiornamento è il frutto di una consultazione ad ampio raggio che ha coinvolto circa 400 stakeholder, tra i quali 100 rappresentanti degli agricoltori e più di 170 trader.

 

Più valore a chi sceglie le buone pratiche

Molte delle aziende nel circuito Fairtrade lavorano con pratiche di commercio sostenibili, ad esempio offrono formazione e supporto finanziario alle organizzazioni di produttori, prefinanziamenti e applicano misure per limitare l’impatto sull’ambiente. Con l’entrata in vigore dei nuovi Standard, Fairtrade sarà in grado di monitorare anche questo tipo di buone pratiche, sotto forma di requisiti di progresso, e potrà riconoscerne il merito. Alcuni esempi di buone pratiche sono: l’estensione dei piani di approvvigionamento, l’elargizione di fondi per sostenere la capacity building dei produttori, l’impegno di lungo periodo e le pratiche ambientali.

 

Rafforzati i requisiti obbligatori

Il fine degli Standard per i trader resta quello di garantire relazioni commerciali più giuste attraverso contratti trasparenti, il pagamento del Fairtrade premium e del Fairtrade Minimum Price, l’accesso a prefinanziamenti da parte dei produttori grazie al supporto delle aziende. Con l’aggiornamento i requisiti sono mantenuti nella sostanza, ma vengono resi più chiari, viene semplificato il linguaggio e si assicura più trasparenza nelle relazioni commerciali.

Una delle modifiche riguarda il prefinanziamento. Gli Standard precedentemente obbligavano le aziende a sostenere le organizzazioni qualora ne facessero richiesta, cosa che da un lato lasciava ai produttori l’onere di fare la domanda, e dall’altra metteva in difficoltà alcuni trader. Con l’aggiornamento i trader devono dichiarare fin dall’inizio la propria disponibilità a sostenere il prefinanziamento e, in caso di impossibilità, devono mettere i produttori nelle condizioni di poterlo ricevere da terzi.

Inoltre, ai requisiti obbligatori si aggiungeranno dei nuovi requisiti che sono stati raggruppati nelle seguenti sezioni:

–    “Integrità nei rapporti commerciali”, che si allineano alle indicazioni della Commissione Europea nel Green Paper on Unfair Trading Practices in materia di scorrettezza nei rapporti commerciali;
–    “Lavoro”, tutti i trader devono rispettare la legge su lavoro e le Convenzioni ILO (attualmente era già prevista la conformità degli operatori a queste norme, tuttavia l’inserimento del requisito negli Standard consente a Fairtrade la sanzione in caso inottemperanza);
–    “Ambiente”, i trader dovranno rispettare le normative ambientali nazionali e adeguarsi all’elenco dei materiali proibiti di Fairtrade (la lista di pesticidi e prodotti chimici non utilizzabili nelle coltivazioni).

L’inserimento dei requisiti sull’ambiente e sul lavoro negli Standard inoltre introduce più parità tra produttori e trader: in questo modo le aziende che trasformano il prodotto saranno sullo stesso piano dei produttori che si occupano anche di trasformazione.

I nuovi Standard saranno in vigore a partire da Luglio 2015, tranne per le indicazioni della sezione “Lavoro”, che saranno applicabili a partire da gennaio 2017, dopo un periodo di transizione.  

Per maggiori informazioni è a disposizione un documento informativo (in inglese). La versione integrale degli Standard è disponibile sul sito di Fairtrade International.