Mi chiamo Ahmad e credo nelle donne

30 agosto 2017

Rizkani Ahmad è la presidente della cooperativa di donne Gayo a Sumatra, in Indonesia, e si occupa di assicurare i diritti delle contadine che lavorano attorno a lei investendo in programmi di salute e in progetti di formazione.

Ci racconta di come sta lavorando per cambiare la sua cooperativa, la prima ad essere formata interamente da donne in Sudest asiatico. “Spero che i miei figli impareranno dalle donne della nostra cooperativa a creare un sistema circolare. Vorrei che continuassero quello che ho iniziato. Vorrei che tutti lavorassero insieme per tutelare l’ambiente e soprattutto per produrre un caffè migliore”.

Il sogno di Ahmad è quello di creare un sistema in cui le persone lavorino non solo per se stesse ma anche per gli altri. Potrebbe sembrare idealistico ma con la sua passione e le sue intuizioni sa come realizzarlo. Come presidente della cooperativa di donne di Gayo, Annie è capace di attivare le persone e superare i problemi che vede nella sua comunità. E come proprietaria di una fattoria essa stessa (ha un appezzamento di un ettaro), comprende i bisogni dei contadini. È una caratteristica essenziale del ruolo di leader: Ahmad incoraggia le donne con cui lavora tutti i giorni, aiutandole a diventare più forti nelle loro comunità e a far pesare le loro opinioni nell’impresa.

Imprenditrici di se stesse

Da quanto è stata certificata, nel 2015 – solo dopo un anno dalla sua costituzione – la cooperativa ha offerto corsi di formazione di base e opportunità di lavoro per le donne di Sumatra. Prima di Fairtrade, l’accesso a questo livello di assistenza era difficoltoso e lo è ancora per molte donne che non hanno un proprio network di supporto o il denaro di cui hanno bisogno. Per entrare nella cooperativa, le donne devono possedere un terreno proprio ma questa non era la situazione di partenza. Circa un terzo dei membri, all’inizio aveva ereditato la terra dai genitori e comunque ha dovuto riscattarla pagando il doppio del suo valore per convincere i mariti a lasciare il diritto di proprietà.

Protagoniste nelle decisioni

Da quando l’azienda e la cooperativa di contadine di Ahamad è stata certificata, i fondi Fairtrade sono stati usati direttamente dalle donne per la salute e per i bambini. “Sono le donne, insieme alle loro comunità, a decidere l’uso del Premio” dice Annie. I membri possono scegliere democraticamente dove indirizzare i guadagni del loro duro lavoro. Con i fondi per la salute riproduttiva delle donne, abbiamo presentato un progetto al Comitato per il premio che si realizzerà nel giro di due anni”. Ma l’impatto maggiore portato da Fairtrade nella vita di Annie è stato a livello personale. “Recentemente ho conseguito un corso di formazione in potatura, compostaggio e fertilizzazione e nella gestione economica familiare” dice.

Ora, per un anno, le famiglie possono mandare i figli a un asilo nido che è stato sostenuto dall’organizzazione di donne e dal Premio Fairtrade. Ahmad vuole rivolgere un appello a tutti noi: “E’ importante comprare Fairtrade, dice con un sorriso, specialmente caffè da Sumatra e in particolare quello della cooperativa di donne Gayo. In questo modo, potete darci un aiuto e lavorare per migliorare la qualità della vita delle nostre donne”.

Tratto dal blog di Fairtrade New Zeland.

Benedetta Frare, Fairtrade Italia