A scuola di… cambiamenti climatici!

7 marzo 2015

“Il lavoro con Fairtrade è molto importante perché impariamo a monitorare l’ambiente e a migliorare le nostre tecniche di coltivazione”. Per Magda Reza dell’organizzazione di coltivatori di caffè Sonomoro, nella giungla equatoriale peruviana, esiste una sola minaccia al futuro della sua cooperativa: il cambiamento climatico e i suoi devastanti effetti. Le stagioni non sono più le stesse e la pioggia sta diventando imprevedibile. Lo scorso anno un fungo, la “Rojas”, ha distrutto la maggior parte delle piante di caffè e con esse la fonte principale del reddito di molti coltivatori.

Per combattere la sua battaglia e quella degli altri agricoltori della regione, Magda, insieme a 9 produttori della sua cooperativa, ha partecipato a un programma di formazione organizzato da Fairtrade insieme all’ong Twin Trading e la catena di supermercati tedesca Lidl. Durante i corsi, i “promodores” – così chiamati perché, conclusa la formazione, sono diventati a loro volta formatori per i gruppi di produttori del territorio – sono stati informati sulle tecniche di concimazione, drenaggio delle acque, preparazione del compost, che possono in qualche modo arginare l’epidemia di Roja. Ma alla formazione si impara anche che l’innalzamento della temperatura e l’alto tasso di umidità consentono di differenziare le colture. Così oggi Magda sui suoi terreni può coltivare, oltre al caffè, anche il cacao e la iucca: ha trasformato i limiti in opportunità.

“Non chiediamo la carità ma soltanto l’opportunità di lavorare e di poter superare con le nostre forze le sfide che combattiamo” ha dichiarato Magda durante un viaggio in Germania in cui è stata testimonial del progetto.

I cambiamenti climatici e il ruolo di Fairtrade

Gli eventi legati ai cambiamenti climatici sono in crescita soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Aumento delle temperature e delle piogge, inondazioni e siccità sono i fenomeni di cui sono vittima migliaia di produttori. Una ricerca dell’Istituto delle risorse naturali dell’Università di Greenwich indica che il cambiamento climatico “avrà un impatto determinante sulle produzioni agricole, sulla sicurezza alimentare e sullo sviluppo economico, principalmente nei paesi in via di sviluppo”.

Non si tratta solo del Perù. I produttori di caffè Fairtrade di tutta l’America Latina sono stati pesantemente colpiti dal dilagare della ruggine bruna, la malattia che sta colpendo più del 50% delle coltivazioni di caffè in America Centrale e circa il 30-40% in Sud America. Il cambiamento climatico è stato identificato come il fattore principale della diffusione di questa epidemia. Le cose non vanno meglio in Africa: i raccoglitori di tè della parte orientale del continente, ad esempio, nel 2012 sono stati vittime di una pesante gelata che ha distrutto migliaia di acri di arbusti. E sono notizia di poche settimane fa le terribili inondazioni che hanno colpito il Malawi: gli esperti dicono che proprio ai cambiamenti climatici è imputabile il presentarsi di eventi di questo tipo con sempre maggiore frequenza e intensità. Sfortunatamente, il futuro non sembra promettente. Infatti, molti studi indicano che nel 2050 la produttività di caffè, cacao, tè o cotone sarà penalizzata e la produzione in alcune aree potrebbe sparire. Molti agricoltori avranno bisogno di adattare le loro pratiche agricole alle nuove condizioni climatiche o rischieranno di perdere la loro fonte di sostentamento.

Per dare una risposta alla situazione Fairtrade ha sviluppato una serie di programmi per l’adattamento e la mitigazione ai cambiamenti climatici rivolti ai produttori. Uno di essi è proprio quello che ha preso forma a Sonomoro ha supportato Magda e gli altri 497 produttori di Junin, un’area molto conosciuta per il suo caffè perché il 28 per cento della produzione complessiva peruviana proviene da lì. Durante la Fairtrade Week in Germania (una settimana di promozione dei prodotti Fairtrade) per ciascun pacchetto venduto nei negozi Lidl, la catena di supermercati ha donato 1 euro ai produttori.

Questo articolo è apparso originariamente su Expo Net.

Foto di Santiago Engelhardt