Bollettino dai Caraibi dopo il passaggio Irma

22 settembre 2017

L’uragano Irma, che ha colpito i Caraibi una decina di giorni fa, ha coinvolto lungo la sua rotta molte organizzazioni del circuito Fairtrade, tutte associate alla CLAC, la rete regionale dei contadini e dei lavoratori del commercio equo certificato del Centro e Latino America.

I più fortunati sono stati i contadini delle Isole Sopravento, dove le forti raffiche di vento e le piogge hanno causato danni minori. È andata peggio sull’isola di Dominica, dove il 23,6% degli ettari coltivati, circa 290, è stato danneggiato.

È l’isola di Cuba a registrare la situazione peggiore, principalmente nelle zone di Villas e Santa Clara, dove quattro organizzazioni coltivano la canna da zucchero. Complessivamente i soci delle cooperative sono 509, e lavorano su un’area di 2.700 ettari. Ad oggi le notizie sono ancora parzialmente incerte a causa della difficoltà nelle comunicazioni; ci sono stati blackout di corrente ed è mancata a lungo l’acqua. Sono ancora in corso i contatti con tutte le organizzazioni, e il bilancio attuale stima perdite per circa il 60% del raccolto.

Per quello che riguarda la Repubblica Dominicana, la zona più colpita è il nord del paese, al confine con Haiti, e nello specifico le regioni di María Trinidad Sánchez, Valverde e Montecristi. Più danneggiate sono state le coltivazioni di banane e cacao, che fanno riferimento a 30 organizzazioni di piccoli produttori e 20 piantagioni. Si parla di perdite per circa il 30% della produzione di banane Fairtrade, pari a 4.000 ettari di terreno. Nelle sei organizzazioni di produttori di cacao, ubicate nelle zone di Nagua, San Francisco de Macorís, Castillo, La Milagrosa and Puerto Plata, il danno invece è stimato a circa il 26% della produzione. La situazione peggiore riguarda i raccolti diversificati, come quelli di avocado e limone, che rappresentano il 18% della produzione dei contadini.

Quanto è avvenuto mette in luce il bisogno dei contadini di ricevere supporto e una formazione idonea ad affrontare calamità naturali di questo tipo, per diventare più resilienti ai cambiamenti climatici e alle sfide che comportano.

“I danni causati da Irma sono il doppio di quelli che abbiamo subito con le inondazioni dello scorso novembre. Avranno delle conseguenze molto pesanti sul reddito dei contadini e delle loro famiglie e metteranno a dura prova la sostenibilità del nostro sistema produttivo”, ha dichiarato Marike de Peña, presidente  della CLAC.