Il Fairtrade fa la differenza. Lo dicono i consumatori

13 ottobre 2011

I consumatori sono sempre più attenti a cosa c’è sotto l’etichetta e includono tra i propri criteri di consumo l’impatto che gli acquisti possono avere nella vita dei produttori e dei lavoratori dei Paesi del Sud del Mondo. È quanto emerge da una ricerca globale commissionata da Fairtrade International e realizzata dall’istituto indipendente GlobeScan sulla base di 17.000 interviste realizzate in 24 paesi. Sei persone su dieci (59%) ritengono, infatti, di poter fare la differenza attraverso le proprie scelte di consumo e hanno un’aspettativa molto alta rispetto alla responsabilità sociale delle aziende. Il 79% degli intervistati ritiene, infatti, che le aziende abbiano un ruolo importante nella riduzione della povertà e nel favorire lo sviluppo dei paesi del Sud del Mondo, attraverso un modo più giusto di fare commercio. La certificazione Fairtrade è il marchio etico più riconosciuto al mondo. Quasi sei persone su dieci (il 57% del pubblico), nei 24 paesi rilevati, ha familiarità con il marchio. Almeno tre quarti dei consumatori pensa inoltre che una certificazione indipendente sia il modo migliore per accertare le dichiarazioni di eticità di un prodotto. E, con l’89% degli intervistati, l’Italia è al primo posto tra i paesi che stimano la certificazione un plus imprescindibile per attestare l’eticità di un prodotto. Chi sceglie i prodotti Fairtrade non si limita ad essere soggetto passivo, ma diventa a sua volta promotore del sistema e gli italiani spiccano per il passaparola. Quasi 8 intervistati su 10 consiglierebbero ad amici, parenti e colleghi i prodotti Fairtrade.