Le conseguenze della Brexit

28 giugno 2016

Michael Gidney, CEO di Fairtrade Foundation, commenta il risultato del referendum che sancisce l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea:

“La decisione di uscire dall’Unione Europea avrà profonde conseguenze per i lavoratori e gli agricoltori poveri di tutto il mondo, inclusi quelli del sistema Fairtrade.

Molte di quelle persone che coltivano i prodotti in vendita sugli scaffali dei supermercati del Regno Unito soffrono la fame durante l’anno, vedono violati i propri diritti, vivono al di sotto della soglia di povertà e subiscono le conseguenze dei cambiamenti climatici.

Tutti gli accordi commerciali attualmente in corso con l’Unione Europea dovranno essere rinegoziati. Secondo i promotori della campagna “Leave”, il Regno Unito fuori dall’UE sarà in una posizione migliore per stipulare nuovi accordi commerciali di cui beneficeranno i paesi poveri.  Il governo quindi adesso ha una grossa responsabilità: dovrà fare in modo che i nuovi accordi commerciali britannici siano realmente equi e giusti.

Potrebbero cambiare anche altre policy, come ad esempio l’introduzione di criteri etici negli appalti pubblici. Gli interessi degli agricoltori e dei lavoratori devono essere adeguatamente presi in considerazione in ogni revisione dei regolamenti, per evitare rischi per la loro sopravvivenza.

Il governo inglese deve rispettare pienamente i suoi impegni internazionali in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, e garantire che l’impatto negativo della decisione di lasciare l’Unione Europea non ricada sulle persone più deboli, quelle meno in grado di sopportarne gli effetti.

Fairtrade lavorerà per assicurare che i produttori e i lavoratori di tutto il mondo che coltivano ciò che mangiamo non vengano dimenticati. Continueremo a batterci per un commercio giusto”.