Alida e l’orgoglio di coltivare rooibos

07 marzo 2014

Una persona semplice, modesta che guarda al futuro con ottimismo. Alida Strauss lascia il villaggio sperduto dove i suoi genitori coltivano rooibos per andare a studiare a Cape Town, a 400 chilometri di distanza.

Quando ritorna la cooperativa Heiveld è nata da poco, ed è da poco che le persone di colore possono riunirsi in cooperativa. Fa domanda per lavorare lì come contabile nel 2002 ed è da allora che lavora nella cooperativa fino a diventarne direttrice nel 2010.

Da 14 soci con pochissime conoscenze tecniche o di mercato, Heiveld ha ora 64 membri ed esporta rooibos Fairtrade e da agricoltura biologica in tutto il mondo.

Dietro il contegno di Alida, c’è una passione smisurata per il suo lavoro e la sua gente, e una determinazione a trasmetterlo ai giovani. Non smette mai di ricordare che lei è riuscita a tornare al suo villaggio e a rimanerci e vuole offrire alle nuove generazioni la stessa opportunità.

“Qui a Heiveld ce la mettiamo tutta per dare la possibilità ai giovani di rimanere qui e li sproniamo a credere in se stessi“, ci racconta Alida. “Andate, studiate ma poi tornate e fate qualcosa per la comunità. Una parte del Fairtrade Premium di Heiveld viene proprio utilizzato per mandare i figli dei produttori all’università a Cape Town”.

Le sfide da affrontare sono molte ma i motivi per essere orgogliosi di essere parte della cooperativa sono molti. “E’ il nostro lavoro educare i giovani e dire loro che hanno il diritto di dire che la cooperativa è anche loro e che ne devono essere orgogliosi”.