Colombia, un nuovo studio sulle banane

12 maggio 2014

La Corporation for Rural Business Development (CODER) ha recentemente diffuso uno studio realizzato per conto di Max Havelaar Netherlands sui benefici di Fairtrade per i piccoli bananeros della Colombia.

Prima degli scontri che hanno travolto il paese, quello della coltivazione di banane era un settore florido nelle regioni Urabá and Magdalena, ma con l’aggravarsi della situazione politica molti produttori sono stati costretti ad abbandonare le loro piantagioni oppure non vi hanno più avuto accesso. Con il ritorno di un equilibrio politico la coltivazione delle banane è ripresa, e anche il numero delle organizzazioni Fairtrade nel paese è aumentato: dalle 4 del 2007 sono arrivate ad essere alle 36 del 2013. Il paese ha ripreso le esportazioni arrivando ai 6,2 milioni di casse di banane Fairtrade nel 2012, principalmente in Gran Bretagna e Paesi Bassi, il 35% delle vendite globali di banane del circuito. Gran parte di questa crescita è dovuta all’impegno di alcuni retailer olandesi e inglesi di acquistare maggiori quantitativi di banane secondo gli standard internazionali del commercio equo (nel caso dei Paesi Bassi si è arrivati ad una conversione in banane Fairtrade al 100%).

Lo studio CODER, che concentra l’analisi negli ultimi 3 anni, ha confermato che Fairtrade ha un impatto positivo sui piccoli coltivatori di banane e sui lavoratori, dimostrando i benefici l’implementazione degli standard di certificazione e le notevoli vendite a condizioni Fairtrade, insieme con l’istituzione di un sindacato forte e il supporto della partnership pubblico-privato.

Secondo lo studio per i piccoli produttori soci delle organizzazioni risulta che:
–    il Fairtrade minimum price assicura più entrate e più stabilità, tali da garantire migliori alloggi e facilitare l’accesso alle cure mediche e all’educazione,
–    il Fairtrade premium è stato strumentale per abbassare i costi di produzione e aumentare la produttività: ben il 35% degli investimenti da parte dei soci sono stati fatti in questo ambito,
–    i produttori sono riusciti a vendere l’80% delle loro banane a condizioni Fairtrade, riuscendo a raccogliere nuovi associati, migliori servizi e rafforzando complessivamente il loro business.

Ai lavoratori dipendenti della piantagione:
–    lo standard per il lavoro dipendente che prevede contratti formali e garantisce maggiori diritti e protezioni ha assicurato più stabilità;
–    un uso responsabile del Fairtrade premium ha permesso l’istituzione di un fondo per i prestiti che assicura condizioni molto vantaggiose;
–    il 60% del premio è stato investito nel miglioramento delle abitazioni e delle strutture, che ha fatto crescere la domanda di altri beni e servizi collegati stimolando l’economia a livello locale;
–    lavoratori da diverse piantagioni si sono uniti per creare una fondazione per avviare progetti per le comunità di larga scala.

Nonostante i risultati positivi, lo studio evidenzia come il prezzo pagato per le banane sia ancora difficilmente sostenibile per molti. Il consolidamento nei canali di distribuzione e l’alto costo della guerra del prezzo al ribasso trai distributori commerciali continua a creare pressione sui produttori di banane.

Con la recente revisione degli standard da parte di Fairtrade il prezzo minimo delle banane garantito ai produttori è aumentato in modo significativo, anche con l’obiettivo di assicurare ai piccoli produttori e ai lavoratori una posizione più forte per le negoziazioni. Contestualmente Fairtrade continua a monitorare l’impatto delle variazioni di prezzo sui produttori.

È disponibile una versione digitale dello studio.