Crescere rimanendo integri – Cosa significa per Fairtrade?

08 agosto 2013

Il commercio equo all’inizio era un movimento carico di idealismo che secondo alcuni non si sarebbe mai sviluppato nei fatti. Oggi, 25 anni dopo, il sistema Fairtrade è arrivato a coinvolgere 1,3 milioni di produttori organizzati in più di 1.100 gruppi di 70 paesi del mondo. I coltivatori e i lavoratori sono diventati parte integrante del sistema e rappresentano il 50 per cento della proprietà.

I produttori hanno imparato a concepire sé stessi come un tassello fondamentale nella crescita delle economie locali e nello sviluppo in senso più ampio e sono individui capaci di rafforzare le proprie azioni attraverso le organizzazioni di cui fanno parte. Per i produttori e per chi agisce al loro fianco sviluppare il mercato è essenziale per migliorare le loro condizioni di vita e quelle delle comunità.

 

Il mercato alleato nello sviluppo

Ad oggi il sistema Fairtrade lavora con più di 3.000 aziende nel mondo ed ha conquistato un ruolo di primo piano nel riconoscimento della funzione le aziende possono svolgere per favorire lo sviluppo. A questo proposito, un recente report del gruppo di discussione delle Nazioni Unite sull’Agenda dello sviluppo post 2015 scrive come le aziende private possano essere un partner cruciale per contribuire a ridurre definitivamente la povertà estrema e per migliorare le condizioni di vita dei produttori dei Paesi in via di sviluppo.
Infatti, nella loro sfera di influenza e di attività, le aziende si trovano a dover operare scelte che riguardano i diritti umani e la salvaguardia dell’ambiente.
Un impegno come quello assunto dal sistema Fairtrade di accrescere l’impatto sui produttori mantenendo salda la propria integrità richiede di avanzare lungo un percorso ben definito di produzione responsabile da un punto di vista sociale ed ambientale, avviando una forma di commercio che produca benefici anche per i produttori, i coltivatori e le loro comunità. A questo proposito Fairtrade negli anni ha imparato a gestire le esigenze delle aziende spesso in contrasto con quelle dei produttori svantaggiati ricavandone una lezione: la crescita può risolvere dei problemi, ma ne può generare altri se i principali diritti umani non sono salvaguardati.

 

Le contraddizioni

Nemmeno gli stessi produttori sono immuni da queste contraddizioni: abbiamo visto contadini prendere scorciatoie, scegliere pratiche di lavoro sbagliate in condizioni di grande pressione per rispettare delle scadenze, o disboscare foreste per incrementare la loro produzione. Ci siamo confrontati con dei casi rilevanti di abuso dei diritti umani. Le dinamiche di potere si manifestano a ogni livello, dai Consigli di Amministrazione delle cooperative fino alle vite dei singoli produttori e coltivatori.

“E’ un lungo viaggio, e nient’affatto facile. Ogni giorno ci scontriamo con realtà che vedono oppressioni che durano da secoli , nessuna delle quali può essere risolta dalla mattina alla sera” ha dichiarato Harriet Lamb, CEO di Fairtrade International, “Trovare il giusto punto di equilibrio della bilancia per il facilitare il commercio, promuovere lo sviluppo ed assicurare la conformità agli Standard Fairtrade è un compito tanto difficoltoso quanto arduo, che richiede un continuo miglioramento e una delicata sintonizzazione tra gli attori in gioco”.

Per aumentare il proprio impegno in proposito, Fairtrade ha dedicato attenzione crescente e risorse ai diritti umani e alle Convenzioni ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro), inclusi negli Standard Fairtrade come criterio minimo o indispensabile nell’ambito dei diritti dei lavoratori. In particolare, la presa di posizione di Fairtrade contro il traffico di esseri umani, le peggiori forme di lavoro infantile, le molestie sessuali e la discriminazione di ogni genere è netta.

FLO-CERT

All’interno del circuito Fairtrade la verifica del rispetto degli Standard è affidata a FLO-CERT, un’azienda indipendente certificata ISO 65 (la norma di qualità riconosciuta a livello internazionale per le realtà operanti nei sistemi di certificazione di prodotto). FLO-CERT è conforme alla norma in tutte le operazioni di certificazione ed è soggetta a controlli esterni da parte dell’ente di accreditamento tedesco DAkkS.

“La certificazione richiede la compresenza di processi rigorosi, valutazione del rischio e auditor preparati” ha dichiarato Ruediger Meyer, CEO di FLO-CERT. “Tuttavia la sfida più grande è il monitoraggio: nessun ente di certificazione può assicurare la presenza in loco di ispettori 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, ragione per cui una relazione di fiducia tra produttori e trader è fondamentale. Solo lavorando insieme a stretto contatto si possono minimizzare i rischi legati alle filiere di produzione.”

Gli auditor di FLO-CERT sono esperti nel loro campo. Hanno una stretta familiarità con le realtà dei paesi soggetti al loro controllo e le situazioni specifiche dei settori che trattano. Allo stesso tempo, sono a conoscenza degli elementi più critici inclusi negli Standard Fairtrade e ricevono periodicamente una formazione specifica per identificare e attenuare rischi di non conformità. I contenuti e la documentazione dei training sono inclusi nel processo di controllo di FLO-CERT e nel sistema di accreditamento ISO 65. FLO-CERT inoltre osserva una politica di rotazione degli auditor, tale per cui gli operatori non possono essere assegnati per più di tre volte consecutive allo stesso cliente Fairtrade.

Secondo la procedura una non-conformità relativa a quelli che sono considerati i principi cardine di Fairtrade o ai principi chiave assunti dalle Convenzioni ILO può portare alla sospensione e successivamente alla decertificazione dell’azienda/organizzazione. Nel 2012 FLO-CERT ha sospeso 141 organizzazioni di produttori nei Paesi in via di sviluppo e 41 trader; e ne ha decertificati rispettivamente 35 e 12.

Ogni segnalazione di presunte irregolarità è presa in carico dall’Ufficio qualità di FLO-CERT che avvia procedure di controllo rigide e trasparenti. A seconda della gravità delle dichiarazioni viene condotta una ricerca documentale, che prevede una verifica specifica nell’audit successivo o dei controlli non pianificati per investigare quanto è stato asserito.

 

Oltre la certificazione

Tuttavia le sfide che affrontano i coltivatori e i produttori nei Paesi in via di sviluppo vanno ben oltre la finalità di un sistema di certificazione. Per questa ragione Fairtrade International sta sperimentando numerosi programmi che riguardano i contadini e i lavoratori di tutte le materie prime e sta sviluppando strategie globali per supportare i più vulnerabili.

 

Lavoro minorile

Per Fairtrade i bambini vengono prima di qualsiasi altra cosa. L’impegno prevede il coinvolgimento di esperti e produttori che permetta di andare oltre i requisisti minimi per migliorare le condizioni reali di bambini e giovani. Stiamo facendo formazione sul traffico di minori nelle aree dove è presente il rischio, affiancando i produttori per mettere in atto misure preventive specifiche. In caso di violazione dei requisiti previsti, vengono presi immediatamente provvedimenti per proteggere i bambini. Alle realtà dove sono state riscontrate casistiche di questo genere è impedito l’accesso al sistema, ma viene fornito supporto per affrontarle. Inoltre discutiamo con bambini e giovani nelle comunità Fairtrade per proporre continuamente delle soluzioni che permettano di superare il problema.

 

La “Strategia per i Diritti dei Lavoratori”
Nel 2012 abbiamo condotto una revisione integrale degli “Standard per lavoratori dipendenti” per implementare condizioni che, in accordo con le Convenzioni ILO, offrano maggiori opportunità ai lavoratori delle piantagioni, tra cui quella di organizzarsi per negoziare insieme. In generale la nostra “Strategia per i Diritti dei Lavoratori” è finalizzata a promuovere giustizia e dialogo nel luogo di lavoro attraverso relazioni professionali mature tra lavoratori, sindacalisti e impiegati. Parte della Strategia prevede la copertura dei lavoratori di piccole realtà agricole. A questo proposito stiamo sensibilizzando sul tema i numerosi stakeholders della nostra organizzazione. Stiamo coinvolgendo nel dialogo lavoratori, uomini e donne, e stiamo cercando di comprendere meglio le complessità che riguardano l’ampia tipologia di materie prime che trattiamo, nonché i numerosi paesi e i contesti in modo da poter informare tutti relativamente ai nostri Standard e al processo di controllo.

 

Crescere rimanendo integri
“Crescere rimanendo integri significa sviluppare Fairtrade e tenere saldi allo stesso tempo tutti quei valori e quelle norme che sono parte di Fairtrade. La crescita non può mai essere a discapito di qualcun altro” ha dichiarato Marike de Pena, Vice Presidente di Fairtrade International Board, Presidente della CLAC e Direttore di Banelino, una piccola organizzazione di produttori Fairtrade della Repubblica Dominicana.
Oggi più che mai siamo convinti che Fairtrade rappresenti la soluzione migliore per affrontare l’ingiustizia nelle relazioni commerciali e garantire il rispetto dei diritti delle popolazioni svantaggiate all’interno del commercio internazionale.