Ecco quanto guadagna chi coltiva il caffè

29 giugno 2017

L’ambizione di Fairtrade è un sistema nel quale i piccoli coltivatori arrivino a guadagnare abbastanza per garantire a loro e alle loro famiglie una vita sostenibile e dignitosa. Lo studio pilota “Assessment of Fairtrade Coffee Farmers income” è una chiamata all’azione, in questo sento senso, per l’intero settore del caffè.

Sono stati intervistati o inclusi in focus group 465 agricoltori di caffè, membri di 12 organizzazioni di produttori certificati Fairtrade in sette paesi (Ruanda, Tanzania, Uganda, Kenya, India, Indonesia e Vietnam). I dati primari sono stati raccolti dal personale Fairtrade presente sul campo e (in Kenya) dall’Istituto per la ricerca del caffè.

Il reddito della famiglia di agricoltori è stato calcolato tenendo conto di tutti i redditi che un agricoltore riceve, meno i costi finanziari e naturali per la produzione di caffè e altri prodotti agricoli. È stato definito “living income” un reddito sufficiente generato da una famiglia rurale, che offra uno standard di vita dignitoso a tutti i membri della famiglia.

In media, il caffè rappresenta circa il 50 per cento del reddito familiare per le famiglie di coltivatori. Tuttavia, questa percentuale varia notevolmente da Paese a Paese. Contribuiscono in maniera sostanziale anche i redditi provenienti da altri beni agricoli e dal lavoro fuori dall’azienda agricola.

Il reddito complessivo delle famiglie dipende molto dal contesto locale. Questo studio dimostra che gli agricoltori di caffè indonesiani e vietnamiti possono godere di redditi familiari più alti, soprattutto grazie all’elevato introito del caffè.

Gli agricoltori della Tanzania hanno dimostrato la massima redditività per libbra, ma questo non si traduce in redditi più elevati a causa dei volumi di produzione relativamente bassi.